veleni
Simona Teodori

Arriverà in tutte le librerie italiane il 3 aprile 2026, dopo una fase di preordine già avviata, La marchesa dei veleni, il nuovo atteso romanzo di Simona Teodori pubblicato da Newton Compton Editori. Con le sue 342 pagine e un prezzo accessibile di 12,25 euro, il volume si inserisce nel solco della narrativa storica di forte impatto, confermando la vocazione dell’autrice per il noir e il thriller ambientati nel passato.

Un’autrice tra diritto, scrittura e noir
Romana, classe 1975, Simona Teodori vanta una formazione giuridica conseguita presso l’Università La Sapienza di Roma, con una specializzazione in Storia del diritto italiano. Alla professione forense ha affiancato negli anni un’intensa attività culturale e letteraria: è infatti organizzatrice del Neroma Noir Festival e dal 2018 si occupa anche di editing e ghostwriting.

La sua produzione narrativa si distingue per una predilezione verso atmosfere oscure e trame dense di tensione psicologica. Con Newton Compton ha già pubblicato La cospirazione dei Cenci, ricevendo apprezzamenti per la capacità di intrecciare rigore storico e narrazione avvincente.

Un viaggio nella Francia del Seicento
La marchesa dei veleni trasporta il lettore nella Francia del XVII secolo, tra le mura austere dell’Abbazia reale di Fontevrault e i salotti decadenti della Parigi aristocratica.

Protagonista è Cécile De Lacey, giovane figlia illegittima del conte di Brienne, cresciuta in un monastero sotto il peso di regole rigide e silenzi imposti. Il suo destino cambia radicalmente quando lascia l’abbazia per diventare dama di compagnia della marchesa Marie-Madeleine de Brinvilliers, figura storica realmente esistita e tristemente nota per il suo coinvolgimento in uno dei più celebri scandali criminali della Francia dell’epoca.

Nella casa della marchesa, Cécile entra in contatto con un mondo fatto di seduzione, potere e segreti inconfessabili. Qui apprende non solo le regole non scritte dell’aristocrazia, ma anche l’arte sottile e letale dei veleni, padroneggiata con inquietante maestria dalla sua padrona. veleni

Intrighi, passioni e scandali
Il romanzo si sviluppa attorno a una rete complessa di relazioni, in cui emergono figure ambigue e carismatiche, come il cavaliere Jean-Baptiste Gaudin de Sainte-Croix, amante della marchesa e protagonista di una relazione tanto intensa quanto distruttiva.

Tra amori proibiti, vendette familiari e intrighi di corte, la narrazione accompagna il lettore verso uno degli scandali più scioccanti della storia francese, ispirato alla celebre “affaire des poisons”, che sconvolse Parigi nella seconda metà del Seicento.

A rendere ancora più affascinante il percorso di Cécile è il suo passato segreto: durante gli anni trascorsi a Fontevrault, ha infatti appreso conoscenze di medicina naturale sotto la guida della marchesa Costanza Spina di San Tommaso, figura italiana che contribuisce a delineare un ponte culturale tra Italia e Francia, oltre che un ulteriore livello di profondità narrativa.

La voce delle donne nella Storia
Al centro dell’opera emerge con forza il tema della condizione femminile. Come dichiarato dalla stessa autrice, il romanzo nasce con l’intento di restituire voce a quelle donne che, nel XVII secolo, erano costrette al silenzio e al giudizio altrui.

«Anche in questo romanzo ho voluto dare voce alle donne – afferma Simona Teodori – a tutte coloro che nel 1670 non potevano far sentire la loro voce e che erano destinate a vivere dannazioni e redenzioni in silenzio».

In questo senso, La marchesa dei veleni si configura non solo come un romanzo storico, ma anche come una riflessione sulla libertà, sull’identità e sulla ribellione femminile, temi che trovano nella protagonista un’espressione potente e contemporanea.

Un romanzo tra storia e tensione narrativa
La critica ha già sottolineato la capacità dell’autrice di coniugare fedeltà storica e tensione narrativa. Come osserva la storica Barbara Frale, «la Storia a volte supera il racconto più drammatico», e Simona Teodori riesce a dimostrarlo costruendo una vicenda in cui realtà e finzione si fondono in modo credibile e coinvolgente.

Con questo nuovo lavoro, Simona Teodori conferma la propria posizione nel panorama della narrativa storica italiana contemporanea, offrendo ai lettori un romanzo intenso, oscuro e ricco di sfumature psicologiche.

Un’uscita attesa
La marchesa dei veleni si presenta dunque come una delle uscite più interessanti della primavera editoriale 2026, capace di attirare sia gli appassionati di romanzi storici sia i lettori di thriller e noir.

