LA VOCE DEL NISSENO – Copertina quinta edizione 2014

COPERTINA

LA GRANDE LEZIONE DI LEONRADO SCIASCIA TRA RAGIONE E VERITA’

L’editoriale del direttore Michele Bruccheri

Michele Bruccheri

Michele Bruccheri

Venticinque anni fa, moriva il grande Leonardo Sciascia. Era il 20 novembre 1989. Lavoravo in radio, in quel periodo. E nel nostro bacino d’utenza radiofonico, c’era anche la sua Racalmuto.
Quando andavo in onda, immaginavo che il grande scrittore siciliano potesse, anche vagamente, ascoltare i nostri programmi. Sovente accarezzavo questo pensiero. Abitava e viveva nella sua casa di contrada Noce, nella campagna racalmutese, nel “luogo della ragione”. Era una voce autorevole, un grande intellettuale dalla marcata coscienza critica e dal forte impegno civile.
Cercava la verità e odiava la meschinità, non amava né potere né denaro. Era un lucido e implacabile analista della società e l’esercizio della ragione era, per lui, una scelta di vita. Un Maestro da non dimenticare. Come ha scritto efficacemente il mio amico giornalista Gaetano Savatteri del Tg5, “Sciascia amava la sintesi, perché nell’abbondanza delle parole la chiarezza si smarrisce”.
Ci manca dunque l’autorevolezza della sua scrittura asciutta e tagliente, del suo giudizio critico, della sua acuta diagnosi. Polemizzava, ma era capace di dialogare con tutti. La sua vera lezione è indubbiamente la ricerca e la tutela del valore supremo della verità.
In attesa che altri possano dimostrarci concretamente le medesime qualità, siano singoli intellettuali o istituzioni vere e proprie del territorio, cercheremo tenacemente quelle doti nello scaffale sciasciano.
Un quarto di secolo fa, si spense davvero un faro luminoso e ci mancano ancora oggi quei pochi grammi di verità in un mondo dove “riciclarsi” è diventato oramai di moda e a tratti persino vincente.
Da alcuni anni, si fa finta di cambiare perché tutto rimanga come prima. Allora, occorre tuonare e dire basta al gattopardismo: (“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”).
Se si vuole realmente, si può dare una mano forte a questa terra. Con l’esempio. Che sia però al servizio della collettività e non per appetiti personali. Sogneremo questo futuro per il nostro Nisseno.

MICHELE BRUCCHERI

L’ANALISI DEL SOCIOLOGO, SE VELLEITA’ E NARICISISMO VANNO AL POTERE

Pasquale Petix: Nerone, Hitler, Mussolini, Reagan, Berlusconi… Tutti artisti mancati, ma che si sono imposti in altri settori facendo danni

Pasquale Petix

Pasquale Petix

In non so quale occasione di riordino ho perso una preziosa carpetta. Di quelle dove di solito si sistemano  i ritagli di giornale, le fotocopie, le carte che pensi prima o poi ti potranno servire. In quella cartella c’era anche un foglio con gli appunti che avevo preso ascoltando Sciascia ad un convegno che si era tenuto ad Agrigento. In quella occasione, una delle ultime a cui partecipò Sciascia prima della sua morte, il grande racalmutese sostenne che Napoleone fu un romanziere mancato: “Napoleone diventò quello che tutti sanno, ma non riuscì a diventare quello che nel suo intimo desiderava: un letterato. Comincia a quindici anni, per non dire dei tentativi precedenti, con una specie di memoriale giovanile intitolato ‘Tappe della mia vita’. Più tardi scrive una ‘Storia della Corsica’ in forma epistolare… Fosse riuscito a scriverlo, il suo romanzo, non avrebbe fatto guerra all’ universo mondo”.
Il mondo è stato attraversato e segnato da moltissimi artisti non riusciti. Nerone si credeva un musicista. Hitler un pittore. Mussolini un violinista. Reagan un attore. Karadzic un poeta. Berlusconi un cantante. Tutti personaggi classificati come artisti mancati, ma che sono stati capaci d’imporsi in altri campi.
A posteriori viene da dire che forse sarebbe stato il caso che amici e parenti li avessero incoraggiati di più come artisti, visti gli sfaceli che molti di loro hanno finito per produrre. Ecco il nocciolo della questione. Cosa accomuna tutti questi soggetti? Il narcisismo esasperato. I soggetti con una personalità patologicamente narcisistica sono caratterizzati da senso di superiorità, da un’esigenza smodata di ammirazione, di frequente accompagnata a mancanza di empatia.  Esprimono una credenza esagerata nel loro proprio valore. E sono così convinti della loro “grandiosità” che trovano la forza di convertire anche gli altri.
Così, spesso è accaduto nella storia, arrivano al potere ammaliando quei popoli afflitti da mille problemi e da un grave arretramento delle capacità critiche. Si presentano come “salvatori della patria” e vengono idolatrati da quella stessa gente che finirà, presto o tardi, per pagare le terribili conseguenze di una scelta fatta con il cervello fasciato.
A questo punto, pur con le dovute ovvie differenze e con mille cautele, conviene domandarsi: ma Renzi ha per caso qualche velleità artistica?

