Katya Maniglia
Il nostro direttore e Katya Maniglia a Enna

Un libro snello e avvolgente. Si tratta del volume a firma di Katya Maniglia intitolato “Patronato: un aiuto che dura tutta la vita, tra diritti sociali e sostegno psicologico”. Una vera e propria guida didattica. Vanta la prefazione del sacerdote Calogero Di Vincenzo.

Katya Maniglia
Michele Bruccheri e Katya Maniglia a Reggio Calabria

Un libro di quasi 130 pagine. Scritte con competenza, ma soprattutto con il cuore. Tra l’altro, è dedicato ai suoi nonni paterni: Michele e Tina. E non solo. Un viaggio tra storie vere, emozioni e speranza. Un testo – si legge nella quarta di copertina – che nasce per insegnare ai ragazzi (e anche agli adulti) quanto è importante conoscere i propri diritti e sapersi muovere nella burocrazia, per diventare cittadini più consapevoli e responsabili.

Katya Maniglia, assidua lettrice de La Voce del Nisseno, classe 1974, è laureata in Psicologia Sociale e Psicologia del Lavoro. Dal lontano 2002 è attivamente e tenacemente impegnata nel sociale. Attualmente ricopre il prestigioso e delicato ruolo di responsabile provinciale del Patronato Ital Uil.

Questo prezioso e interessante libro è stato terminato il 10 ottobre 2025, Giornata nazionale della Psicologia. Una data simbolica, una scadenza significativa. L’autrice nissena ci racconta il suo diuturno impegno in favore della crescita civile e sociale. Con garbo e delicatezza, con competenza e con una rara empatia. Ognuno di noi è una ricchezza per il prossimo e ognuno di noi deve donare il proprio talento alla società. Lei, abilmente, lo fa da tanti anni e con smisurato altrusimo.

Nella prefazione ricorrono diverse espressioni: “amare il proprio quartiere”, “il quartiere siamo noi”, “costruire insieme”. Significa prendersi cura degli altri, a partire dal luogo in cui si è, si vive, si lavora. In questo libro, vivo e vibrante, non c’è sterile inchiostro, ci sono “esperienze reali”. Katya Maniglia ci racconta il suo lavoro quotidiano, richiamandosi rigorosamente alla riservatezza. Ci spiega, semplicemente, che “la vita non è fatta solo di brand”. Ed ancora: bisogna “costruire una società fondata sull’umanità e sulla profondità”.

Katya Maniglia
Il libro

Già nella sua introduzione al libro c’è la sua “mission”. Scrive infatti: “Il Patronato è un luogo dove ogni giorno passano vite, non numeri”. È un vero, reale, “spazio aperto e accogliente”. Narra, con disarmante semplicità ed efficacia espositiva, che “dietro ogni richiesta non ci sono solo pratiche, ma storie: famiglie, progetti, fragilità”.

“Sapere fa la differenza: sempre”, aggiunge. E poi: “La dignità passa anche dalla conoscenza”. Ci spiega che vengono ascoltate le varie debolezze, “vediamo i volti, percepiamo le emozioni. Siamo accanto alle persone”. Ci fa conoscere, dapprima, il Patronato, attraverso i cenni storici, il suo ruolo attivo nella società, che è “portatore di solidarietà”.

Elenca le diverse attività primarie che svolge il Patronato. Ci parla di disabilità e invalidità, del segretariato sociale… Ci offre, in ultima analisi, una testimonianza specifica e circoscritta. Il racconto è la risultante del suo vissuto personale e professionale. Katya Maniglia osserva: “Ogni Patronato ha le proprie peculiarità, storia e struttura organizzativa”.

Il ruolo che ha – ad esempio – è di semplificazione e orientamento, per ridurre sensibilmente il divario digitale e culturale tra cittadini e istituzioni. Questo grazie al radicamento capillare sul territorio. Alle capacità empatiche e di reale attenzione al cittadino. Questo volume ci racconta tante cose: il servizio civile, la “silenziosa ma essenziale opera al fianco delle persone più fragili”, il valore dell’educazione – per i giovani – alla cittadinanza attiva…

Katya Maniglia
Michele Bruccheri e Katya Maniglia in un convegno a Serradifalco

Ci narra alcune storie. Quella di Alessandro, ad esempio. Oppure quella di Andrea e Marco. La storia di Ahmad. O ancora quella di Lara ed Helena. Alcune riflessioni per gli studenti. L’importanza del progettare, tra contributi e pensioni… Non possiamo raccontare tutto il libro, ricco di aneddoti e profonde riflessioni. Va letto. Katya Maniglia sottolinea l’importanza fondamentale del divulgare: “Informare – scrive – è un atto di giustizia. È così che i diritti diventano strumenti reali, concreti, e non semplici parole su carta”.

Un passaggio molto bello del suo libro sta in questo concetto: “Nel nostro ufficio (la sede è a Caltanissetta, ndr), cerchiamo ogni giorno di offrire un servizio di pubblica utilità, accessibile e umano. Non per sostituire la rete istituzionale, ma per integrarla, per essere un ponte tra la legge e la vita reale delle persone”.

Nel libro è riportata la storia di Fabio, del diritto all’assistenza legale e medica. “I diritti esistono – evidenzia Katya Maniglia – per essere tutelati; non bisogna mai avere paura di chiedere aiuto quando ce n’è di bisogno”. Il suo impegno, forte e quotidiano, è per costruire una società più equa, informata e solidale. E ci regala una parola preziosa, importante: la fiducia. È basilare. Ovviamente questa recensione non può essere esaustiva al cento per cento. Ma nella parte finale, l’autrice nissena scrive: “Rappresentare un Istituto di Patronato non è solo una grande responsabilità, ma anche una delle esperienze più intense ed emotivamente significative che si possono vivere”.

Katya Maniglia
Salvatore Guttilla (Uil Sicilia), Michele Bruccheri e Katya Maniglia

Davvero è, il suo, un lavoro che richiede cuore, empatia e impegno. L’intento, nobile, di questa pubblicazione è farla diventare uno strumento utile “per tutti coloro che, purtroppo, ancora oggi non sanno come far sentire la propria voce”. Ovvero: “Educare alla curiosità significa anche insegnare ai giovani a esplorare le risorse a loro disposizione, come i servizi offerti dai Patronati, e a comprendere il loro ruolo all’interno della società”.

Questo libro di Katya Maniglia è una “miniera” di informazioni, ma anche di emozioni autentiche. Lei, da sempre, con vigore e grinta, ha sostenuto i diritti dei più deboli, ponendo – davvero – al centro della propria azione il benessere e la giustizia sociale. Come si legge nella quarta di copertina, “si dedica quotidianamente alla tutela dei diritti di tutti, convinta che dignità e giustizia sociale debbano essere accessibili a chiunque”. Chapeau!

MICHELE BRUCCHERI     

LEGGI ANCHE: L’ORGOGLIO DELLA NOSTRA INFORMAZIONE ANCHE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS                      

Hai un blog sulla Sicilia, cronaca, cultura o turismo? Linka questo sito per offrire ai tuoi lettori un giornale unico!

Copia il codice e incollalo nel tuo sito o post.

Grazie per aiutarci a farci conoscere.

Creato da La Voce del Nisseno

Articolo PrecedenteSANZIONATO IL CONDUCENTE DI UN VEICOLO DALLA POLIZIA STRADALE DI CALTANISSETTA
Articolo successivoECCO IL ROMANZO “KAIJIN. L’OMBRA DI CENERE” DI LINDA LERCARI
Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]