si dà finalmente dignità
Lapide al cimitero di Montedoro

Si dà finalmente dignità al ricordo di Lucia Mantione, domani. Una bambina nemmeno tredicenne, scomparsa misteriosamente il 6 gennaio 1955 e uccisa barbaramente. Avrebbe compiuto i suoi tredici anni soltanto il 22 marzo. Di per sé, questa è già una notizia straziante. Una vita strappata violentemente e prematuramente. Ma in quei giorni, purtroppo, ci fu un’altra notizia sconvolgente. Non vennero celebrati i funerali per onorare la memoria di questa sfortunata ragazzina.

si dà finalmente dignità
La lapide nel cimitero di Montedoro

Domani, però, quella ferita alla memoria viene in parte rimarginata con il funerale che si celebrerà nel pomeriggio presso la parrocchia Santa Maria del Rosario. Alla presenza della sua comunità che ancora oggi chiede doverosamente giustizia. Un mistero irrisolto che dura da ben 66 anni. Tuttavia, qualcosa si muove da diversi mesi. La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha aperto un’inchiesta. Ne ha disposto il disseppellimento della salma dal cimitero per effettuare – con i mezzi moderni – l’indagine necroscopica. L’autopsia potrebbe fornire qualche traccia, dare qualche risposta. Insomma, qualche elemento emergerà per seguire una pista che possa portare a chiarire questo omicidio incompiuto.

Si dà finalmente dignità al ricordo di Lucia Mantione. Una bella ragazzina, dicono, di modesta famiglia. Una condizione umile, famiglia contadina (ammettono alcuni) e famiglia zolfatara (affermano altri), alla quale vennero negati però i funerali. Forse perché la sua fine fu di “morte violenta”. Ma il trattamento fu iniquo per svariate ragioni. Non suonarono nemmeno le campane, la salma non ricevette nessuna benedizione. Domani, invece, si celebra una funzione religiosa che onora la sua memoria. La memoria di una ragazzina nemmeno tredicenne. Si ripara a quel mancato funerale di oltre mezzo secolo addietro.

Lucietta, così viene ricordata Lucia Mantione, avrà nel pomeriggio di domani il suo sacrosanto funerale, sebbene tardivamente. E il fatto che si scava per scoprire chi recise quel fiore, è veramente un segno di civiltà. La Procura nissena ha riaperto il caso, come abbiamo accennato prima, e i resti della bimba sono stati riesumati per un approfondito esame medico-legale. E per estrarre il Dna. Qualcosa si muove, qualche piccolo passo avanti c’è.

Tra gli altri, in maniera costante e seria, si sono occupati di questa dolorosa storia i fratelli Federico e Calogero Messana. Nel tempo, hanno portato avanti varie iniziative. Una gara di solidarietà, una raccolta fondi per assicurare una degna sepoltura con la realizzazione di un sepolcro nel cimitero di Montedoro. Un comitato che ha fatto il possibile, trovando anche la disponibilità del sindaco Renzo Bufalino, per dare una nuova e adeguata sepoltura. In un posto più idoneo e degno nel camposanto comunale. Obiettivo minimo: rendere più visibile e accessibile la tomba. La gente, da ogni parte del mondo, ha contribuito concretamente. Ciascuno ha fatto la sua parte.

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La chiesa Santa Maria del Rosario

Abbiamo approfondito questo caso particolare, forse più unico che raro. Lucia Mantione ricevette il battesimo il primo aprile 1942. Quel giorno dell’Epifania 1955, nemmeno tredicenne, esce di casa per chiamare il fratellino che gioca in strada. Inopinatamente si perdono le sue tracce. Sparisce nel nulla più assoluto. Iniziano le ricerche, ma tutto risulta vano. Si allertano allora i carabinieri, si setaccia il paese. Dopo qualche giorno – esattamente il 9 gennaio, alle ore 8.30 – si scopre il corpo senza vita all’interno di un tugurio. La morte – certificherà l’autorità competente – avviene per asfissia provocata da strangolamento. Verrà avanzata anche l’ipotesi dell’omicidio a sfondo sessuale.

Dall’autopsia emergerà invece un’altra verità: la ragazzina non è stata stuprata. Non ci sono tracce di violenza carnale. Verrà trovato un coltello a serramanico. Decesso per soffocamento, dunque, e altri dettagli che evitiamo di riportare ai fini dell’economia di questo articolo che vuole ricordarne la memoria. Montedoro fu scosso allora e lo è anche oggi. Tutti, a partire da domani, vogliamo scolpire nel cuore e nella mente questa triste e tragica storia. Per ridare finalmente dignità al ricordo di Lucietta, a questo misterioso femminicidio che risale al lontano 1955. Chiedere verità, giustizia e rispetto per questa ragazzina – a partire dal funerale di domani – significa onorarne (e per sempre) la memoria.

MICHELE BRUCCHERI    

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