Tania Zamparo e Michele Bruccheri

Già Miss Italia nel 2000 e giornalista sportiva, ricorda con vivo piacere quella vittoria al nostro microfono

Alta poco più di un metro e ottanta centimetri, capelli neri e occhi azzurri, Tania Zamparo (Miss Italia 2000), mi riceve nel suo camerino per una lunga e piacevole intervista. L’ex modella, laureata in Lettere moderne, giornalista e conduttrice televisiva, è alquanto gentile e disponibile. Mi colpiscono, immediatamente, i suoi occhi: dolci, grandi e belli. Anche la sua voce placida e squisita è un valore aggiunto.

Nel corso della conversazione la sua risata, suadente e spontanea, le conferirà un ulteriore fascino. E’ incinta al sesto mese e i suoi tratti somatici diventano ancora più gradevoli. Le faccio gli auguri per la gravidanza. Ecco la brava presentatrice romana, classe 1975, al microfono de La Voce del Nisseno.

Dinanzi a questa bellezza così solare, semplice e naturale si rimane disarmati. Sei stata Miss Italia nel 2000. Come ricordi quella esperienza che ti ha spalancato le porte del mondo dello spettacolo?

“E’ un ricordo sicuramente bello, un momento importante della mia vita. Che mi ha regalato un’emozione. Devo dire che, proprio nel momento in cui ho vinto, la confusione è stata tanta. Poi, nei giorni successivi mi sono resa conto di quanto fosse importante questo traguardo che avevo raggiunto. Anche perché è una cosa bella che ti rimane tutta la vita. Un ricordo che resta”.

Oltre alla bellezza, c’è il talento. Ovvero, l’intelligenza. Nel frattempo sei diventata giornalista e ti occupi, prevalentemente, della conduzione di trasmissioni sportive. Tra il mondo dello spettacolo, più leggero, e questo del giornalismo, più impegnativo, quale preferisci e perché?

“Sicuramente sono entrambi belli ed hanno il loro fascino. Il mondo dello spettacolo è estremamente affascinante. Ho fatto tante cose. Ho fatto teatro. Ho fatto la moda. Ho iniziato quando ero piccolina. Avevo sedici anni. Ho fatto delle cose in televisione. Ho vissuto molte esperienze nel mondo dello spettacolo e devo dire divertenti, belli e sempre varie. Certo, il mondo del giornalismo è molto più interessante perché ti dà la possibilità di approfondire veramente quello di cui ti occupi. E dovertene occupare con una competenza senz’altro diversa dalla competenza che, magari, deve avere in altri settori della comunicazione, piuttosto che dello spettacolo. Questo ti dà una grande soddisfazione. Almeno a me personalmente dà una grande soddisfazione, nonostante – ovviamente – l’impegno sia decisamente diverso”.

 

Per quanto concerne il mondo della comunicazione e del giornalismo, c’è qualche punto di riferimento al quale ti ispiri o pensi di avere come modello?

“Il mondo della comunicazione e del giornalismo è ampio. Dipende dal settore di cui ci si occupa. Tralasciando quello dello sport, per il quale mi occupo io, sicuramente quello del giornalismo, inteso come più informazione o di approfondimento, mi piacciono, ad esempio, Maria Latella che lavora sempre per Sky, dove lavoro io. Mi piace molto Enrico Mentana. Poi ci sono tanti altri bravi giornalisti che mi piacciono. L’importante è che il giornalista sia sempre indipendente e purtroppo, in Italia, questo non è semplice da riuscire ad ottenere (ride, ndr). Un giornalista, per me, deve essere una persona con una forte etica professionale, integerrima, se vuole fare il proprio lavoro con professionalità e senza interferenze come dovrebbe essere il lavoro del giornalista”.

Una tua esperienza professionale importante e prestigiosa è legata a “Don Matteo”. Come la ricordi?

“E’ stato molto divertente e bello. Sono stata soltanto la protagonista di una puntata. Se c’è qualcosa che mi manca, che non ho fatto, è l’esperienza del cinema. Se magari dovessi pensare ad una possibilità che non ho avuto è quella di lavorare nel mondo del cinema. Questo mi piacerebbe. Dal punto di vista giornalistico invece mi piacerebbe continuare a fare la giornalista, forse anche non solo del mondo dello sport. Pure in altri settori, se ce ne fosse la possibilità”.

Sei romana e la domanda per antonomasia è: sei laziale o romanista?

“Sono laziale. Non è un mistero (ride, ndr). L’ho sempre detto. Me lo chiesero appena vinsi Miss Italia. E quindi è stato subito svelato”.

Una domanda che riguarda la sfera personale. Quali sono i tratti salienti del tuo carattere? Quali sono i tuoi pregi e quali invece i tuoi difetti?

“Allora, i difetti: sono molto orgogliosa che a volte, per me, è anche un pregio. Sono abbastanza distratta, vivo un po’ sulle nuvole (ride ancora, ndr). Questo è sicuramente un difetto. Un pregio è che sono molto generosa. Voglio sempre essere in buonafede e credo di essere molto altruista”.

Che consiglio daresti ad un giovane che volesse intraprendere la carriera giornalistica e dello spettacolo?

“Dire che, secondo me, l’Italia sta cambiando ed è la mia speranza. Ci sono diversi segnali che fanno pensare a questa cosa. E quindi ci si deve impegnare perché la concorrenza è tanta. Bisogna essere sempre più preparati. Sta finendo, secondo me – mi auguro che sia così -, l’epoca del lavoro perché ho trovato la raccomandazione; lavoro perché ho avuto la spinta o ci ho saputo fare. No. Secondo me bisogna studiare. Prepararsi. Soprattutto se si vuol fare diventare una passione una carriera. Se si ha un sogno e lo si vuole realizzare, bisogna prepararsi ed essere pronti ai sacrifici. Bisogna puntare sulle proprie forze. L’Italia sarà, secondo me, sempre più meritocratica”.

Una domanda sulla Sicilia e sui siciliani. Cosa ne pensi?

“Io adoro la Sicilia e i siciliani. E’ un’Italia nell’Italia. Hanno orgoglio e dignità, ma anche generosità ed apertura mentale incredibili. Devo dire che se dovessi vivere al Sud, se dovessi scegliere un posto, vivrei sicuramente in Sicilia. Sarebbe al primo posto”.        

MICHELE BRUCCHERI