Lo scrittore Marco Ambrosi ha costruito nel tempo una produzione letteraria variegata e profonda, spaziando tra narrativa e poesia con una voce originale, capace di indagare i sentimenti umani più autentici e contraddittori.
Autore prolifico, Ambrosi ha all’attivo numerose pubblicazioni, ma oggi ci soffermeremo su quattro opere che rappresentano, ciascuna a modo proprio, un momento emblematico del suo percorso artistico: Sortilegio d’amore, Pelle di Seta, Il rosso e il nero e il più recente Mezzosangue.
Sortilegio d’amore
Pubblicato il 7 dicembre 2020
108 pagine | Bertoni Editore | ISBN 108855352318
Prezzo: 19,45 euro
Sortilegio d’amore è un titolo che suggerisce sin da subito atmosfere sospese tra la realtà e la dimensione più intima dell’anima. In questo libro, Ambrosi intreccia con maestria sentimenti, desideri e l’illusione del sentimento amoroso, restituendo al lettore un’opera che va oltre il racconto romantico per indagare il potere trasformativo dell’amore stesso. Il libro si presenta come un viaggio interiore, carico di simbolismi e riflessioni, in cui le parole diventano evocazioni e ogni pagina un passo verso la consapevolezza. 
Pelle di Seta
In libreria dall’11 maggio 2020
106 pagine | Bertoni Editore
Romanzo d’esordio dell’autore, Pelle di Seta si distingue per una narrazione intensa e visiva, simile al ritmo di un film che cattura e non lascia scampo all’indifferenza. Il protagonista è un giovane che, attraversando un’età di incertezze e sogni, impara a conoscersi, a perdersi e a ritrovarsi. Tra fantasie adolescenziali, desideri confusi e slanci vitali, Ambrosi racconta con autenticità e delicatezza il processo di crescita, l’inesauribile sete di vita e la difficoltà di definire l’amore in un mondo che cambia.
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Il rosso e il nero
Poesie | Prezzo: 15 euro | Bertoni Editore
Disponibile negli store online e nelle migliori librerie
Con Il rosso e il nero, Ambrosi torna alla poesia, sua prima e autentica forma di espressione. La raccolta si muove su una tensione costante tra due polarità: il rosso della passione e il nero della condanna. La scrittura si fa qui più essenziale, viscerale, capace di passare dall’eleganza alla brutalità nel giro di pochi versi.
Come afferma Bruno Mohorovich nella prefazione: “Il rosso e il nero è una poesia che sa essere elegante e scarnificata, sontuosa e brutale nel giro di poche righe, interrogandoci, e soprattutto interrogando lui”.
Mezzosangue
Pubblicato il 6 giugno 2024
244 pagine | Bertoni Editore | ISBN 108855357565
Prezzo: 18 euro
Con Mezzosangue, Ambrosi segna un nuovo passo nella sua narrativa, affrontando un tema profondo come quello dell’identità spezzata e del riscatto. La storia di Luca, bambino cresciuto in un contesto di affetti mancati, è un viaggio lungo e complesso tra collegi, errori, marginalità e redenzione.
Il padre, anaffettivo e distante, non riesce a colmare l’assenza della madre, improvvisamente scomparsa. Il protagonista cerca allora un senso in un mondo che sembra sempre più sfilacciato, ma sarà la sua intelligenza — e una serie di circostanze decisive — a condurlo verso una scoperta sorprendente: non è colui che credeva di essere.
Un romanzo di formazione dallo sguardo maturo, dove la crescita sessuale e interiore diventa chiave per riappropriarsi della propria vita. 
Intervista a Marco Ambrosi: tra parole, viaggi in moto e radici umbre
In un momento di pausa tra un progetto letterario e l’altro, ho avuto il piacere di intervistare a distanza lo scrittore Marco Ambrosi. Pur non avendolo incontrato dal vivo, ho potuto scorgere la sua anima di scrittore, di viaggiatore e di uomo legato alla sua terra — l’Umbria. In questa conversazione ci concentriamo su quattro sue opere principali (Sortilegio d’amore, Pelle di Seta, Il rosso e il nero, Mezzosangue) e indaghiamo anche le sue passioni: la scrittura, i viaggi in moto, la natura.
Sortilegio d’amore
In “Sortilegio d’amore” il sentimento amoroso viene trattato quasi come una forza magica. Come nacque questa idea?
