Loredana Manciati è una figura eclettica nel panorama artistico e culturale, capace di esplorare con maestria molteplici forme d’espressione. Nata a Roma, ha intrapreso un percorso formativo che l’ha portata a laurearsi in Architettura, ma è nel mondo dell’arte che la sua anima creativa ha trovato la sua vera dimensione.
Con una formazione che include anche studi in Pedagogia e Didattica dell’Arte, Allestimento e Didattica Museale, Loredana ha avuto la possibilità di perfezionare la sua visione artistica in diversi ambiti. Fotografia, grafica, disegno, decorazione del tessuto e dell’ambiente sono solo alcuni dei linguaggi che l’hanno accompagnata nel suo percorso.
L’artista romana è nota per il suo approccio eclettico che fonde il figurativo con l’astrazione, l’espressionismo informale con la dimensione simbolica. Ogni opera che nasce dalle sue mani è il risultato di una fusione profonda tra l’osservazione e la percezione interiore, una tensione costante tra vedere e sentire. Questa visione personale e spirituale si riflette nelle sue creazioni, che si arricchiscono di una profonda dimensione simbolica e contemplativa.
Oltre alla sua carriera artistica, Loredana Manciati ha dedicato molti anni alla professione di docente di Disegno e Storia dell’Arte. Con passione e competenza, ha trasmesso il suo amore per l’arte alle nuove generazioni, contribuendo alla formazione di tanti studenti, instillando in loro il valore dell’espressione creativa e la comprensione profonda della storia dell’arte. La sua didattica si distingue per l’approccio integrato, che coniuga teoria e pratica, e per l’attenzione alla dimensione spirituale dell’arte, che ha sempre permeato la sua visione e il suo insegnamento.
Nel 2016, il suo talento è stato riconosciuto in ambito internazionale: è stata tra i tredici finalisti del Premio COMEL Arte Contemporanea, un concorso che ha selezionato i migliori artisti provenienti dall’Unione Europea. Un traguardo importante che ha dato ulteriore lustro alla sua carriera artistica, già ampiamente apprezzata dalla critica.

Non solo pittura, ma anche scrittura. Loredana Manciati vi si dedica da anni, esplorando con altrettanta passione la narrativa e la poesia. Le sue opere letterarie sono state pubblicate in numerose antologie, tra cui “Ali spezzate” (PAV Editrice), e i suoi racconti hanno trovato spazio in pubblicazioni come “Il nostro diario al tempo del coronavirus” e “Se è questo il bene che ti vuoi”, editi sempre da PAV Edizioni. La sua poesia “Poesia d’amore per la mia terra” è stata finalista al Premio Radici, mentre il suo racconto “Lettere di Adeline” ha ricevuto una Menzione d’Onore nell’antologia “Rumori dell’anima”.
Loredana Manciati è una di quelle figure che sa coniugare talento, impegno e passione. Tuttavia, lungo il suo cammino ha incontrato anche molte “maschere”, persone e circostanze che non hanno favorito i suoi abili talenti per farsi strada nei vari settori in cui ha operato. Nonostante queste difficoltà, ha sempre mantenuto la propria integrità artistica e il suo spirito genuino, restando fedele alla propria visione e alla sua missione.
Maestra nell’arte e nella scrittura, Loredana Manciati continua ad essere un punto di riferimento per chi cerca nelle sue opere un’espressione sincera e profonda dell’animo umano. La sua creatività, la sua dedizione al lavoro e la sua capacità di trasformare ogni esperienza in arte rimangono, oggi come in passato, un esempio da seguire per le nuove generazioni di artisti.
L’INTERVISTA
Loredana, sei considerata un’artista poliedrica, capace di spaziare tra pittura, scrittura, fotografia e tanto altro. Cosa ti spinge a dedicarti a così tanti linguaggi espressivi?
In effetti, il mio percorso artistico è stato guidato dalla curiosità e dalla necessità di esplorare e trasmettere emozioni attraverso ogni mezzo possibile. Non è tanto una questione di sperimentare per il gusto della novità, ma di sentire che ogni linguaggio, sia visivo che verbale, può raccontare una parte di me, della mia visione del mondo. La pittura, la scrittura, la poesia, la fotografia… ogni forma d’arte mi permette di esprimere qualcosa che non potrebbe emergere allo stesso modo in un altro contesto. Per me, l’arte è sempre un linguaggio dell’anima.

