Segnalazioni
Alberto Raffaelli

Nel panorama culturale italiano contemporaneo, dove i social media stanno ridefinendo il modo di comunicare la letteratura, si distingue il progetto ideato dal professor Alberto Raffaelli, insegnante di scuola media inferiore: la community digitale “Segnalazioni letterarie” (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks), che ha superato i 45.000 iscritti e continua a crescere come spazio di confronto e divulgazione culturale. Segnalazioni

Nata dall’esperienza educativa e dalla passione per la lettura, l’iniziativa si è affermata come una vera e propria piattaforma inclusiva, nella quale durante le numerose live vengono proposti libri e soprattutto si dà voce a un po’ tutte le componenti del settore: lettori, autori emergenti (ma anche già “emersi”), appassionati e operatori del settore editoriale. Un approccio variegato che sta trasformando il gruppo social in una vera comunità culturale attiva e partecipata sotto forma di piccolo palinsesto telematico.

Un elemento significativo dell’evoluzione di “Segnalazioni Letterarie” è il frequente intervento di numerosi autori legati a Bertoni Editore (https://www.bertonieditore.com/shop/it/), realtà con sede in Umbria e guidata da Jean Luc Bertoni. Essa si distingue per un catalogo ampio ed eclettico, che comprende personalità rilevanti del panorama letterario contemporaneo.

La sinergia tra la community di Raffaelli e la casa editrice perugina rappresenta un esempio concreto di come il mondo digitale e quello editoriale possano dialogare in modo efficace anche profilando collaborazioni continuative e fidelizzazioni, e creando così sempre più nuove opportunità di visibilità per gli autori e nuovi spazi di orientamento per i lettori.

In un contesto in cui la fruizione culturale è sempre più rapida e frammentata, “Segnalazioni Letterarie” si propone invece come luogo di approfondimento e ascolto, dove il libro torna al centro non come semplice prodotto, ma come esperienza condivisa e riferimento digitale: a dimostrazione di come la passione per la lettura possa ancora oggi generare confronto, articolandosi in rete secondo nuove forme di partecipazione culturale. Segnalazioni
L’INTERVISTA AD ALBERTO RAFFAELLI
Professor Raffaelli, le sue live su “Segnalazioni Letterarie” hanno ospitato diversi autori legati a Bertoni Editore. Che valore hanno avuto questi incontri?
Hanno rappresentato un passaggio fondamentale. Portare gli autori in diretta significa abbattere la distanza tra chi scrive e chi legge. È un dialogo diretto, senza filtri, che rende la letteratura più viva e accessibile. Quando ciò converge focalizzandosi su più autori di una medesima realtà editoriale, poi, ne possono derivare benefici comunicativi vari, a cominciare dall’esaustività delle panoramiche sui profili delle varie industrie librarie.

Recentemente avete spesso nelle live nomi che hanno pubblicato con Bertoni: Marika Campeti è una vostra aficionada, e mesi orsono è venuta anche Valentina Di Ludovico. Nelle ultime settimane poi sono stati ospiti a “Segnalazioni Letterarie” Linda Lucidi, Marco Ambrosi, la compianta Daniela Paiella della quale ha parlato il marito Luca Angelosanti, Angelo Angelucci, Giovanni Ciao, Bruno Mohorovich. Che tipo di confronto è nato con loro?
Con tutti è stato un dialogo molto autentico. Bertoni si è fatto un nome per l’attenzione non comune alla poesia – genere visto sovente come poco produttivo quantomeno nelle vendite -, ma anche la prosa che pubblica va forte. Ognuno di questi nomi ha storie importanti da raccontare e sentimenti vivi da esprimere, in prosa o in versi: noi abbiamo cercato di trarre da tutti – come del resto tentiamo di fare sempre nelle nostre interviste – i caratteri della loro ispirazione, senza tralasciare di celebrare quest’editore meritevole per generosità e lungimiranza. Diciamo che abbiamo ricostruito anche quella di Bertoni come una sorta di community.

Tornando a un discorso più generale sulla comunicazione letteraria social, le dirette da lei condotte danno voce diretta agli autori. Quanto è importante questo aspetto?
È centrale. Oggi si parla molto di libri, ma spesso senza ascoltare davvero chi li scrive. Le live servono proprio a questo: creare uno spazio in cui l’autore si racconta direttamente. Cosa che nei media tradizionali è possibile solo a un numero sempre ristretto di nomi. Col web invece le possibilità di acquisire quantomeno un minimo di visibilità aumentano vertiginosamente, anche se poi occorre saperli usare i social, intercettando i famigerati algoritmi. Il rischio di superficialità personalmente lo temo meno: chi on line si presenta male e senza criterio – cosa che succede spesso, beninteso – palesa quasi sempre pure la pochezza dei suoi contenuti letterari, diventando poco attrattivo.

Che risposta ha avuto il pubblico a questi incontri con esponenti della scuderia di Bertoni?
Molto positiva. I 45.000 membri della community si sintonizzano spesso in buone quantità sulle dirette che facciamo, perché capiscono che sono il momento di “verifica” più importante in tutta la nostra attività social, la quale pure include notizie, bandi di concorso, reportage fotografici di varia ampiezza, estratti di brani o liriche, recensioni… Soprattutto la modalità interattiva – che costituisce notoriamente un valore aggiunto dei social – fa vivere il tutto come momenti di confronto reciproco, non di comunicazione unilaterale.

Possiamo dire che “Segnalazioni Letterarie” sta diventando anche un ponte tra editoria e social media?
Sì, è proprio così. La collaborazione con la Bertoni Editore è una di quelle che sta dimostrando come tra editoria tradizionale e comunicazione digitale vi possa essere un dialogo costruttivo, senza perdita di valore. E va aggiunto che il medesimo percorso lo stiamo intraprendendo pure con altre case editrici.

In conclusione, cosa rappresentano per lei queste live con gli autori?
Rappresentano un modo nuovo di fare cultura: più diretto, più umano e più condiviso. Un luogo in cui il libro non è solo letto, ma anche raccontato insieme a chi lo ha scritto.

*
In un tempo in cui tutto scorre veloce, scegliere un libro significa fermarsi per dare spazio all’immaginazione: la lettura – su supporto cartaceo o digitale che sia – resta sempre un gesto semplice e potente, capace di colorare il mondo di creatività, cultura e nuove prospettive. Rimane insomma una possibilità – alla portata di tutti – per accrescere noi stessi e il nostro rapporto col mondo che ci circonda.

Vi invitiamo a visionare questi due link…
https://youtu.be/i9-5ydI_S08?is=pBORE_T642MPaDYX
https://youtu.be/6-NjfDIfifI?is=RyObFYq862fpxsvP

ILARIA SOLAZZO

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