Da sempre penso all’amore come a qualcosa che va al di là delle leggi razionali: quando scrivevo, l’ho percepito quasi come un incantesimo che scioglie, trasforma, illumina. Volevo che il lettore percepisse questa energia intima come qualcosa che invade lentamente il cuore, in maniera quasi inevitabile.
Il suo romanzo sembra più un viaggio interiore. Quanto c’è di autobiografico?
In parte molto. Ci sono emozioni e momenti vissuti, ma anche frammenti di riflessione e notti in cui mi sono interrogato su cosa significhi davvero amare. Tuttavia, ogni personaggio ha un’autonomia, esiste per sé, non è una trasposizione diretta della mia persona.
Che messaggio spera resti nel lettore dopo questo libro?
Vorrei che il lettore portasse con sé l’idea che l’amore — quando è vero — risveglia e cambia. Non è mai un fine, ma un percorso, quasi un sortilegio che ci conduce verso una versione più vera di noi stessi.
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Pelle di Seta
Come fu raccontare l’adolescenza in modo così visivo e cinematografico?
Da giovane avevo la testa piena di immagini e desideri irripetibili. Il romanzo voleva riprodurre quella sensazione di confine tra sogno e realtà. La scrittura è nata quasi da sola, come una proiezione sullo schermo della memoria.
L’ironia e l’introspezione convivono nel romanzo. Li considera strumenti efficaci per affrontare la crescita?
Assolutamente sì. L’ironia è un balsamo e una distanza. Quando sei immerso nell’adolescenza, l’ironia ti salva, ti protegge e ti permette di osservarti da fuori. L’introspezione, invece, ti guida a mettere a fuoco chi stai diventando.
Quanto della sua sensibilità poetica si sente qui?
Tantissimo. Anche se si tratta di prosa, sentivo il ritmo e la parola come versi. È stato un approccio intuitivo: poche frasi, poche immagini, profonde. 
Il rosso e il nero
Cosa rappresentano per lei il “rosso” e il “nero”?
Il rosso è vita, emozione, passione — l’impulso che ci muove. Il nero è profondità, dubbio, ombra — le nostre zone d’ombra. Nella poesia i due colori dialogano, si sfidano, si cercano. Sono facce della stessa medaglia, dell’essere umano intero.
Come si concilia eleganza e brutalità nei versi?
La poesia è onestà. Quando si è sinceri, la brutalità è verità e può essere bella. Tutto sta nel tono. Una parola crudele detta con equilibrio può avere la stessa musicalità di quella gentile.
Si interroga spesso mentre scrive?
Sempre. Scrivere è un atto di domande: chi sono, cosa cerco, quanto mi spingo? La poesia è il luogo in cui queste domande emergono in forma visibile.
Mezzosangue
In “Mezzosangue” racconta la storia di un ragazzo che affronta un’infanzia difficile. Da dove nasce l’ispirazione per Luca?
Luca è un personaggio che porto dentro da tanto. È nato da diversi racconti di vita che ho ascoltato e, in parte, anche da riflessioni personali su ciò che significa crescere senza una guida affettiva. È un personaggio fragile ma intelligente, capace di sorprendere. Ho voluto raccontare un riscatto che non è scontato, che richiede fatica, ma che è possibile.
Il tema dell’identità sembra centrale. Quanto è importante oggi parlare di identità spezzate o ricostruite?
Credo sia fondamentale. Viviamo in un’epoca in cui molte persone si sentono spaesate, fuori posto, incomplete. Mezzosangue parla proprio di questo: del non sentirsi mai interamente qualcosa, ma anche della possibilità di scoprirsi interi attraverso il dolore, le scelte e la consapevolezza. 
Il titolo stesso, “Mezzosangue”, è forte. Come lo interpreta?
È una parola che può ferire, ma anche rivelare. Nel romanzo è una chiave: Luca si sente a metà, escluso, non appartenente. Ma col tempo comprende che quella sua “metà” non è mancanza, ma complessità. Nessuno è un intero perfetto: siamo tutti frammenti che imparano ad amarsi.
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La scrittura
Quando ha capito che scrivere sarebbe diventato per Lei fondamentale?
Fin da adolescente. Ma è stato quando ho pubblicato le prime poesie che ho capito: questa è la mia voce. La scrittura mi dà senso, anche nei giorni senza parole.
Ha un momento o un luogo preferito per scrivere?
