Leonardo Lovecchio
Leonardo Lovecchio

Ha deciso di scrivere un libro sulla sua vita. All’età giusta, chiarisce nell’introduzione. Leonardo Lovecchio ha 63 anni e, nei giorni scorsi, ha pubblicato “La mia vita – vissuta a modo mio”. Sono 312 pagine intense. C’è il suo vissuto, i suoi incontri, le sue esperienze, i suoi ritratti di persone e personaggi che hanno arricchito la sua esistenza. Parla di Serradifalco e dei serradifalchesi, racconta le sue numerose storie sentimentali e sessuali. Dà “voce” alle sue idee.

Leonardo Lovecchio
Il giornalista Michele Bruccheri e lo scrittore Leonardo Lovecchio

“Ognuno di noi deve esprimersi come in realtà è”, spiega. E leggendolo, sembra di sentirlo. La sua voce è nell’inchiostro che i nostri occhi hanno letto. Scrive dei suoi 41 anni di campeggio, ci narra la sua famiglia, a partire dagli amatissimi genitori. Ci ricorda la sua passione per il canto. “Fino a che avrò forza – scrive – continuerò a cantare, perché mi fa stare bene”.

“Ho ritenuto opportuno godermi la vita”, aggiunge. “Ancora oggi sento di guardare avanti”. Nel libro vi sono alcune fotografie, a colori e in bianco e nero. Doviziosamente si occupa della “Putìa di vinu” dove è cresciuto. Nata nel 1871, venne poi rilevata dal padre nel 1945 (il 27 aprile 1982 la prese in gestione direttamente lui). Descrive le persone che hanno avuto un ruolo importante nella sua vita, soprattutto pipina Maria.

Ci racconta l’atmosfera delle osterie, chi la frequentava. Le storie che sentiva e che lo facevano crescere oltremodo. “Io memorizzavo tutto ciò che mi raccontavano i clienti di tutte le categorie”, scrive. Ed elenca: minatori, muratori, braccianti, contadini, artigiani e commercianti. Nel libro, chi lo leggerà, troverà i suoi racconti sessuali, senza peli sulla lingua. La sua esperienza militare in Emilia Romagna. La sua adesione ai valori del Partito comunista italiano e al sindacato (la Cgil).

Ricorda la sua passione per la radio, la popolare trasmissione “Dilettanti allo sbaraglio”, cita compare Totò ed altri. Scrive diffusamente del padre e della madre, adorati, e di altri familiari e parenti. Dei tanti amici. Ribadisce: ho sempre guardato avanti verso nuovi orizzonti (“non si devono avere rimpianti”). Accenna, con rapide pennellate, le sue avventure sessuali, le sue storie amorose. Contarle è impresa ardua: sono tante. “Quando si amano più donne – continua Leonardo Lovecchio – è difficile sceglierne una come compagna della propria vita”.

Nel libro si troveranno i suoi riferimenti musicali e politici, tante persone che hanno vissuto con lui (non sono menzionati con il cognome, ma con il nome di battesimo e l’anno di nascita; quasi tutti sono, comunque, identificabili). Con ammirazione, sul fronte politico, cita Augello, Pelonero, Ninfa, Butera, Dellaira, Lalumia, Benfante… Solo per riportare qualche cognome.

E poi vi sono altri nomi: il sociologo Pasquale Petix, “il nostro segretario Daniele” (Territo, ndr), il “compagno Lillo” (Gueli, ndr), Enzo Guttilla, Peppe Dacquì… Ci fermiamo qui: l’elenco sarebbe interminabile. Accenniamo, però, su altre persone: “I miei amici e persone di mia stretta conoscenza scomparsi”. Si va dall’arciprete Zoda a lu zi Griguriu, da Salvatore Milazzo a Giuliana, dal Maestro Angelo Licalsi a lu Baruni, dal dottor Fasciana all’avvocato Diforti…

Ci sono anche Peppi Papatanu, Totò Ciuffu (Capasso, ndr), Mommu, Paolo Burgio, Andrea Maida, compagna Serafina, diversi personaggi: Ginetto, lu zi Peppi, Garofalo, Nardu di li grutti, lu zi Tanuzzu… Leonardo Lovecchio poi menziona, tratteggiando brevemente un profilo biografico, Angelo Rizzo, Giuseppe Cordaro, padre Filippo Bonasera, Filippo Genco, lu zi Nardu (Infantolino, ndr), Gina Tortorici, Pina Conte, Giuseppe Giudice, padre Ninì (il vescovo Migliore, ndr), don Salvo. Ho voluto riportare qualche nome per far comprendere meglio.

Leonardo Lovecchio
Leonardo Lovecchio

Nella parte finale, altri nomi: Lillino Miccichè, ad esempio; Totò Benfante, Carmelo Locurto e Michele Bruccheri (il paragrafo è “Serradifalco ha avuto – ed ha, aggiungo io – dei giornalisti). Per la precisione, caro Leonardo: sono del 1968 e non della classe 1965 (un buon caffè… sanerà questo gravissimo errore!). Infine, fa diversi ringraziamenti (si intuiscono i cognomi: Giovanni Sorce, Totò Infantolino, Calcedonio Bellavia, Michele D’Amico…).

Questo libro racconta la vita intensa e complessa di Leonardo Lovecchio. Ma narra anche Serradifalco e i serradifalchesi. Alcuni personaggi di primo piano del paese. Gli anni delle miniere, delle putie, dell’evoluzione politica. Nel finale ringrazia la sua famiglia, i nipoti e i “pronipotini”. E conclude: “Spero di essere riuscito a comunicare bene”.

Il libro si trova presso le edicole del paese. E chi fosse interessato, comunque, basta rivolgersi direttamente al “primario” Leonardo Lovecchio. Lui sarà capace, come sempre, di trovare la soluzione giusta. Leggendo il volume si conoscerà di più su questo “eterno ragazzo” che ha guardato sempre avanti, come dice e scrive lui.

MICHELE BRUCCHERI     

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]