C’è un modo particolarmente autentico di custodire la memoria: non limitarla alla celebrazione del passato, ma trasformarla in una domanda rivolta al presente. È in questa prospettiva che Sinagra ha ospitato lo scorso 8 agosto la XV edizione del Premio “Fratelli Sturzo”, un appuntamento che si conferma nel panorama culturale siciliano come spazio privilegiato di riflessione, riconoscimento del merito e valorizzazione di personalità che, attraverso il proprio impegno, hanno contribuito alla crescita della comunità.

Nella suggestiva cornice di Palazzo Salleo, la manifestazione ha riunito istituzioni, esponenti della cultura e della società civile, dando vita a una serata nella quale la memoria di Luigi Sturzo è tornata a farsi pensiero vivo: non semplice testimonianza storica, ma paradigma di una cultura fondata sulla responsabilità, sulla centralità della persona, sulla partecipazione e sul servizio alla comunità.
Il Premio, promosso dalla Casa della Memoria “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”, con il coinvolgimento del Comune e della Pro Loco di Sinagra, ha assunto negli anni una precisa identità culturale: riconoscere quelle esperienze professionali e umane nelle quali il sapere non rimane confinato all’ambito individuale, ma diviene strumento di costruzione del bene comune.
In questo contesto, la partecipazione particolarmente apprezzata della dottoressa Claudia Montana, componente della Commissione e protagonista della serata nella conduzione dell’evento e nella presentazione di due delle personalità premiate, ha contribuito a rafforzare il carattere culturale dell’iniziativa, attraverso un intervento nel quale la dimensione professionale e quella umana del riconoscimento sono state ricondotte al più ampio valore della cultura come strumento di crescita della persona e della società.
A rendere altrettanto intensa la serata è stata inoltre la presenza della Commissione del Premio composta, oltre che da Claudia Montana, da Domenico Interdonato e da Enza Mola e chiamata non soltanto a individuare e valutare le candidature, ma soprattutto a interpretare il significato profondo del riconoscimento.
Un compito che ha conferito alla manifestazione una dimensione di autorevolezza culturale e che sottolinea quanto la selezione dei premiati sia parte integrante di un più ampio progetto di valorizzazione del merito.
Notevolmente significativo, dunque, il riconoscimento attribuito ai protagonisti di questa edizione: Franco D’Urbino, Antonina Foti, Andrea Marcel Pidalà e Franco Tumeo, personalità differenti per formazione e ambito di impegno, ma accomunate dal valore delle loro esperienze e dal contributo offerto alla comunità.
La scelta dei premiati restituisce così al Premio una delle sue caratteristiche più preziose: quella di mettere in dialogo competenze, sensibilità e percorsi differenti, nella convinzione che la cultura non sia un territorio esclusivo, ma un patrimonio collettivo.
Ma il vero protagonista della serata è stato, ancora una volta, il pensiero. Quello di Sturzo, anzitutto: un pensiero che continua a interrogare il presente sulla necessità di una politica intesa come responsabilità, di una società civile capace di partecipazione e di una cultura che sappia coniugare libertà e responsabilità.
Ed è proprio questa capacità di attualizzazione a rendere il Premio “Fratelli Sturzo” qualcosa di più di una cerimonia. È un invito a riconoscere il valore di chi opera, studia, costruisce, educa e si assume responsabilità; è un modo per ricordare che il progresso di una comunità non nasce soltanto dalle grandi istituzioni, ma anche dall’impegno quotidiano di uomini e donne capaci di mettere le proprie competenze al servizio degli altri.
In una Sicilia che ha bisogno di recuperare sempre più consapevolezza del proprio patrimonio culturale e civile, Sinagra si conferma così luogo di memoria, ma anche di elaborazione culturale contemporanea.
E Palazzo Salleo, ancora una volta, diventa lo scenario nel quale passato e presente si incontrano: la memoria di una grande stagione del pensiero politico e sociale italiano incontra le esperienze di uomini e donne del nostro tempo, ricordandoci che la cultura vive davvero soltanto quando riesce a generare responsabilità, dialogo e futuro.

Il senso più autentico del Premio è forse proprio questo: non consegnare soltanto un riconoscimento, ma indicare esempi.
In una stagione nella quale la parola “merito” rischia talvolta di essere svuotata del suo significato, riconoscere pubblicamente il valore delle persone significa restituire dignità all’impegno, alla competenza e alla responsabilità.
È questa la lezione che Sinagra ha affidato alla serata: la memoria non è nostalgia, quando diventa coscienza; la cultura non è ornamento, quando diventa responsabilità; il riconoscimento non è celebrazione, quando diventa testimonianza.
Ed è forse proprio in questa sintesi tra memoria, cultura e impegno civile che continua a vivere, nel tempo presente, l’eredità di Sturzo.
LEGGI ANCHE: CALTANISSETTA, DACIA MARAINI: «LA LETTURA È FORMATIVA E CREA INTELLIGENZA»
Hai un blog sulla Sicilia, cronaca, cultura o turismo? Linka questo sito per offrire ai tuoi lettori un giornale unico!
Copia il codice e incollalo nel tuo sito o post.
Grazie per aiutarci a farci conoscere.
Creato da La Voce del Nisseno















