Al mattino presto, quando tutto tace. Preferibilmente vicino a una finestra, con la luce e il silenzio amici. Ma scrivo ovunque se l’ispirazione arriva.
Ha mai attraversato il blocco creativo?
Certo, capita. In quei momenti torno alla lettura, alla natura, o preparo un caffè e lascio che le parole tornino da sé. Serve pazienza, non forzare il flusso.
Viaggi in moto
Che ispirazione trova nei viaggi in moto?
La moto è libertà pura. Il vento, la strada, i panorami che cambiano: toccano corde profonde. Spesso idee e immagini nascono in quegli spazi aperti.
Un viaggio che l’ha segnata particolarmente?
Un viaggio in Umbria fino ai Sibillini, al confine con le Marche. Dopo una giornata in sella, ho raggiunto un crinale da cui vedevo le montagne e la valle. Ho sentito la solitudine, la bellezza, il tempo sospeso. Ne è nata una serie di poesie.
Pensa di scrivere un diario di viaggio?
Moltissimo. Ho qualche abbozzo, ma voglio che il diario sia autentico: non solo descrizioni, ma riflessioni, impressioni, incontri. Prima o poi prenderà forma.
Natura e radici umbre
Che posto ha la natura nella sua vita?
Fondamentale. In natura respiro, mi ricarico, mi perdo e mi ritrovo. La scrittura torna più vera quando proviene da quell’essenza.
Cosa rende l’Umbria così speciale per lei?
L’Umbria ha luci morbide, silenzi antichi, un’umanità autentica. Qui ho imparato a guardare con lentezza, a parlare con la terra e con le storie delle persone.
Le sue radici influenzano la sua scrittura?
Sì, profondamente. Le origini sono scaffale e radice. Ogni libro porta tracce di paesaggi, odori, timbri interni. Le radici permettono alle parole di crescere e attecchire dove servono.
La ringrazio, signor Ambrosi, per aver condiviso con me e con i lettori non solo le sue opere, ma anche la sua visione della vita e della scrittura.
Grazie a lei. È stato un piacere poter parlare di ciò che amo e che mi guida ogni giorno. Spero che queste parole possano accompagnare chi legge, come fanno i libri durante un cammino.
*
La nostra conversazione con Marco Ambrosi si conclude così, come un viaggio tra parole, emozioni e paesaggi interiori. Ed è proprio il viaggio — fisico e simbolico — a rappresentare la sua più grande fonte di ispirazione. Che si tratti di un’escursione in moto tra le colline umbre, di un evento culturale o di una trasferta di lavoro, ogni luogo che attraversa lascia un’impronta nella sua scrittura.
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Ambrosi osserva, ascolta, raccoglie frammenti e li trasforma in narrazione. La sua penna nasce dal movimento, dalla strada, dal contatto vivo con il mondo. Non ci resta che seguirlo, tra le pagine dei suoi libri e le rotte della sua immaginazione, in attesa del prossimo racconto che — inevitabilmente — parlerà anche di noi. 
Marco Ambrosi è un autore che non si accontenta mai di soluzioni facili. Le sue opere — siano esse romanzi o poesie — sono attraversate da una costante tensione verso la verità emotiva, verso quell’autenticità che non sempre si lascia afferrare, ma che è necessaria per comprendere sé stessi e gli altri.
Attraverso Sortilegio d’amore, Pelle di Seta, Il rosso e il nero e Mezzosangue, Ambrosi dimostra come la scrittura possa diventare un vero e proprio strumento di conoscenza, redenzione e trasformazione.
Perché leggere i libri di Marco Ambrosi? Perché le sue pagine non offrono solo storie, ma esperienze interiori. Scrive con una voce autentica, capace di scavare nelle emozioni, nei silenzi, nelle crepe dell’animo umano. Ogni suo libro è un viaggio — mai banale, mai artificiale — che porta il lettore a riconoscersi, a interrogarsi, a sentirsi meno solo.
Che si tratti di un ragazzo alla ricerca di sé, di un amore che trasforma, di una poesia che brucia o di un’identità da ricostruire, i suoi personaggi parlano con sincerità e forza. Comprare i suoi libri significa scegliere la qualità di una scrittura profonda, limpida, coraggiosa. Significa sostenere una letteratura che nasce dalla vita vissuta e dai chilometri percorsi — dentro e fuori di sé.
ILARIA SOLAZZO
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