Si percepisce una profonda connessione tra le tue opere e un vissuto interiore. È proprio così?
Sì, assolutamente. Quando parlo di arte, parlo di un’esperienza profonda, che nasce da ciò che vedo, ma soprattutto da ciò che sento dentro. Ogni mia creazione è un atto di comunicazione che scaturisce da una tensione interiore. Non credo che l’arte sia solo un prodotto estetico, ma piuttosto un mezzo attraverso cui la mia visione del mondo e il mio spirito trovano espressione. Questa sintesi tra vedere e sentire è il nucleo di ogni mio lavoro, che sia un quadro, una poesia o un libro… ovviamente.
E quindi, come dicevi, per te non è solo la tecnica che conta, ma anche e soprattutto il cuore messo in ogni cosa che fai?
Esattamente. Credo che la differenza tra una creazione che tocca davvero e una che resta superficiale stia proprio nel cuore. Quando metti il cuore in ciò che fai, che sia dipingere un quadro, scrivere una poesia, cucinare un dolce o anche scattare una fotografia, qualcosa arriva. Arriva a chi osserva, a chi legge, a chi assapora. Il cuore è quello che rende l’opera autentica, capace di risuonare con le emozioni degli altri. L’arte, per me, è sempre un dono che nasce dalla sincerità, dalla passione e dall’amore per ciò che si fa con trasparenza.
Quindi ogni tuo gesto artistico ha questa valenza, quasi una forma di “donare” agli altri una parte di te?
Sì, è proprio questo. Ogni atto creativo è un’offerta, un gesto di condivisione. Quando scrivo, quando dipingo, quando fotografo, o quando anche cucino qualcosa con l’intento di farlo con amore, spero sempre che l’altra persona possa percepire qualcosa di sincero, qualcosa che non è solo “bello”, ma che arrivi nel profondo. Non si tratta solo di esprimere me stessa, ma anche di creare una connessione, di regalare un’emozione che possa toccare un altro cuore.
A proposito di emozioni, hai detto che la tua arte è anche il frutto di un’esperienza spirituale. Quanto è importante questo aspetto nella tua creazione?
È fondamentale. La spiritualità per me non è solo una dimensione religiosa, ma una sensazione profonda di connessione con tutto ciò che ci circonda. La mia arte nasce da questa consapevolezza, dalla ricerca di un equilibrio tra il mio io interiore e il mondo esterno. Ogni mia opera è una sorta di meditazione, una riflessione sull’esistenza, sulla bellezza e sulla fragilità della vita. Quando mi metto davanti a una tela o scrivo un nuovo libro, mi immergo in un processo che va oltre la pura tecnica. C’è una ricerca costante di verità, di autenticità, che è anche un percorso spirituale.
Hai parlato di un equilibrio tra vedere e sentire. Quanto influisce questo nella tua capacità di trasmettere emozioni attraverso le tue opere?
È proprio lì, cara Ilaria, la chiave. Spesso siamo abituati a vedere le cose in superficie, a giudicarle con gli occhi, ma in realtà ciò che più conta è ciò che sentiamo dentro. La mia arte nasce proprio da questa tensione tra l’aspetto visivo e quello emotivo. Ogni quadro, ogni parola scritta, ogni poesia è un modo per portare fuori quello che si trova dentro, ma in una forma che, pur essendo visibile o tangibile, non perde mai il suo lato più intimo e personale. Quando metti il cuore in ciò che fai, il messaggio non è mai solo estetico: è una vibrazione che tocca qualcosa di più profondo.

Da quello che ci dici, sembra che per te ogni creazione sia un atto di amore, un dono che non solo fai a te stessa, ma anche agli altri. Come hai vissuto, nel tuo cammino, il riconoscimento di questa tua autenticità?
È stata una crescita graduale, fatta di tante scelte e anche di tante difficoltà. Ho incontrato lungo la strada persone che non mi hanno facilitato, ma ho sempre cercato di restare fedele alla mia visione. Non è stato facile, a volte, ma sono felice di aver mantenuto la mia integrità artistica. Oggi posso dire che il vero riconoscimento che ho ricevuto è quello che viene dalle persone che mi leggono, mi guardano, mi ascoltano e riescono a sentire il cuore delle mie opere. Questo è il premio più grande per un’artista come me: vedere che l’emozione che hai messo nel tuo lavoro arriva agli altri, che qualcuno riconosce in te qualcosa di autentico.
Una bellissima riflessione, Loredana. Ti ringrazio per questa conversazione così sincera e profonda.
Grazie a te Ilaria. Per me è sempre un piacere parlare di ciò che amo e condividere la mia visione con chi sa ascoltare. La vera arte è fatta di cuore, e più ne mettiamo, più arriva.
***
Mentre ascoltiamo le parole di Loredana Manciati, ci rendiamo conto che ogni sua creazione è un filo invisibile che ci collega all’essenza più profonda dell’animo umano. Le sue opere non sono solo dipinti, poesie o racconti, ma vere e proprie finestre attraverso cui possiamo intravedere un mondo che vibra di emozioni sincere e di una spiritualità che attraversa ogni parola e ogni pennellata.
Leggere i suoi libri significa entrare in un universo in cui ogni parola è un gesto d’amore, in cui ogni pagina è un battito del cuore che si offre al lettore. Non è solo una lettura, ma un’esperienza che ci invita a fermarci, a riflettere e a sentire.
Se desiderate scoprire questa straordinaria artista, se volete farvi toccare dall’autenticità della sua scrittura, non vi resta che acquistare i suoi libri. Le parole di Loredana Manciati, intrise di passione e di verità, sono un dono che, sono certa, non dimenticherete facilmente. Lasciatevi trasportare dalla sua arte. Lasciate che il suo cuore parli anche al vostro cuore.
ILARIA SOLAZZO
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