Dario Corradino
Dario Corradino

Ci sono luoghi nei quali il passato non se ne va. Si limita a cambiare nascondiglio. Rimane sotto la pietra, dietro una porta murata, dentro una reliquia che nessuno osa mettere in discussione. E aspetta. Aspetta che qualcuno faccia la domanda sbagliata, oppure quella giusta, che a volte è persino peggio.

Santiago de Compostela è uno di quei luoghi. Una città in cui milioni di passi hanno cercato una risposta, una consolazione, un perdono. Ma che cosa accadrebbe se, dietro una delle storie più potenti della cristianità, si nascondesse un enigma capace di attraversare quasi mille anni? E se ciò che gli uomini hanno imparato a chiamare miracolo fosse anche il risultato di una volontà umana, di un calcolo, di un segreto custodito con ostinazione?

È da queste domande che prende forma ‘Miracoli a comando’. A Santiago de Compostela un mistero lungo mille anni, il romanzo con cui Dario Corradino, giornalista professionista e già caporedattore centrale de La Stampa, entra nel territorio della narrativa. Un esordio che sceglie il thriller storico per esplorare una questione antica quanto l’uomo: il confine, spesso sottile e inquietante, tra ciò in cui crediamo e ciò che qualcuno desidera farci credere.

La storia comincia nel 1144. Santiago è immersa nella sua dimensione medievale, fatta di devozione, gerarchie, poteri e rituali. Una cerimonia segreta, legata alle reliquie di San Giacomo, apre una frattura nella superficie della storia. Da quel momento, il mistero è destinato a sopravvivere ai secoli, protetto dal silenzio e dalla capacità degli uomini di trasformare un segreto in una verità apparentemente intoccabile.

Il tempo passa, le generazioni scompaiono, le città mutano volto. Eppure certe domande restano. Fino a quando, nella Compostela contemporanea, l’enigma torna a reclamare attenzione, coinvolgendo pellegrini, studiosi e investigatori. È qui che il passato smette di essere una materia da archivi e diventa una presenza concreta, capace di condizionare il presente.

Dario Corradino costruisce il proprio racconto intrecciando due epoche lontane, unite da un filo che non si spezza. Da una parte il Medioevo, con le sue cerimonie, le sue paure e le sue strutture di potere; dall’altra il mondo attuale, nel quale la razionalità investigativa è chiamata a misurarsi con testimonianze, tradizioni e verità tramandate nel corso dei secoli. La tensione nasce proprio da questo confronto: ogni risposta sembra avvicinare alla soluzione, ma porta con sé nuove ombre.

Le cripte, gli archivi, le processioni e gli ambienti della cattedrale non sono semplici scenografie. Diventano luoghi simbolici, spazi in cui la memoria si conserva e il silenzio acquista un peso specifico. La ricostruzione storica conferisce consistenza alla vicenda, mentre la dimensione investigativa imprime alla narrazione il movimento necessario per tenere il lettore dentro l’enigma.

Dario Corradino
Il libro

Tra i personaggi della linea contemporanea emergono Beatriz Velasco Brooks e l’ispettore Luis Ferrer, figure attraverso le quali l’indagine assume una dimensione umana. Perché un mistero, per quanto antico, non riguarda soltanto ciò che è accaduto: riguarda soprattutto chi è disposto a cercare la verità e quale prezzo potrebbe essere chiamato a pagare per raggiungerla.

È questo uno degli aspetti più interessanti del romanzo. Il mistero non viene utilizzato soltanto come meccanismo narrativo, ma come strumento per interrogare il rapporto tra fede e manipolazione, tra memoria collettiva e costruzione del consenso. Il titolo, Miracoli a comando, contiene già una provocazione. Evoca la possibilità che il sacro venga piegato a interessi terreni, che la devozione possa diventare una leva e che il potere, quando riesce a controllare il racconto degli eventi, possa influenzare persino il modo in cui una comunità interpreta la propria storia.

La questione, naturalmente, non consiste nel contrapporre in maniera semplicistica fede e ragione. Il punto è un altro: distinguere la libertà di credere dalla pretesa di chi vorrebbe decidere che cosa gli altri debbano credere. Una distinzione decisiva, soprattutto quando la spiritualità incontra le istituzioni, gli interessi politici e il bisogno umano di trovare certezze.

