Nel cuore pulsante dell’eccellenza italiana, tra riflettori, sogni cuciti su misura e passerelle intrise di bellezza, risplende la figura carismatica di Steven G. Torrisi: ex ballerino di fama, fashion designer e direttore artistico di rinomati eventi di Alta Moda. Con oltre trent’anni di carriera nel mondo dello spettacolo e della moda, Steven è oggi una voce autorevole e appassionata, capace di coniugare arte, estetica e solidarietà in ogni suo progetto.
Siciliano d’origine e profondamente legato alla sua terra natia, ha mosso i primi passi nella splendida città di Acireale, in Piazza Duomo, dove ha organizzato il suo primo evento di moda. Da allora, ha portato nel mondo il gusto, il talento e la passione per l’eleganza italiana. Ha calcato le passerelle internazionali, i teatri e gli studi televisivi, ma oggi ha scelto come casa la Campania. Vive stabilmente a Marcianise, salotto bene di Caserta, dove Steven G. Torrisi risiede per creare ancora i suoi eventi in tutta Italia (continua a progettare e dirigere eventi prestigiosi non solo in Italia ma anche in Europa, ndr). 
L’INTERVISTA
In esclusiva si racconta con grazia, visione e autenticità. Benvenuto Maestro Torrisi. Come sta? Com’è iniziato il mese di settembre per lei?
Grazie di cuore per l’invito, inaspettato ma graditissimo. Sto molto bene, anche se estremamente impegnato. Settembre è iniziato in modo travolgente, tra eventi speciali e nuove emozioni. Su tutti, il Festival del Cinema di Venezia e la Milano Fashion Week: due appuntamenti che ogni anno rinnovano la magia dell’arte, della bellezza e della moda. A ottobre seguirò l’organizzazione del matrimonio dello stilista Alviero Martini, e chiuderò l’anno a dicembre con la dodicesima edizione del Premio Europeo ST. Oscar della Moda.
Quando ha scoperto la sua passione per la moda?
Credo sia nata con me, il giorno stesso in cui sono venuto al mondo, nel 1973. La moda è parte integrante della mia esistenza: è memoria, presente e futuro. Ricordo ancora con emozione l’amore che mia madre, MiMi, nutriva per l’haute couture e il Made in Italy, nonostante fosse una professoressa di matematica e fisica. Una delle sue vocazioni era la sartoria. La mia infanzia è stata un intreccio tra libri e stoffe, tra equazioni e rocchetti di filo… e così, passo dopo passo, è nato in me il desiderio di diventare stilista, di scoprire e vivere il mondo delle passerelle e dell’organizzazione degli eventi di moda.
Possiamo dire che ha ereditato questa vocazione proprio da sua madre, MiMi?
Assolutamente sì. Devo tutto a lei: una donna visionaria e tenace. È riuscita a creare cooperative di moda dando lavoro a tante sarte disoccupate. Ha collaborato con maison storiche come Roberta di Camerino e Luisa Spagnoli, portando in alto la manifattura siciliana e il Made in Sicily. Il suo esempio di determinazione, coraggio e umanità ha tracciato il mio cammino. I suoi insegnamenti sono le fondamenta su cui ho costruito il mio rispetto per l’essere umano e la capacità di raggiungere i traguardi ottenuti in questi trent’anni di carriera. 
Quali valori, in particolare, le ha trasmesso?
Mia madre era una donna d’altri tempi, ma con lo sguardo proiettato al futuro. Mi ha insegnato che la vera eleganza non si indossa: si è. Il rispetto per il prossimo, la dignità anche nei momenti difficili, la forza gentile del silenzio quando le parole possono ferire… sono tutti insegnamenti suoi. Ancora oggi, quando devo prendere una decisione importante, mi chiedo: “Lei cosa farebbe al mio posto?”
C’è un valore che considera il pilastro della sua esistenza?
Sì, la lealtà. Mia madre MiMi diceva spesso: “Non tradire mai te stesso per compiacere gli altri. Se lo fai, smetterai di brillare”. È un principio che mi guida da sempre. Sono leale verso i miei sogni, verso le persone che amo e verso chi lavora con me. Preferisco perdere un’occasione piuttosto che perdere la mia integrità.
E nei momenti difficili, quali parole di sua madre le tornano alla mente?
“Cammina a testa alta, anche se il vento ti soffia contro”. Me lo ripeteva da bambino, quando tornavo a casa con le prime delusioni. Quelle parole sono ancora oggi la mia armatura. La vita può cercare di spezzarti, ma se hai radici profonde — e io le ho — non cadi mai davvero.
Ha vissuto anche il mondo dello spettacolo come ballerino e modello. Qual è il ricordo più vivido di quel periodo?
È stato un periodo straordinario. Partecipai al concorso “Il più bello d’Italia” di Claudio Marastoni, raggiungendo la finale nazionale dopo aver vinto le selezioni locali. Poi arrivò Milano, e con essa il sogno che prende forma: fui scelto per una produzione di Raffaella Carrà, dove iniziai a ballare accanto a Sergio Iapino, Magazù e Stefano Forti. In seguito, divenni coreografo per Miss Italia in Sicilia, accompagnando le finaliste fino alla diretta nazionale su Rai 1. Da lì nacque l’urgenza di tornare al mio primo amore: la moda. Così fondai la mia maison “Girarsi Alta Moda”, un omaggio a mia madre, l’unica che ha sempre creduto in me. 
