La Polizia di Stato, stamattina, ha notificato l’invito a comparire per rendere interrogatorio, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di un deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana e di altre quattro persone, tra cui rappresentanti legali e componenti di un’associazione privata. Sono il parlamentare regionale Michele Mancuso (Forza Italia), Lorenzo Tricoli, Ernesto ed Emanuela Trapanese, Carlo Rizioli e ci sarebbe anche Eugenio Bonaffini.
All’esito delle indagini preliminari, infatti, la Procura della Repubblica di Caltanissetta ha richiesto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di quattro dei cinque indagati, si legge nella nota diramata dalla Questura nissena.
Al deputato regionale è stato contestato il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e agli altri indagati corruzione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. L’eventuale applicazione di misura cautelare, riguarda un’ipotesi di ricezione di denaro da parte del deputato di un importo di 12mila euro consegnato in tre diverse occasioni sino allo scorso mese di maggio, per favorire un’associazione privata quale destinataria di fondi pubblici pari a 98mila euro per la realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta.
Agli altri indagati è stata contestata anche un’ipotesi di truffa aggravata per avere dedotto, mediante fatture di costi fittizi, 49mila euro in danno della Regione Siciliana. La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha delegato la Polizia di Stato per dare esecuzione al provvedimento del G.I.P. con cui è stato disposto il sequestro preventivo delle somme che sarebbero state illecitamente ed indebitamente percepite da alcuni indagati, per un ammontare complessivo di 69mila euro.
Stamani i poliziotti della Squadra Mobile di Caltanissetta e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato hanno eseguito alcune perquisizioni delegate, “fra le quali quella presso l’ufficio del suindicato deputato, con esclusione delle strutture del partito di appartenenza. Nel presente procedimento non sono indagati altri appartenenti all’Ars”, conclude il comunicato.
MICHELE BRUCCHERI
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