Nel mese di maggio, l’aula magna dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Niscemi è stata ospite di due importanti convegni dedicati alla memoria storica, alla legalità e all’importanza dell’imprenditoria. Gli incontri, organizzati e curati dalle professoresse Antonia Corrado e Germana Gianbarresi insieme a diversi ospiti rappresentanti del territorio, hanno coinvolto studenti e docenti in momenti di grande riflessione.

Il primo appuntamento, svoltosi mercoledì 19 maggio dalle ore 10 alle ore 12, ha avuto come titolo “Sotto il cielo di Hiroshima”. L’evento si è svolto in presenza della dirigente scolastica Viviana Morello e ha visto la partecipazione dello storico Filippo Falcone e della dottoressa Asari Michisako, collegata da Hiroshima.
Attraverso immagini, video e testimonianze tramandate dai suoi nonni sopravvissuti alla tragedia, la dottoressa Asari ha raccontato gli effetti devastanti della bomba atomica sulla città giapponese. Il suo intervento, svolto in lingua inglese, è stato tradotto dal signor Salvatore Spinello, collegato anch’egli a distanza. Il dottor Falcone ha invece approfondito il contesto storico della Seconda guerra mondiale, soffermandosi sulle conseguenze politiche del bombardamento atomico. L’incontro si è concluso con domande e riflessioni da parte degli studenti e dei docenti, che hanno partecipato con interesse e coinvolgimento. Ma non finisce qui.
Il secondo convegno, dal titolo “La solidarietà dell’impresa si costruisce nella mente”, si è svolto lunedì 25 maggio, sempre nell’aula magna dell’Istituto. L’iniziativa è stata curata nuovamente dalle professoresse Antonia Corrado e Germana Gianbarresi, stavolta in compagnia del maresciallo Gianfranco Requedaz e di Gianluca Gagliano, presidente dell’associazione antiracket di Niscemi, e all’incontro ha preso parte anche il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti.
Il convegno ha affrontato due temi fondamentali: il valore dell’impresa e la lotta contro la mafia, attraverso le testimonianze di uomini che hanno scelto di non arrendersi alle difficoltà e alle intimidazioni mafiose. La prima a intervenire è stata la dottoressa Rosalba Sanfilippo, presidente del Consiglio comunale di Sommatino e titolare di un’agenzia immobiliare.
Nel suo intervento ha parlato dell’importanza del coraggio e della determinazione, entrambi necessari per avviare un’attività imprenditoriale, sottolineando anche gli enormi aiuti e opportunità offerte dallo Stato ai giovani, soprattutto in Sicilia, per favorire lo sviluppo del territorio e delle imprese locali.
Successivamente è intervenuto Salvatore Spinello, già presente nel precedente convegno in collegamento digitale, che ha raccontato la storia della propria attività nel borgo Santa Rita, piccolo centro di appena dodici abitanti. Partendo dal forno aperto dai suoi nonni, la famiglia Spinello è riuscita nel tempo a sviluppare un’attività di produzione e vendita di pane e pasta esportata oggi in diverse parti del mondo.
Particolarmente toccante è stato l’intervento di Gianluca Gagliano, che ha parlato della necessità di contrastare la mafia attraverso il coraggio, la legalità e la solidarietà, invitando i giovani ragazzi a non lasciarsi intimidire da questo fenomeno, ma a combatterlo con determinazione. A collegarsi a questo tema è stata poi la testimonianza di Elvis Lionti, proprietario di diversi punti vendita di telefonia, tra cui uno a Niscemi.
Lionti ha raccontato la propria esperienza con la mafia, spiegando di aver ricevuto richieste di pizzo e di aver scelto di denunciare, nonostante le difficoltà e la necessità di vivere oggi sotto scorta. Le sue parole hanno colpito profondamente gli studenti, rappresentando un esempio di coraggio e senso civico.

Infine è intervenuto Nino Micelli, curatore dei beni confiscati alla mafia, che ha raccontato il percorso con cui, già dagli anni Novanta, è riuscito a costruire la propria impresa in Sicilia grazie all’impegno, alla passione e alla volontà di credere nel proprio territorio. Anche questo incontro si è concluso con domande, riflessioni e interventi da parte delle studentesse Sofia Cilio, frequentante la classe terza del liceo classico, e Clarissa Cannia, frequentante la classe quinta, segno dell’interesse e della partecipazione suscitati dagli argomenti trattati.
I due convegni hanno dunque rappresentato per gli alunni dell’Istituto Leonardo Da Vinci un’importante occasione di formazione umana e culturale. Attraverso testimonianze autentiche, racconti personali e approfondimenti storici, gli studenti hanno avuto davvero modo di confrontarsi in maniera diretta con temi fondamentali come la memoria, la pace, la legalità, il coraggio.
Esperienze di questo tipo dimostrano quanto la scuola possa essere non solo luogo di studio, ma anche spazio di crescita civile e consapevolezza per le nuove generazioni.
Daria Di Dio e Salvatore Vicino
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