
LA VOCE DEL NISSENO – Copertina quinta edizione 2011
Scritto da Segreteria in Archivio 2011, Quinta edizione il 21 dicembre 2011

LA VOCE DEL NISSENO
VENTATA DI SPERANZA
Scritto da Segreteria in Archivio 2011, Quinta edizione il 21 dicembre 2011

Michele Bruccheri
L’EDITORIALE/1. Un patto sociale tra le istituzioni del Nisseno
Ci vuole un’alleanza tra tutte le istituzioni del territorio. Una sinergia di sguardi per alimentare la speranza, per guardare oltre, in alto e con fiducia. Tutti, coralmente, dovremmo amare e rispettare di più il nostro territorio. Farlo crescere. Ci vuole una seria collaborazione tra le varie energie pulite del Nisseno, per fronteggiare le varie questioni. Ciascuno faccia la sua parte.
Ovviamente, prima va riconosciuta la malattia e poi trovata la cura. Dopo verrà la speranza. Politica, imprenditori e società civile siglino, finalmente, una vera alleanza per rilanciare questa zona. Per cercare e trovare i fondi necessari. In terra di mafia, il rischio di manovalanza criminale è elevato e reale.
Bisogna fornire adeguati strumenti culturali alle nuove generazioni. Ma bisogna fare qualcosa di concreto per la famiglia nissena che è in crisi. Non c’è progettualità in favore di essa, oggi. Bisogna lavorare insieme, recuperare la “cultura” del lavoro insieme. Riflettere insieme.
PER RICOMINCIARE
Scritto da Segreteria in Archivio 2011, Quinta edizione il 21 dicembre 2011

Pasquale Petix
L’EDITORIALE/2. “Non ci sono altre strade: educare è sognare”
Il Natale ormai prossimo esorta a riguadagnare l’innocenza del bambino di Betlemme. Sarà per questo motivo che mi è tornata alla mente una favola dei fratelli Grimm, quella del Re Ranocchio, che così comincia: “Ai tempi antichi, quando desiderare era ancora efficace, viveva un re che aveva delle figlie tutte bellissime; ma la più giovane era così bella che persino il sole, che ne ha viste tante, andava in estasi ogni volta che splendeva sul suo volto”.
Un grande psicologo, Bruno Bettelheim, ha scritto che quest’inizio situa la storia in un’epoca irripetibile, da fiaba. Dentro ciascuno, in un angolo del cuore, dev’esserci ancora questo lembo arcaico che da bambini ci permetteva di trasformare la fiaba in realtà e di farci credere, come nel racconto dei Grimm, che il sole posa lo sguardo sulla sublime bellezza della fanciulla e partecipa agli eventi.
La fiaba ha il compito di fare luce e avvicinare i bambini con sapienza alla realtà. Senza nascondere i pericoli che la vita inevitabilmente presenta. Le favole hanno anche la funzione di costruire nella giovane mente un atteggiamento positivo. La narrazione fiabesca, che tutto fa apparire possibile, propone grandi insegnamenti. Uno di questi è che i desideri se non possono smuovere le montagne, almeno devono aiutare a cambiare in meglio il proprio destino, tanto che la conclusione di ogni fiaba è: così tutti vissero felici e contenti.
SAN CATALDO, APPROVATO IL BILANCIO COMUNALE. DI FORTI: “DOPO L’EPIFANIA DECIDERO’ SE RICANDIDARMI”
Scritto da Segreteria in Archivio 2011, Quinta edizione il 21 dicembre 2011

Il sindaco di San Cataldo, Giuseppe Di Forti
Il sindaco ripercorre la tormentata vicenda legata allo strumento finanziario votato dagli undici consiglieri comunali d’opposizione
Un tecnico prestato alla politica. Al servizio della comunità di San Cataldo. Il sindaco Giuseppe Di Forti non ha peli sulla lingua e, dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2011 con il voto favorevole degli undici consiglieri comunali d’opposizione e con l’astensione della minoranza di centrodestra che l’appoggia, dichiara: “L’opposizione ha fatto prevalere la cattiva politica e non lo spirito di servizio in favore della città, paralizzandola per tre mesi. I loro membri hanno fatto una colossale retromarcia a poche ore dallo scioglimento del Consiglio comunale”.
Il plenum consiliare, infatti, nel penultimo giorno utile concesso dal commissario regionale ad acta, Angelo Sajeva, ha deliberato il dispositivo finanziario; lo stesso che nei tre mesi precedenti era stato più volte rinviato alla Giunta municipale e da ultimo, nella seduta del 21 novembre 2011, addirittura bocciato. Se non fosse stato approvato, sarebbe stata dapprima sospesa e poi sciolta la massima assise cittadina. Per il sindaco, l’obiettivo degli undici consiglieri dell’opposizione-maggioranza era “ritardare l’approvazione di qualsiasi bilancio all’anno nuovo, in modo da poter dichiarare di aver approvato, da opposizione, un consentivo e non un bilancio preventivo, facendo ricadere le colpe dei disservizi nelle more generatisi sull’Amministrazione comunale”.
DECIMA GIORNATA DEL MINATORE A SERRADIFALCO
Scritto da Segreteria in Archivio 2011, Quinta edizione il 21 dicembre 2011

Un momento della Giornata del Minatore
IL RICORDO. Iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale e dalla Pro loco. Il sindaco Giuseppe Maria Dacquì: “Abbiamo in mente di realizzare un museo”. Il prefetto Umberto Guidato: “I minatori hanno danno molto a questa terra”
Ricordare per non dimenticare. Ricordare per nutrire la memoria. Ricordare per coltivare il passato di un paese, Serradifalco, “paese delle miniere e delle tradizioni”. La decima edizione della Giornata commemorativa del Minatore, promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Maria Dacquì e dalla Pro loco presieduta da Piera Iannello, è stata all’insegna della sobrietà per ricordare, sostanzialmente, il passato di un paese che vanta un pregevole patrimonio minerario. Nel corso degli anni, quasi un migliaio di persone del piccolo centro del Vallone ha lavorato nei siti zolfiferi e dei sali potassici. Anni di dolore e sofferenza, lutti e disperazione, ma anche – è il rovescio della medaglia – di progresso sociale, culturale ed economico.
Un corteo, numeroso e partecipe, fatto di autorità e di cittadini, si è mosso dal palazzo municipale per approdare al Monumento al Minatore per la deposizione di una corona in memoria degli zolfatari morti in miniera. Il rito è stato officiato dal sacerdote Diego Trupia. La moltitudine di persone, giunta presso il palazzo comunale Mifsud di via Duca, dopo l’inaugurazione della mostra mineraria, ha vissuto un lungo ed intenso momento di riflessione. A coordinare i lavori della manifestazione il giornalista Michele Bruccheri. Tra le varie autorità, il prefetto di Caltanissetta Umberto Guidato, il capitano e il maresciallo dei carabinieri (comandante della locale stazione), rispettivamente Domenico Dente e Salvatore Rapacciuolo, padre Vincenzo Sorce di Casa Famiglia Rosetta, assessori e consiglieri comunali, la dottoressa Piera Mistretta (segretario comunale). Presenti molti ex minatori e i loro familiari.

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