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La Rosa e Modaffari

La montagna di sterili della miniera Bosco (sezione di San Cataldo) dovrebbe essere rimossa dalla Regione Siciliana. Questa è la notizia delle ultime ore. E a tal proposito, Giampiero Modaffari (ingegnere ed ex sindaco) e Angelo La Rosa (geologo ed assessore comunale) intervengono con una nota congiunta.

“E finalmente siamo alle battute finali. La montagna di sterili, abbancati da oltre quarant’anni nell’area della ex miniera di kainite Bosco-Sezione San Cataldo, che chiuse improvvisamente i battenti nel Natale del 1985, dovrebbe essere rimossa”, scrivono.

“La Regione Siciliana, dopo un lungo iter, ha appena pubblicato l’avviso per redigere lo studio di impatto ambientale e a seguire sarà pubblicato il bando per selezionare l’operatore economico a cui affidare i lavori – prosegue la nota stampa inviata alla nostra redazione –. Insomma, un grosso risultato che darà onore ad un territorio da anni mortificato da una politica disattenta, trasformando un grosso problema ambientale in una risorsa economica per la collettività”.

“L’abbandono di milioni di metri cubi di scarti provenienti dai processi di flottazione per il recupero della kainite, da inviare attraverso una teleferica di 18 chilometri all’impianto di Casteltermini, posto sul greto in destra idrografica del Platani, per la formazione di solfati di potassio da destinare all’agricoltura, ha solo creato un impatto ambientale di notevoli dimensioni”, aggiungono.

Era noto da tempo che lo sterile abbancato avesse un’altissima percentuale di cloruro di sodio, tanto da far pensare ad un progetto di recupero per scopi industriali, ricordano i due firmatari del comunicato stampa.

“La riconquista dell’originaria morfologia, della qualità delle acque dell’esteso reticolo idrografico sotteso alla montagna bianca (Stincone, Salito, Gallo d’Oro, Platani) e il possibile impiego del materiale in attività industriali, sono state la molla che ci ha subito spinto ad attivare un virtuoso processo di sensibilizzazione verso tutte le istituzioni che a vario titolo potevano incidere positivamente sulla mitigazione dell’impatto ambientale”, osservano Modaffari e La Rosa.

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La montagna salina

“Non sono mancati anche i momenti di scontro, allorquando arrivò al Comune di San Cataldo – da parte del Dipartimento all’Energia – l’avviso da evidenziare all’Albo Pretorio per il possibile ricoprimento dell’ammasso salino con argilla. Era il 18 giugno del 2015 allorquando illustrammo nella sede del Dipartimento la nostra non condivisione del progetto, elencando tutta una serie di criticità oggettive, che hanno portato a riflettere e ritirare la manifestazione d’interesse”, ricordano i due firmatari della nota.

“Da quel momento in poi attivammo una sequela di azioni in varie sedi istituzionali – continuano –. Il 6 ottobre 2016 illustrammo alla Regione interventi alternativi che potessero soddisfare il recupero del territorio e il successivo 13 ottobre, in un tavolo tecnico tenutosi al Distretto Minerario di Caltanissetta, ci venne posta la necessità di chiedere un parere all’Ispra sul possibile utilizzo dell’ammasso. Parere negativo che arrivò il 27 gennaio del 2017”.

“Come accettare un parere senza una preventiva caratterizzazione dell’ammasso? E se l’ammasso non può essere utilizzato per scopi industriali, per ovvie considerazioni deve allora ritenersi di rifiuto e come tale abbandonato illegalmente sul territorio. Insomma, in alternativa ci saremmo trovati di fronte ad una discarica abusiva con ripercussioni ambientali non indifferenti”, sottolineano. “Queste argomentazioni portarono alla giusta riflessione che bisognava procedere alla caratterizzazione, forti dell’alta percentuale di cloruro di sodio sostenuta dal geologo Lamberti dell’Ispea in una corposa relazione”.

Ed infine: “Cosicché, il 28 ottobre del 2017, in un tavolo tecnico tenutosi a San Cataldo, si avviò un virtuoso processo che portò il Dipartimento all’Energia a procedere alla caratterizzazione dell’ammasso. I risultati delle analisi di laboratorio su campioni prelevati durante una campagna di sondaggi dimostrarono successivamente la presenza di altissimi tenori di Cloruro di Sodio e quindi l’ovvia possibilità di recupero dei circa quattro milioni di metri cubi di materiale abbancato, con ricaduta economico-occupazionale di grande rilievo sociale”.

“Il resto è storia recente e ben nota a tutti, con l’ovvia consapevolezza che la nostra azione di Amministratori della Città di San Cataldo ha portato a compimento un capolavoro frutto del nostro innato amore per la Città e foriero di grandi benefici ambientali e occupazionali per il nostro martoriato territorio”, concludono Modaffari e La Rosa.

MICHELE BRUCCHERI

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]