Caltanissetta
Castiglione, Costanzo, Janni e Speciale

Si chiude con una vittoria del diritto costituzionale il capitolo giudiziario nato dalle querele per diffamazione aggravata presentate da Alessandra Falci. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Caltanissetta, dottor Santi Bologna, ha disposto l’archiviazione definitiva per Giuseppe Speciale, Marina Castiglione, Diletta Costanzo e Leandro Janni, sancendo che il dissenso espresso dai cittadini non ha mai superato i confini della legalità, ma ha rappresentato un esercizio di democrazia.

L’esito processuale è netto: è stato lo stesso Pubblico Ministero a richiedere l’archiviazione del caso, ravvisando l’assoluta inconsistenza delle accuse. Un esito a cui si è giunti grazie al rigoroso lavoro del collegio difensivo, di cui fa parte l’avvocato Giuseppe Ioppolo, difensore di Diletta Costanzo che, insieme agli altri colleghi avvocato Sergio Iacona, difensore di Marina Castiglione, avvocato Salvatore Patrì, difensore di Leandro Janni e avvocato Fabio Esposto, difensore di Giuseppe Speciale, hanno saputo smontare l’impianto accusatorio dimostrando l’assoluta preminenza del diritto costituzionale alla critica.

Il “Caso Teatro Margherita” era esploso nel gennaio 2025 a seguito dell’inchiesta pubblicata dalla testata nazionale “la Repubblica”, che faceva luce su gravi incongruenze e sollevava sostanziali e ragionevoli dubbi sulle competenze e sul curriculum dichiarato da Alessandra Falci, vincitrice del bando per la direzione artistica del Teatro Margherita, e si era concluso con la revoca della nomina alla Falci con ferma decisione del sindaco del Comune di Caltanissetta, Walter Tesauro.

La vicenda, che in poco tempo aveva assunto carattere nazionale, aveva sollevato il pubblico dissenso dei cittadini.

Tra questi si erano espressi anche gli accusati, professionisti del settore teatrale e membri attivi della società culturale nissena, attraverso commenti, semplici condivisioni dell’articolo o scambi di opinioni sui social.

L’assurdità della vicenda emerge dai dettagli delle accuse, ora dichiarate del tutto infondate, chiarisce la nota stampa.

La Falci ha tentato di perseguire penalmente gesti di ordinaria condivisione informativa: come riportare parti o frasi dell’articolo, condividere sui social inchieste pubblicate da una delle più importanti testate nazionali o utilizzare nelle stories dell’hashtag #ciaatutti.

Caltanissetta
Castiglione, Costanzo, Janni e Speciale

Condotte che il Tribunale ha sancito non essere mai sfociate in denigrazione o offesa personale, ma rimaste rigorosamente nell’alveo della pertinente critica istituzionale. Non “aggressioni gratuite” quindi, ma manifestazioni di un dissenso fondato su dati reali e su una documentata preoccupazione per la gestione del Teatro Margherita, sollevata in primo luogo dagli articoli de “la Repubblica” e, successivamente, confermati dalla revoca della nomina a direttore artistico di Alessandra Falci, da parte del Comune di Caltanissetta.

“Siamo soddisfatti che la Procura prima e il Gip poi abbiano riconosciuto l’assoluta inconsistenza di queste accuse”, dichiarano gli interessati. “Non abbiamo mai offeso la persona di Alessandra Falci, ma abbiamo esercitato il nostro diritto di cittadini a commentare e condividere notizie di rilievo nazionale riguardanti la nostra città. Vedere messaggi WhatsApp e hashtag trattati come reati è stato un paradosso che il Tribunale ha fortunatamente cancellato, tutelando la libertà di pensiero di tutti i nisseni. Questa archiviazione dimostra che la magistratura non può essere usata per silenziare chi solleva dubbi, esprime opinioni o denuncia irregolarità o condotte discutibili”.

Con questa decisione, il Tribunale di Caltanissetta ribadisce un principio fondamentale: che la libertà di pensiero e la vigilanza sulle istituzioni culturali sono pilastri inattaccabili, a difesa del decoro e della trasparenza della nostra Città e che chi ricopre (o aspira a ricoprire) ruoli di vertice nelle istituzioni culturali non può pretendere di sottrarsi al vaglio e alla disapprovazione della comunità.

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]