cesare
Mauro Valentini

Un romanzo intenso, capace di scavare nelle pieghe più profonde dell’animo umano: è questo il cuore di “Cesare (Come quando fuori piove)”, l’opera firmata da Mauro Valentini e pubblicata da Armando Editore il 21 aprile 2022. Il volume, di 224 pagine e disponibile al prezzo di 15 euro, si propone come una lettura coinvolgente e carica di tensione emotiva.

Cesare

Al centro della narrazione c’è Cesare, un uomo che da anni vive in una condizione di isolamento volontario, segnato da un vuoto interiore che non riesce a spiegare. Questo senso di smarrimento diventa il motore di un viaggio introspettivo in cui il protagonista ripercorre i momenti cruciali della propria esistenza: gli amori perduti, il rapporto difficile con un figlio che lo rifiuta e un infortunio che ha infranto il sogno di una carriera nel calcio.

Mauro Valentini costruisce un percorso narrativo che si trasforma progressivamente in una riflessione rabbiosa e dolorosa. Cesare, nel tentativo di dare un senso al proprio fallimento, finisce per individuare un bersaglio su cui riversare le colpe. Da qui nasce un piano di vendetta, tanto violento quanto, nelle sue intenzioni, salvifico. Le conseguenze daranno vita a una catena di eventi che tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Il romanzo ha già raccolto apprezzamenti da parte dei lettori. Giovanni, ad esempio, sottolinea come “la lettura scivola via che è una bellezza”, trasmettendo la sensazione di essere completamente immersi nella storia. Anche la giornalista Isa Grassano evidenzia la forza attrattiva del libro, affermando che bastano pochi minuti per rimanerne conquistati: “un romanzo che scava nella psicologia umana e lascia incollati alle pagine”.

“Cesare (Come quando fuori piove)” si inserisce così nel solco delle opere di Valentini, confermando la sua capacità di raccontare con maestria le complessità dell’esistenza. Un libro che non si limita a intrattenere, ma invita a riflettere sulle ferite, le scelte e le conseguenze che definiscono ogni individuo. Una lettura consigliata a chi cerca una storia intensa, capace di lasciare un segno. Cesare

L’INTERVISTA
Un dialogo intenso tra giornalismo e letteratura, alla scoperta delle profondità emotive e narrative di un romanzo che ha conquistato tanti lettori.

Il suo romanzo colpisce per la forte introspezione psicologica. Da dove nasce l’idea di questa storia?
Nasce da una domanda semplice ma inquietante: cosa succede quando una persona smette di affrontare il proprio dolore? Cesare è il risultato di tante osservazioni, di storie ascoltate e di fragilità che appartengono un po’ a tutti. Ho voluto dare voce a quel vuoto che spesso non sappiamo nominare.

Il protagonista vive un isolamento volontario. È una scelta o una conseguenza?
Direi entrambe le cose. Cesare si isola perché non riesce a gestire il peso delle sue delusioni, ma allo stesso tempo quell’isolamento diventa una prigione che lui stesso alimenta. È un meccanismo molto umano.

Nel libro emergono temi forti: fallimento, paternità negata, sogni infranti. Quanto c’è di reale in tutto questo?
Non è autobiografico, ma è profondamente reale. Sono temi che incontriamo ogni giorno, magari in silenzio. Ho cercato di raccontarli senza filtri, con onestà, perché la verità emotiva è ciò che rende una storia credibile.

A un certo punto Cesare sceglie la vendetta. È un punto di non ritorno?
Assolutamente sì. La vendetta rappresenta l’illusione di riprendere il controllo. Ma in realtà è il momento in cui Cesare si perde definitivamente. È una scelta che lo definisce e lo condanna allo stesso tempo. Cesare

Il ritmo narrativo è molto coinvolgente, quasi cinematografico. È stata una scelta consapevole?
Sì, volevo che il lettore si sentisse dentro la storia, quasi senza accorgersene. Quando un lettore mi dice che non riesce a smettere di leggere, per me è il risultato più importante.

I lettori parlano di un libro che “scivola via” ma lascia il segno. Come si costruisce questo equilibrio?
Lavorando molto sulla lingua e sul ritmo. La scrittura deve essere accessibile, ma mai superficiale. Dietro la semplicità apparente c’è sempre una grande attenzione alla struttura.

Il titolo è evocativo: “Come quando fuori piove”. Che significato ha?
Non è la pioggia in sé, ma ciò che rappresenta: uno stato d’animo, una malinconia costante. È qualcosa che accompagna Cesare, che non lo abbandona mai. È una metafora della sua interiorità… ma al tempo stesso, è anche quella filastrocca che si impara per determinare nei giochi di carte l’ordine di importanza dei segni. Cuori, Quadri, Fiori, Picche. Questo è il gioco, il codice segreto di Cesare con suo figlio Pietro. Quel segno di complicità che Cesare rincorrerà per tutta la sua vita.

La metafora centrale della storia?
Il castello di carte che Cesare costruiva spesso con suo figlio racchiude tutto, a mio avviso. È qualcosa di apparentemente ordinato e affascinante, ma in realtà fragile, instabile e destinato a crollare facilmente. Rappresenta le convinzioni che ci costruiamo per proteggerci ma che non reggono alla realtà, relazioni che sembrano solide ma poggiano su basi deboli, o un’immagine di sé costruita con fatica ma vulnerabile a qualsiasi scossa. Nel caso di Cesare, indica la sua vita interiore: un sistema di giustificazioni, rabbia e ricordi su cui ha costruito una struttura mentale destinata a crollare non appena viene messa in discussione. In sintesi, il castello di carte è l’illusione di stabilità che nasconde una profonda fragilità.

Che tipo di lettore ha immaginato mentre scriveva?
Un lettore curioso, disposto a mettersi in discussione. Non cerco qualcuno che legga passivamente, ma qualcuno che entri nella storia e si faccia domande. Chi ama la suspense.

Se dovesse descrivere il suo romanzo con tre parole?
Intenso, inquieto, umano.

La vera Carmen lo ha letto?
Non lo sapremo mai e, se anche lo avesse letto, per come la conosco non lo ammetterebbe mai.

Dopo “Cesare”, cosa dobbiamo aspettarci dal suo futuro letterario?
Sicuramente continuerò a esplorare l’animo umano, magari da prospettive diverse. Ma una cosa non cambierà: il desiderio di raccontare storie che lascino qualcosa dentro.

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Un’intervista che conferma la capacità di Mauro Valentini di entrare nelle zone più complesse dell’esperienza umana, trasformandole in una narrazione potente e coinvolgente. Cesare

E mentre le parole di Mauro Valentini si dissolvono nell’aria come eco di una verità sussurrata, resta la sensazione di aver attraversato qualcosa di più di una semplice storia. “Cesare (Come quando fuori piove)” non è solo un romanzo: è una crepa luminosa in cui si intravedono le fragilità che spesso nascondiamo.

C’è una pioggia sottile che accompagna queste pagine: non bagna la pelle, ma l’anima. Cade lenta, insistente, come i pensieri che tornano quando il silenzio si fa troppo pieno. E allora Cesare non è più soltanto un personaggio, ma diventa uno specchio, un riflesso imperfetto e sincero.

Forse è questo il dono più raro della letteratura: non offrire risposte, ma accendere domande. E quando un libro riesce a restare dentro, come un giorno di pioggia che non si dimentica, significa che ha trovato il modo di parlare davvero. Non alla mente, ma a quella parte nascosta di noi che, in fondo, aspetta solo di essere ascoltata.

ILARIA SOLAZZO

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