Mercury Digital Agency è il punto di arrivo di un percorso costruito tra palchi, discoteche, mercati esteri e produzione alimentare. Una storia che vale la pena raccontare. Certe agenzie nascono da un PowerPoint. Questa è nata dalle esperienze di vita.
Il fondatore di Mercury Digital Agency ha toccato con mano mondi che la maggior parte dei marketer conosce solo attraverso uno schermo. A sedici anni organizzava eventi. A diciannove studiava la nightlife di Malta dall’interno.
Nel mezzo e dopo: un brand alimentare dedicato al mondo fitness, una discoteca da lanciare, un’industria alimentare da navigare. Tutto vissuto in prima persona, tutto trasformato in competenza. Non è un curriculum lineare. È qualcosa di molto meglio.
L’apprendistato
Tutto comincia con “Space Event”, progetto di organizzazione eventi costruito nell’adolescenza con una logica semplice e brutale: o la gente viene, o hai fallito. Nessun margine per le scuse, nessuna metrica consolatoria. Solo presenze reali, passa-parola reale, reputazione che si costruisce o si brucia in una serata.
È in quella scuola informale che nasce l’ossessione per i risultati misurabili che ancora oggi definisce l’agenzia.
Nello stesso periodo prende vita “Fit&Food”: nuovo brand pensato per il mondo del fitness, lanciato sul mercato tramite l’azienda di famiglia, specializzata nella produzione di piatti pronti surgelati.
Un brand costruito da zero, un target preciso e un prodotto reale da portare nei negozi. Prima ancora di ottenere il diploma, una lezione completa su cosa significhi posizionare qualcosa nella testa delle persone.
Malta
Terminate le superiori vive un anno fuori dall’Italia, immerso nella nightlife internazionale, cambiando la sua prospettiva in modo permanente.
Il clubbing globale è uno degli ambienti più spietati che esistano sul piano della comunicazione: il pubblico è internazionale, esigente e infedele, la concorrenza non dorme mai e la reputazione si gioca su dettagli che la maggior parte delle persone non vede.
Chi sopravvive in quel contesto impara qualcosa che nessun corso insegna: come si crea desiderio, come si costruisce un’identità che dura, come si fa in modo che le persone scelgano te anche quando hanno alternative migliori sulla carta.
Non è un anno di osservazione. È un anno di lavoro vero: booking, relazioni con i manager dei locali più importanti dell’isola, trattative condotte in un ambiente internazionale e competitivo. Un ruolo che porta risultati concreti — tra cui far suonare a Malta per la prima volta diversi dj nisseni, tra cui anche un nome che oggi è protagonista della scena nazionale: Giuseppe Campisciano.
Al rientro in Italia, quella formazione trova applicazione immediata: la gestione dell’apertura di una nuova discoteca: il “MR.RED” di Enna. Dove ha seguito dall’interno la comunicazione, l’identità visiva, il marketing e la direzione artistica lungo tutto il primo anno di attività.

Il mercato vero
La curva successiva porta lontano dai riflettori e dentro i numeri freddi dell’industria alimentare. Dopo un master breve in digital marketing technology e un corso in marketing strategico, inizia a testare strategie più impattanti nell’azienda di famiglia. Esiste già un brand che funziona: “I Sempre Ghiotti”, ma a volte bisogna anche allargare la propria visione.
La domanda che cambia tutto è semplice: cosa succederebbe se, accanto all’identità già costruita, nascesse qualcosa di nuovo? Qualcosa pensato non più solo per il consumatore finale, ma per chi il mercato lo abita dall’interno — distributori, buyer, catene della grande distribuzione, partner internazionali con esigenze precise e zero tolleranza per l’approssimazione.
Nasce così “SurgelArt”. Non un restyling, non una linea secondaria: un progetto parallelo e autonomo, costruito attorno a un’idea precisa — che la produzione alimentare possa diventare personalizzazione su misura. Offrendo il servizio in White label e private label, testando di continuo per migliorare i prodotti, facendo attenzione anche ai dettagli più piccoli. Il cliente non compra più solo un prodotto: compra la possibilità e la sensazione di farlo diventare il proprio.
Muoversi in questo mondo significa fare i conti con una realtà senza sconti: margini che non perdonano, volumi che non aspettano, clienti che valutano ogni consegna come se fosse la prima. A differenza di un mercato orientato al consumatore finale, quello orientato alle aziende, cosiddetto B2B (dall’inglese business to business), è senza storytelling emozionale, niente effetti speciali, nessuna atmosfera. Tutto si basa solo su prodotto, posizionamento e una fiducia che si guadagna spedizione dopo spedizione.
È il marketing nella sua forma più nuda. E forse, proprio per questo, la più formativa.

Oggi
Mercury Digital Agency lanciata appena 1 anno fa lavora con diverse aziende, attività commerciali e professionisti che vogliono crescere online. Branding, consulenza strategica, social media management, content creation, advertising e la promessa di raggiungere risultati reali, senza inseguire le vanity metrics. Perché like e follower non aumentano direttamente le vendite, una strategia calibrata su misura invece sì.
Ma quello che la distingue è il modo in cui il fondatore Matteo Difazio guarda ai problemi dei clienti: con gli occhi di chi ha venduto biglietti, riempito sale, conquistato mercati esteri e imparato a misurare ogni cosa perché non si poteva permettere di sbagliare.
Il marketing si può studiare. Oppure si può praticare. Lui ha fatto entrambe le cose.
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