L’attrice romana apprezza notevolmente Virna Lisi e Sofia Loren. Modella, showgirl, conduttrice e attrice di successo si racconta a La Voce del Nisseno  

Cinema, televisione e teatro. Una lunga carriera artistica, per la bella e brava attrice romana Milena Miconi. Ha appena 43 anni e vanta un curriculum interessante: «Fuochi d’artificio», «Un posto al sole», «Don Matteo», il «Bagaglino», «Carabinieri» e tanto altro. Film e fiction di grande successo popolare, importanti partecipazioni televisive e una dolcezza solare nel corso dell’intervista al nostro periodico d’informazione La Voce del Nisseno. Esibisce una risata allegra e radiosa, mentre si racconta al nostro microfono con singolare disponibilità.

Sei attrice, modella, showgirl, conduttrice, con una lunga e qualificata esperienza professionale. Quando nasce la tua passione artistica?

«In realtà è iniziata abbastanza tardi, nel senso che io ho iniziato facendo la modella. Avevo intorno ai 18 anni, più o meno. Ho fatto la fotomodella. Ho seguito quella linea lì. Dopo ho fatto la televisione, facendo la famosa valletta che una volta si usava (ride, ndr) utilizzare. Ho capito che mi divertivo a stare sul palcoscenico. Quindi ho iniziato a studiare recitazione. E poi a lavorare in teatro. Tutto il resto è arrivato di conseguenza. E’ stato tutto un susseguirsi di cose».

L’exploit lo ottieni con la partecipazione al film «Fuochi d’artificio» di Pieraccioni, anche se hai una parte minore. Poi hai avuto numerose esperienze qualificanti, con grandi registi e bravi attori. C’è qualcuno che ricordi con più affetto e simpatia?

«Ho lavorato con tanti registi che ricordo con affetto. Li ricordo tutti. Ognuno di loro ha lasciato un segno importante nella mia vita e nella mia carriera professionale. Mi hanno fatto capire, sono cresciuta. Con Pieraccioni mi sono divertita tantissimo. Allora ero sconosciuta al pubblico. ‘Fuochi d’artificio’ è arrivato dopo ‘Il ciclone’, un momento buonissimo. Un grande successo. Poi c’è stato il Bagaglino con Pingitore che mi ha dato l’opportunità di farmi conoscere al grande pubblico. Poi ci sono state le fiction più viste in assoluto: Un posto al sole, Don Matteo, Carabinieri, La famiglia in giallo… La fortuna è stata di farmi vedere da tanta gente. Mi riconoscono perché ho partecipato a progetti popolari».

Hai lavorato con tanti attori. Tipo Terence Hill, Frassica, Pippo Franco… L’elenco sarebbe sterminato. C’è uno di loro che ami ricordare per un consiglio professionale o per un aneddoto?

 

«Il grande consiglio non si dà. Bisogna ‘rubare’ con gli occhi ciò che fanno gli altri (…). Ricordo Leo Gullotta…».

Penso anche Oreste Lionello…

«Sì, il grande Oreste. Resterà sempre nel mio cuore. Pippo Franco, lo stesso Pingitore che mi ha fatto capire come si sta su un palcoscenico. Ci vuole disciplina. E poi questi grandi attori: Omar Sharif, Terence  Hill, Nino Frassica con il quale ci siamo fatti grandi risate, Flavio Insinna… Gli attori che prendono alla leggera e si sentono grandi, arrivati, non hanno ancora capito come funziona (ride, ndr)».

Qual è il tuo ruolo nella commedia «La stranissima coppia»?

«Io sono Milena (ride, ndr). E’ la storia di due quarantenni che si rimettono in gioco (…). Uno spettacolo molto divertente. Il pubblico apprezza. Portarlo in giro per l’Italia è una grande emozione».

C’è un’attrice italiana, anche del passato, che ami particolarmente?

«Beh, io oggi guardo Virna Lisa e vedo una delle più grandi attrici italiane. Alla sua età è ancora una donna meravigliosa (…). C’è anche la grande Sofia Loren. Poi ci sono anche le giovani. Mi piace molto Michela Ramazzotti, che stimo. Un’attrice giovane e brava…».

Che consiglio daresti ad un giovane che volesse intraprendere la carriera artistica?

«Ci vuole sicuramente tanta serietà. Non prendere mai niente sotto gamba. Capire sempre quello che si vuole fare. Avere un punto di riferimento e cercare di raggiungerlo…».

Bisogna avere talento…

«Si costruisce il talento. Non tutti ce l’hanno. In questo lavoro ci vuole anche fortuna. Senza di essa, purtroppo, non si va da nessuna parte. Abbiamo tanti attori bravi che stanno a casa. Soprattutto in questo momento di crisi dove c’è meno lavoro. Si stringono i cerchi. Non si dà spazio. Ci vuole tanta forza di volontà. Bisogna percorrere una strada ben precisa. Avere chiaro in testa ciò che si vuole fare. Tanta voglia di arrivare, ma con serietà».

Se c’è, come donna, qual è il tuo peggior difetto, Milena?

«Ho una marea di difetti (ride, ndr). Sono una grande insicura. Sempre alla ricerca di conferme. Ho sempre bisogno di avere al mio fianco qualcuno che mi dia appoggio. Ma no nella vita pratica, di tutti i giorni. Lì sono abbastanza sciolta…».

Sei romana, ma sei romanista o laziale?

«Sempre romanista. Come faccio ad essere laziale?! A Roma bisogna essere romanisti (ride, ndr)».

Che tipo di libri leggi?

«Guarda, devo dire che spazio molto. Non mi fisso su una cosa. Mi piacciono i romanzi, le storie vere. Il problema è che non riesco a leggere più (ride ancora, ndr). Ultimamente faccio una grande fatica. Arrivo a casa distrutta, la sera… Quando mi metto a letto, non faccio in tempo ad entrarci che mi addormento subito».

Quale messaggio lanci dalle colonne del nostro periodico d’informazione?

“Di rispetto verso gli altri. Anche in questo momento di crisi non dobbiamo arrabbiarci con il prossimo”.

MICHELE BRUCCHERI