pace
Ilaria Solazzo

C’è un modo di raccontare le notizie che non si limita a informare, ma accarezza le storie, le illumina, le rende quasi musica. Ed è così che questa storia chiede di essere ascoltata. A Roma, città che ha visto passare imperatori, poeti e sognatori, mercoledì 15 aprile accadrà qualcosa di singolarmente importante.

pace
Il premio

Nelle sale di Palazzo Valentini, tra pietre che custodiscono memoria, andrà in scena la terza edizione del prestigioso Premio “Segni di Pace”. Non una semplice cerimonia, ma una specie di abbraccio collettivo, un incontro tra persone che hanno scelto – ogni giorno – di stare dalla parte dell’umanità.

Perché la pace, qui, non è una parola da pronunciare nei discorsi solenni. È qualcosa che si costruisce piano, come si fa con le cose vere. E allora succede che, accanto a volti noti dello sport, dello spettacolo, delle istituzioni, ci sia anche una storia fatta di parole e di ascolto: quella di Ilaria Solazzo.

Una brava giornalista pugliese (tra l’altro collaboratrice del nostro giornale La Voce del Nisseno) che non si è limitata a raccontare il mondo, ma ha provato – con discrezione – a cucirlo. C’è una frase che la riguarda e che resta sospesa nell’aria, come quelle battute che non hanno bisogno di spiegazioni: “costruire ponti e mai muri”.

È una frase semplice, ma dentro ha tutto. Ha il senso del viaggio, dell’incontro, della fatica e della speranza. A volerla lì, tra i premiati, è stata la siciliana Antonietta Micali. Una donna che crede nei percorsi, nelle radici, nei ritorni. Perché questo premio, in fondo, è proprio questo: qualcosa che torna. Come fanno le cose buone, quando sono autentiche.

E Ilaria Solazzo, questo, lo sa bene. Quando parla, non alza mai la voce. Non serve. Dice che questo riconoscimento non è un traguardo, ma una responsabilità. Che la pace non è un titolo da ricevere, ma un esercizio quotidiano. Una scelta, ogni volta. È forse questo il segreto di questa storia.

Non un nome di una celebrity, non la cornice istituzionale, non nemmeno il premio. Ma quello che resta tra le righe. Un’idea semplice e rivoluzionaria: che la pace non fa rumore. Sta nelle pause, nei gesti minimi, nelle parole scelte con cura. Sta nell’ascolto, quello vero, che non interrompe. Sta in chi tende la mano anche quando nessuno guarda. E allora questo appuntamento romano diventa qualcosa di più. Diventa un invito. Quasi un sussurro. A essere, ciascuno a modo proprio, un segno. Non perfetti, non eroici. Ma presenti.

Perché, alla fine, il premio più grande non è quello che si riceve sotto i riflettori. È quello che si decide di essere, quando le luci si spengono. C’è un momento, prima delle parole, in cui le storie chiedono solo di essere ascoltate. È in questo spazio sospeso che prende forma l’incontro con Ilaria Solazzo, protagonista di un percorso fatto di impegno silenzioso e attenzione verso gli altri.

Per inciso: sarà premiata assieme a nomi famosi. Come ad esempio Giovanni Malagò, Lino Banfi, Luca Berruti, Francesco Totti, Irma Conti.

 In occasione del Premio “Segni di Pace” 2026, abbiamo voluto – brevemente – intervistarla. Per dare “voce” non solo a un riconoscimento, ma a una visione: quella di chi crede che la pace non sia un’idea lontana, bensì una scelta concreta, da vivere ogni giorno.

pace
Linda Lucidi e Ilaria Solazzo

L’INTERVISTA

Cosa significa per te ricevere il Premio “Segni di Pace” 2026?

È un riconoscimento che sento profondamente, ma che non vivo come qualcosa di personale. Lo considero piuttosto il risultato di un percorso fatto di incontri, ascolto e responsabilità. La parola “pace” porta con sé un impegno quotidiano, e questo premio mi ricorda che ogni giorno possiamo scegliere da che parte stare.

Nel tuo quotidiano lavoro giornalistico, cosa vuol dire concretamente “costruire ponti”?

Significa cercare sempre il dialogo, anche quando è difficile. Vuol dire raccontare le storie senza alimentare divisioni, ma provando a generare comprensione. Il giornalismo ha un grande potere: può unire oppure separare. Io ho sempre scelto di usarlo per avvicinare.

La tua candidatura è stata sostenuta con convinzione. Che valore ha per te questo riconoscimento umano?

Ha un valore enorme. Sentirsi riconosciuti non solo per ciò che si fa, ma per come lo si fa, è qualcosa di raro. È una conferma che la direzione intrapresa è quella giusta, e allo stesso tempo è uno stimolo a continuare con ancora più responsabilità.

pace
La locandina

Tu parli spesso di pace come pratica quotidiana. Come si traduce questo nella vita di tutti i giorni?

Nei piccoli gesti. Nella capacità di ascoltare senza giudicare, nel rispetto delle differenze, nella scelta delle parole. La pace non è qualcosa di astratto o lontano: è fatta di comportamenti concreti, ripetuti ogni giorno, anche nelle situazioni più semplici.

Questo prestigioso premio a chi lo vuoi dedicare?

A Giacomo Innocenzi e Luca Cisternino.

Sono due giovani a te molto cari. Ci vuoi raccontare il perché?

Certo. Giacomo e Luca rappresentano per me due esempi autentici di forza e resilienza. Le loro esperienze mi hanno insegnato tanto: mi hanno mostrato che anche nelle difficoltà si può trovare una luce. Dedico a loro questo riconoscimento perché incarnano il senso più vero della speranza.

Che messaggio ti senti di consegnare alle nuove generazioni?

Di non sottovalutare mai il valore delle proprie scelte. Anche un gesto piccolo può fare la differenza. Viviamo in un tempo complesso, ma proprio per questo ognuno di noi può diventare un punto di riferimento positivo. La pace inizia da lì: da ciò che decidiamo di essere ogni giorno. Come amo dire: “Perché, in fondo, la pace non è un traguardo da raggiungere, ma una strada da percorrere ogni giorno, con coraggio, gentilezza e verità”.

MICHELE BRUCCHERI

https://www.cattedradellapace.it/wp-content/uploads/2026/04/ilaria_solazzo.pdf

Ecco la lista dei partecipanti: https://www.cattedradellapace.it/signs-of-peace-2026/

LEGGI ANCHE: ASP DI CALTANISSETTA, NUOVI IMMISSIONI IN RUOLO E INCARICHI PER GARANTIRE I SERVIZI

Hai un blog sulla Sicilia, cronaca, cultura o turismo? Linka questo sito per offrire ai tuoi lettori un giornale unico!

Copia il codice e incollalo nel tuo sito o post.

Grazie per aiutarci a farci conoscere.

Creato da La Voce del Nisseno

Articolo PrecedenteSERRADIFALCO, VENERDÌ LA SETTIMA EDIZIONE DEL PREMIO “SERRA DEL FALCO”
Articolo successivoCALTANISSETTA, IL QUESTORE MARCO GIAMBRA: I DATI DELLA NOSTRA ATTIVITÀ
Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]