PASQUALE PETIX 

SERRADIFALCO, QUELLA “STRISCIA” INTERROTTA

Il sindaco Giuseppe Maria Dacquì: «Le parole del procuratore capo Sergio Lari sono risultate ancor più chiare delle campagne di rilievi dell’Arpa. Nessuna radioattività nelle miniere»

Il sindaco Giuseppe Maria Dacquì

Il sindaco Giuseppe Maria Dacquì

Sulle miniere dismesse sono stati versati fiumi d’inchiostro. Organizzati convegni per informare, per capire, per sapere. Si mormora e si vocifera, di tutto e di più. Ciascuno ha in tasca la sua verità. Miniere chiuse e abbandonate, che hanno presumibilmente iniziato ad ingoiare abbondanti veleni. Si va dall’amianto alle scorie liquide, ai rifiuti ospedalieri. Siti trasformati in bombe ecologiche. Una troupe di “Striscia la notizia”, il tg satirico di Canale 5, nelle scorse settimane ha fatto tappa nell’ex miniera di Bosco, tra San Cataldo e Serradifalco. Il campione di bike trial Vittorio Brumotti, in sella alla sua inseparabile bici, ha compiuto mirabolanti acrobazie nell’ex giacimento minerario per denunciarne il degrado ambientale. Un modo per richiamare l’attenzione della collettività della zona, soprattutto del Vallone. Dove si registrerebbe un’alta incidenza tumorale, ma non facilmente provabile se tutto dipenda dalle miniere o meno. C’è chi sostiene che nelle viscere della miniera potrebbero essere sepolte scorie radioattive. Ma l’Arpa in un convegno dell’estate di due anni fa, con dati alla mano, ha riferito: niente scorie radioattive nelle miniere dismesse.
Sono quei dati, quella rassegna stampa, quella documentazione fotografica che il sindaco di Serradifalco, Giuseppe Maria Dacquì, avrebbe voluto fornire all’inviato del programma di Canale 5. Per fargli conoscere meglio il fenomeno, la problematica che da anni fa mormorare, sovente in modo più o meno interessato e fazioso. Tra il capo dell’amministrazione comunale serradifalchese e l’inviato Brumotti c’è stato, riferisce Dacquì, un contatto telefonico. L’ha invitato al Comune, per consegnare l’analisi dell’Arpa, altri articoli giornalistici, fotografie. Ma la “Striscia” si è, inopinatamente, interrotta. E ironicamente, il sindaco propone di scrivere alla redazione di “Chi l’ha visto?”. C’è poco da ridere, se fosse vero che nel cuore della Sicilia vi sia una bomba ecologica. C’è poco da ridere, perché si registrano un sacco di casi tumorali, prevalentemente giovanili, ma di cui ancora non si sa se esista una correlazione con le miniere dismesse. Ciascuno ha in tasca la sua verità. Intanto, si mietono vittime.
La Procura di Caltanissetta da un biennio indaga su un presunto traffico di scorie radioattive e rifiuti ospedalieri scaricati illecitamente nello storico sito nisseno. Tonnellate di veleni, interrate, pare. E poche settimane addietro ha deciso il sequestro dei tre siti minerari. Il Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri, su impulso della magistratura, ha effettuato i sopralluoghi di rito per verificare la presenza di amianto pericoloso per la salute umana ed ha clamorosamente emesso tre avvisi di garanzia a carico di tre dirigenti regionali.