Un libro che promette di immergere il pubblico in un’epoca lontana, ma sorprendentemente attuale nei suoi conflitti interiori e nelle sue dinamiche di potere, dove il veleno non è solo un’arma, ma anche una metafora delle relazioni umane più oscure. veleni

L’INTERVISTA
Il suo nuovo romanzo, La marchesa dei veleni, ci porta nella Francia del Seicento. Da dove nasce l’idea di raccontare questa storia?
L’idea nasce dalla mia passione per la storia criminale e per le vicende realmente accadute che sembrano superare la fantasia. Il caso della marchesa de Brinvilliers mi ha colpita profondamente: è una storia oscura, piena di contraddizioni e umanità. Ho sentito il bisogno di rileggerla da un punto di vista diverso, più intimo e soprattutto femminile.

La protagonista, Cécile De Lacey, è un personaggio di finzione inserito in un contesto storico reale. Come lo ha costruito?
Cécile è nata come una voce silenziosa che voleva emergere. È una giovane donna cresciuta nell’ombra, educata all’obbedienza, ma destinata a trasformarsi. Attraverso di lei ho potuto esplorare il passaggio dall’innocenza alla consapevolezza, ma anche il conflitto tra morale e sopravvivenza.

Nel romanzo emerge con forza il tema dei veleni, sia in senso letterale che simbolico. Che ruolo hanno nella narrazione?
Il veleno è un elemento centrale, ma non è solo una sostanza: è una metafora. Rappresenta il potere, la vendetta, ma anche le relazioni tossiche e le dinamiche sociali oppressive. Nel Seicento era uno strumento subdolo, spesso legato proprio alle donne, che non avevano altri mezzi per reagire.

La figura di Marie-Madeleine de Brinvilliers è storicamente documentata. Come ha lavorato su questo personaggio?
Ho cercato di restituirne la complessità. Non volevo limitarla al ruolo di “avvelenatrice”, ma raccontare anche la donna, con le sue fragilità, le sue ambizioni e le sue paure. È un personaggio controverso, e proprio per questo estremamente affascinante.

Nei suoi romanzi torna spesso il tema della voce femminile. Quanto è importante per lei?
È fondamentale. La storia è stata raccontata per secoli quasi esclusivamente da una prospettiva maschile. Io cerco di immaginare cosa ci sia stato dietro il silenzio delle donne: le loro emozioni, le loro scelte, anche quelle più estreme. Dare loro voce è, in qualche modo, un atto di giustizia narrativa. veleni

Quanto ha inciso la sua formazione giuridica e storica nella scrittura di questo romanzo?
Moltissimo. Il diritto e la storia mi hanno insegnato il rigore e l’importanza delle fonti. Anche quando scrivo narrativa, cerco sempre di mantenere una base documentata solida. Questo mi permette di muovermi con più libertà nella costruzione della trama, senza tradire il contesto storico.

Cosa spera che i lettori portino con sé dopo aver letto La marchesa dei veleni?
Spero che resti una riflessione. Non solo sulla storia, ma anche sul presente. Le dinamiche di potere, il giudizio sociale, il ruolo delle donne sono temi ancora attuali. Se il romanzo riuscirà a far emergere anche solo una domanda nel lettore, allora avrò raggiunto il mio obiettivo.

***

A chiudere questa conversazione intensa con Simona Teodori resta una certezza: La marchesa dei veleni non è solo un romanzo da leggere, ma un viaggio da vivere, una voce da ascoltare, un’eco che continua a risuonare ben oltre l’ultima pagina.

In un tempo che corre veloce, tra giornate frenetiche e pensieri dispersi, regalarsi – o regalare – una storia come questa significa concedersi una pausa autentica, fatta di emozioni profonde, intrighi e riflessioni. È il tipo di libro che arricchisce una biblioteca personale non solo per la sua eleganza narrativa, ma per la forza delle sue parole e dei suoi silenzi. veleni

Per questo, lasciate spazio tra i vostri scaffali a questo romanzo, pubblicato da Newton Compton Editori: perché ogni libreria racconta chi siamo, ma anche chi desideriamo diventare. E La marchesa dei veleni è una storia che merita di essere condivisa, donata, tramandata.

Un invito, dunque, a scegliere la bellezza della lettura, a sorprendere amici e parenti con un dono che non si consuma, ma si rinnova ogni volta che viene sfogliato. Perché, in fondo, tra le pagine di un buon libro si nasconde sempre un rifugio – e talvolta, anche una piccola rivoluzione.

ILARIA SOLAZZO

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