Caltanissetta

Si visiteranno catacombe, castelli, oratori; si riscopriranno mosaici romani e palazzi privati, collezioni preziose del tutto inaspettate; e si entrerà per la prima volta dentro aeroporti, si salirà sulle torri di controllo, si varcheranno le soglie di due caserme dei Vigili del fuoco e di tre Prefetture, di carceri ed ex carceri.

Ma soprattutto si costruirà comunità insieme con i visitatori, per assaporare insieme un unico percorso condiviso che parla la lingua dell’arte, della storia, della cultura, del paesaggio. Un modo per stringersi intorno al patrimonio come a un padre comune, di riscoprire senso di appartenenza, voglia di stare insieme, amore per la propria città, capacità di accoglienza e di dialogo.

Le Vie dei Tesori, uno dei più grandi e partecipati festival italiani di scoperta del patrimonio, è di nuovo pronto sulla linea di partenza: l’anno scorso è diventato maggiorenne, e ha chiuso la sua diciottesima edizione superando le 250 mila presenze, con un indice di gradimento di oltre il 90 per cento e un indotto generato sulla Sicilia da turisti e cittadini che sfiora gli 8 milioni di euro.

Il festival propone ai cittadini un’alleanza nel segno della cultura, della riappropriazione degli spazi che diventano luoghi di aggregazione e di narrazione condivisa. E di contro, offre ai turisti la possibilità di visitare città aperte, raccontate, dense di nuove prospettive, spunti di dialogo, forme di accoglienza.

E adesso si riparte: due mesi interi, oltre 400 luoghi e altrettanti tra passeggiate, esperienze, degustazioni, visite teatralizzate, un unico flusso di bellezza lungo sedici città siciliane, alle quali si aggiunge, dal 18 ottobre, anche Mantova, la città lombarda dove il Festival è sbarcato otto anni fa. Il viaggio è facile, basta lasciarsi trascinare: nei primi tre weekend dal 20 settembre al 5 ottobre si torna ad Alcamo, Bagheria, Carini, Enna, Leonforte, Mazara del Vallo, Messina, Termini Imerese e Trapani.

Dall’11 al 26 ottobre tocca ad altre quattro città, Caltanissetta, Corleone, Marsala e Sciacca; dal 18 ottobre al 2 novembre arrivano Ragusa e si aggiunge (ormai da otto anni) anche Mantova. Catania occupa un mese intero, dal 10 ottobre al 9 novembre, e poi Palermo dove il progetto è nato, diciannove anni fa; sei weekend, dal 10 ottobre al 16 novembre.

Tutto sulle gambe di oltre 500 giovani storyteller del patrimonio (giovani archeologi, storici dell’arte, giornalisti, architetti, botanici) cui si affiancano 1500 studenti delle scuole di tutta la Sicilia, grazie a una convenzione con l’Ufficio scolastico regionale, e decine di guide turistiche ed escursionistiche che conducono le passeggiate urbane e naturalistiche. Caltanissetta

Il festival, ideato da Laura Anello, è organizzato da un team guidato da Carlotta Butticè, per quel che riguarda Palermo, con la preziosa collaborazione di Valeria Cangialosi e da Viola Vitale per quel che riguarda le altre città. Referenti regionali sono Enza Scaglione, Roberto Cammarata, Donatella Bonanno (Alcamo), Agostino D’Amato (Bagheria), Francesco Buzzetta (Carini), Antonio Messina (Enna), Marilisa Lo Pumo (Leonforte), Liliana Igenito (Mazara del Vallo), Marco Grassi (Messina), Giuseppe Di Maio (Termini Imerese), Laura Barrile (Trapani), Pasquale Tornatore (Caltanissetta), Alessandra Fabretti (Catania), Associazione Nonovento (Marsala), Michele Ruvolo (Sciacca) e Marco Guastella (Ragusa).

CALTANISSETTA – 11/26 OTTOBRE

Caltanissetta si racconta attraverso i suoi tesori nascosti, tra palazzi nobiliari, case d’artista e memorie minerarie. L’edizione di quest’anno delle Vie dei Tesori apre luoghi inediti: la casa natale dello scultore Michele Tripisciano, appena restaurata, e lo studio-atelier di Carlo Sillitti, oggi salotto culturale.

Si potrà scendere nella cripta settecentesca di San Domenico, tra i colatoi che essiccavano i corpi dei Moncada, oppure ammirare i reperti riemersi dall’ex Palazzo delle Poste, dove affiorò la cripta legata all’epidemia di colera.

Lungo il percorso anche la memoria della città industriale: dal Museo Averna, nato dall’antico elisir dei frati cappuccini, alla Caserma dei Vigili del Fuoco che apre per la prima volta. E ancora le esperienze: il pane eroico di Maurizio Spinello che ha fatto rinascere il borgo fantasma di Santa Rita, le corone dolci di Delia, i racconti dei fogliamari e le passeggiate nei borghi rurali dimenticati, come Guttadauro, vera ghost town.

MICHELE BRUCCHERI

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