In questa prospettiva, Santiago de Compostela assume un significato che supera la dimensione geografica. È una destinazione spirituale, ma anche un crocevia di culture, racconti e interrogativi. Il pellegrino vi arriva portando con sé una storia personale; il viaggiatore cerca un luogo da conoscere; l’investigatore, invece, cerca ciò che non torna. Eppure tutti, in modi diversi, finiscono per confrontarsi con la medesima necessità: comprendere che cosa si nasconde dietro le apparenze.

La scelta di Dario Corradino acquista ulteriore rilievo alla luce del suo percorso professionale. Nato a Vercelli nel 1955, giornalista professionista, ha lavorato per oltre quarant’anni a ‘La Stampa’, ricoprendo anche il ruolo di caporedattore centrale. È inoltre docente di Etica e Deontologia al Master in Giornalismo dell’Università di Torino. Una formazione che porta con sé il valore della verifica, dell’attenzione alle fonti e della responsabilità con cui si maneggiano le informazioni.

Nel passaggio alla narrativa, queste competenze incontrano un’esperienza personale altrettanto significativa. Dario Corradino ha percorso tutte le vie dirette a Santiago de Compostela, accumulando oltre 2.500 chilometri nella sola Galizia, oltre ad altri itinerari in Irlanda, Giappone, Terra Santa e diverse regioni europee. Non si tratta soltanto di una conoscenza acquisita attraverso lo studio: è una familiarità con i luoghi, con i ritmi del cammino e con quella particolare condizione interiore che accompagna chi procede per giorni verso una meta.

Camminare, in fondo, significa accettare che non tutto possa essere compreso immediatamente. Ogni tappa modifica la prospettiva, ogni incontro aggiunge un dettaglio, ogni deviazione costringe a rivedere la direzione. È una dinamica che appartiene anche al thriller: il lettore avanza, raccoglie indizi, formula ipotesi e scopre che la strada verso la verità raramente coincide con la linea più breve.

La scrittura, sostenuta da una ricostruzione documentaria accurata e da un andamento visivo, accompagna il lettore fra epoche e ambientazioni differenti, alternando l’indagine alla riflessione. Il risultato è una narrazione nella quale la componente storica non soffoca il ritmo e il mistero non cancella la complessità dei temi affrontati.

Pubblicato da Edizioni Jolly Roger, ‘Miracoli a comando’ si rivolge a chi ama i thriller storici, le vicende costruite intorno a enigmi secolari e i racconti in cui la ricerca della verità si intreccia con le contraddizioni della natura umana. Ma il suo interesse non si esaurisce nella soluzione dell’enigma. La storia invita a interrogarsi sui meccanismi attraverso i quali una convinzione si consolida, una tradizione viene tramandata e una versione degli eventi finisce per imporsi sulle altre.

Perché i secoli possono custodire segreti, ma non sono soltanto il tempo a proteggerli. Spesso sono gli uomini, con le loro paure, le loro ambizioni e il desiderio di conservare intatto un ordine, a impedire che certe domande vengano pronunciate ad alta voce.

E quando una domanda rimane senza risposta troppo a lungo, non necessariamente scompare. Può trasformarsi in leggenda, diventare oggetto di venerazione, attraversare le generazioni e attendere qualcuno disposto a rimetterla in discussione.

Dario Corradino
Dario Corradino

A Santiago, tra le pietre che hanno visto passare pellegrini, sovrani e uomini in cerca di redenzione, il passato torna così a misurarsi con il presente. Non per offrire necessariamente una certezza, ma per ricordare quanto possa essere fragile la linea che separa ciò che sappiamo da ciò che ci è stato raccontato.

In fondo, il mistero più difficile da risolvere non è sempre quello nascosto nelle cripte di una cattedrale. È quello che ciascuno custodisce dentro di sé quando deve scegliere se accontentarsi di una verità rassicurante o affrontare il rischio di scoprirne una diversa. Perché il tempo può seppellire un segreto, ma non può garantire che resti sepolto per sempre.

Per chi ama i thriller storici capaci di intrecciare suspense, ricerca documentaria e interrogativi che resistono al tempo, Miracoli a comando. A Santiago de Compostela un mistero lungo mille anni, di Dario Corradino, pubblicato da Edizioni Jolly Roger, è un libro da scoprire pagina dopo pagina.

Lasciatevi guidare tra cripte, reliquie e verità dimenticate, dove ogni indizio può cambiare prospettiva e ogni certezza nascondere una nuova domanda. Acquistate il romanzo e mettetevi sulle tracce di un segreto millenario: perché, a volte, il mistero più grande non è ciò che è accaduto, ma ciò che qualcuno ha voluto farci credere.

ILARIA SOLAZZO

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]