Quanto conta instaurare relazioni autentiche in questo settore?
È tutto. La fiducia è il primo abito che indosso ogni mattina. Con ogni maison e con ogni staff, cerco sempre di costruire un rapporto sincero, fatto di rispetto e ascolto reciproco. Il mio obiettivo è lasciare un segno di eleganza — non solo estetica, ma anche umana.
Quali sono le sfide nell’organizzare eventi che premiano le eccellenze della moda, della bellezza e del giornalismo?
Organizzare eventi di questo livello richiede una combinazione perfetta tra creatività ed esperienza. Le difficoltà emergono quando il team non è allineato, ma con una squadra affiatata tutto diventa possibile. Io scelgo solo il meglio. Questo mi permette di affrontare ogni progetto con serenità, trasformandolo in un’opera d’arte condivisa.
Nel 2002 ha perso sua madre. Le va di parlarne?
Sì. Mia madre MiMi se n’è andata a soli 51 anni. Era tutto per me. Quel vuoto non si è mai colmato, ma ogni cosa che faccio porta il suo nome, la sua forza, il suo sorriso. Lei è — e sarà sempre — la mia stella polare.
Cosa può dirci della scomparsa di Giorgio Armani?
Non ho avuto il privilegio di premiarlo, ma ho sempre ammirato la sua classe senza tempo. È stato un uomo di charme, capace di incarnare l’eleganza in ogni gesto. Il suo stile ha parlato al mondo con un linguaggio universale: sobrio, potente, inconfondibile. 
È vero che il 18 e 19 luglio 2026, a Roma, si terrà la terza edizione del Rome Fashion Show – Haute Couture?
Sì, Ilaria. È un progetto che ho fortemente voluto. Ha l’obiettivo di rilanciare Roma, Caput Mundi, tra cultura, moda e storia, proiettandola sempre più in una dimensione internazionale. Un’occasione per accendere nuovamente i riflettori sull’Alta Moda, sulla sua filiera e su tutto ciò che ha reso grande il Made in Italy nel mondo.
Lei è ideatore e direttore artistico del Premio Europeo “ST. Oscar della Moda”. Ce ne parla?
Siamo giunti alla dodicesima edizione. Un percorso che ha toccato le città più belle d’Italia — da Taormina a Milano, passando per Roma, Napoli e Firenze — e ha visto la partecipazione di grandi nomi come Pippo Baudo, Valeria Marini, Nina Moric, Alessandro Cecchi Paone, Manuela Arcuri… Abbiamo premiato vere eccellenze della moda, e ricordato con amore stilisti come Fausto Sarli, Renato Balestra, Lorenzo Riva, Graziano Amadori, Egon von Fürstenberg e molti altri.
Ha istituito una statuetta speciale in onore di Raffaella Carrà, giusto?
Sì. Era doveroso ricordare una grande donna e una vera artista. Ogni anno riviviamo momenti importanti del suo percorso televisivo, consegnando una statuetta speciale a lei dedicata. In questi quattro anni sono stati premiati Enzo Paolo Turchi, Gabriele Mayer, Fabio Canino e Stefano Forti — persone che sono state vicine a Raffaella.
Un evento che ha anche una forte vocazione solidale, corretto?
Esatto. Fin dalla nascita, il premio ha un’anima rivolta agli altri. Abbiamo devoluto fondi importanti, come i 10.000 euro alla Fondazione Zeffirelli, e assegnato Premi Speciali in Oro a chi si distingue per valori autentici: Barbara D’Urso, per la lotta contro la violenza sulle donne; l’onorevole Cirinnà, per la legge sui diritti civili; Franco Zeffirelli, Fabio Canino, e tanti altri, tra cui Gino Bramieri, Mario Ermito, Nina Moric… Abbiamo premiato stilisti provenienti da Albania, Francia, Germania, Kosovo, Spagna: la moda diventa ponte tra i popoli.
E i suoi prossimi impegni?
Fortunatamente, si moltiplicano. Il successo è un dono che mi viene restituito quotidianamente dal mio pubblico, che ringrazio con il cuore. In cantiere ci sono tante novità, ma posso anticipare che continuerò a lavorare per esaltare il talento e l’eccellenza del Made in Italy e dell’Haute Couture, dentro e fuori i confini. 
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Steven G. Torrisi non è solo un artista: è un tessitore di sogni. I suoi eventi raccontano la storia di ogni maison e dei suoi ambasciatori, creano legami con i nuovi cadetti della moda.
Il suo impegno sociale dimostra che la moda può — e deve — essere anche uno strumento di cambiamento.
Con grazia e fermezza, continua a illuminare le passerelle del mondo, portando con sé il ricordo della sua mamma MiMi, l’amore per la Sicilia e l’eleganza del cuore.
ILARIA SOLAZZO
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