Un tecnico dell'Arpa effettua un prelievo per analisi

Un tecnico dell’Arpa effettua un prelievo per analisi

“La Procura di Caltanissetta ha svolto accertamenti in merito alla presunta maggiore incidenza del tumore polmonare ipotizzata in una relazione del dottor Rosario Tumino del registro tumori di Ragusa e Caltanissetta. E, dalle verifiche effettuate, è emerso che, sul piano epidemiologico, l’elaborato in questione è privo di ‘evidenze scientifiche utili a chiarire se l’incidenza di tumori maligni nella zona del Vallone possa essere in relazione causale a fenomeni di contaminazione ambientale’”. A scrivere in questi termini, il procuratore capo Sergio Lari. “L’intera area del sito minerario, prosegue la Procura, è stato oggetto di accertamenti per verificare la presenza di livelli di radioattività ambientale anomali e collegati ad attività di miniera o di smaltimento illecito di rifiuti. E i prelievi di campioni di terra, acqua e aria effettuati nel sito e nell’area circostante hanno accertato che nel sito di Bosco Palo non vi è alcun aumento della radioattività ambientale rispetto ai valori di fondo naturale nell’aria e nelle acque di falda”. “Per contro – termina Lari – è stato accertato che l’unica fonte certa ed attiva di inquinamento è costituita dalle migliaia di tonnellate di cemento-amianto presenti sul sito di Bosco e riconducibili al crollo delle vecchie strutture in eternit”.
Un doveroso plauso alla nota del procuratore Sergio Lari è stato espresso dal sindaco di Serradifalco. “L’intervento del  procuratore capo – spiega l’avvocato Giuseppe Maria Dacquì -, oltre a chiarire e precisare il reale stato delle cose, è stato un dovere istituzionale. Il suo autorevole richiamo è un invito ad evitare allarmismi. Le sue parole sono risultate ancor più chiare ed esaurienti delle campagne di rilievi condotte dall’Arpa già due anni fa e che avevano mostrato che non vi era alcun aumento della radioattività ambientale rispetto ai valori di fondo naturali nell’aria, nel terreno e nelle acque”.
Il sindaco aggiunge: “Il sito minerario dismesso è di proprietà o nella disponibilità della Regione Sicilia e tramite i suoi assessori assume gli obblighi d’intervento del caso. E in merito alla presunta maggiore incidenza del tumore polmonare ipotizzata in una relazione del registro tumori di Ragusa e Caltanissetta è emerso che sul piano epidemiologico, l’elaborato è privo di evidenze scientifiche utili a chiarire se l’incidenza di tumori maligni nella zona del Vallone possa essere in relazione causale a fenomeni di contaminazione ambientale”.
Come ha dichiarato Ezio Greggio, si spera che alla bonifica della montagna di materiale salino di scarto non vi siano poi, come accade frequentemente ovunque, ormai, strani movimenti di “bonifici”. Tutti dobbiamo vigilare, sempre e costantemente. Per il bene di tutti. E non di pochi. Peccato quella “Striscia” interrotta! Si bonifichi veramente e seriamente questo lembo di territorio.

MICHELE BRUCCHERI 

ECCO LA MONOGRAFIA “SERRADIFALCO” DI MICHELE BRUCCHERI

COPERTINA MONOGRAFIA

COPERTINA MONOGRAFIA

Al via la Settimana della Cultura, presso Palazzo Mifsud, organizzata dal periodico d’informazione La Voce del Nisseno con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e della Pro Loco di Serradifalco.
Domenica 28 dicembre, presentazione della monografia sul paese (ore 19.30), a firma del giornalista Michele Bruccheri. Tra gli oratori, il sindaco Giuseppe Maria Dacquì, il sociologo Pasquale Petix, il Cav. Giuseppe Di Forti (presidente della Banca del Nisseno) e lo storico Filippo Falcone. Nel corso della serata, sono previsti intermezzi poetici (con la poetessa Anna Licia Naro e l’attore Nino Morreale) e musicali (con la cantante Laura Macrì – corista del grande Andrea Bocelli – e l’oboista Gabriele Palmeri – prestigioso secondo posto nel programma televisivo «Tu sì que vales» su Canale 5). Infine, distribuzione gratuita del supplemento monografico.
Sabato 3 gennaio (ore 19), presentazione del libro “Peppe Coppola – Valderice” dello scrittore e giornalista trapanese Attilio L. Vinci. Lunedì 5 gennaio (sempre ore 19), presentazione del romanzo “Il ritorno degli aquiloni” dello scrittore nisseno Gianni Amico. Previste alcune liriche recitate dalla poetessa nissena Gabriella Gallo.

MICHELE BRUCCHERI