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Anche quest’anno, con Piano City Napoli 2026, “Il piano si fa strada” nella città partenopea.

Giunta alla dodicesima edizione, il festival, organizzato dall’Associazione Napolipiano con la direzione artistica del M° Dario Candela, si è svolto dal 16 al 18 ottobre, con l’inaugurazione il 15 ottobre scorso presso la Sala Chopin del Palazzo Mastelloni Alberto Napolitano Pianoforti con “Spiriocast” di Gina Alice, ascoltato e visto in diretta dalla Steinway di Amburgo grazie al pianoforte Steinway b 211 Spirio/r.

Ancora una volta, il calendario della manifestazione è stato ricco di appuntamenti, portando in città una ventata di melodie. Il pianoforte è stato il protagonista assoluto, declinato in generi diversi: dalla musica classica al jazz, dal pop alla sperimentazione avanguardistica e all’elettronico.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di ben duecento musicisti di ogni età: professionisti, maestri e allievi del Conservatorio e delle scuole musicali, e appassionati. Il programma ha proposto 65 eventi pubblici in 16 location e 27 house concert che rappresentano, questi ultimi, uno degli elementi distintivi del festival e che si lega all’intuizione del suo ideatore, Andreas Kern.

Il pianista tedesco organizzò la prima manifestazione a Berlino, per poi estenderla in altre città tra cui Milano e Napoli. La scelta di quest’ultima è legata non solo alla sua bellezza e al suo patrimonio culturale, ma anche alla sua grande tradizione musicale e poetica.

L’idea è quella di aprire i salotti privati e far rivivere le periodiche, concerti ed eventi che si svolgevano, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, nelle case napoletane in cui la cultura trovava il suo habitat naturale.

Proprio in uno di questi salotti sabato scorso si è svolto un concerto di grande suggestione, con protagonisti due giovani talenti. Si tratta dell’accogliente salotto napoletano Monticelli-Jandoli, che alcuni anni fa ospitò a sorpresa lo stesso Andreas Kern, che apprezzò la squisita ospitalità della casa e il livello elevato dei pianisti.

La professoressa e M° Anna Maria Monticelli, da sempre dedita alla musica e squisita padrona di casa, è una donna di grande sensibilità culturale, animata da passione e spirito di mecenatismo. Per l’undicesimo anno consecutivo ha accolto nel proprio salotto un pubblico numeroso, facendo registrare il tutto esaurito e creando un’atmosfera raffinata, intima e familiare. City

Il concerto, presentato come da tradizione dalla giornalista Daniela Vellani, ha visto esibirsi due giovanissimi pianisti: Luca Tia e Federica Flavia Gioia Vitiello.

Ad aprire la serata è stato Luca Tia, napoletano, classe 2008; a concluderla Federica Flavia Gioia Vitiello, nata a Pompei nel 2004. I due artisti si sono esibiti con trasporto e notevole padronanza tecnica, mettendo in luce spiccate capacità interpretative e instaurando un’intensa sintonia col pubblico, che è stato avvolto dalle loro note.

Si sono alternati in una piacevole staffetta musicale che ha emozionato e coinvolto il pubblico con le loro interpretazioni, diffondendo un autentico senso di eleganza. Giovanissimi, ma già con esperienze significative e curriculum di rilievo, i due musicisti hanno dimostrato una solida preparazione.

Luca Tia inizia a studiare il pianoforte all’età di nove anni con il M° Pasquale Punzo. Nel 2024 si iscrive al Triennio in Pianoforte classico al Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli sotto la guida del M° Orazio Maione, perfezionando periodicamente la sua formazione con docenti di fama internazionale.

Si esibisce come solista e in formazioni da camera nell’ambito di festival e rassegne musicali organizzate dal Conservatorio e da istituzioni culturali partenopee. Collabora, inoltre, con un ensemble orchestrale e corale per concerti e progetti discografici. Ha preso parte, in qualità di pianista, alla messinscena di spettacoli teatrali.

Il programma da lui proposto per la serata è stato il seguente: J.S. Bach – dal libro II del Clavicembalo ben temperato: Preludio e Fuga in la minore; L. V. Beethoven – Sonata op.10 n.2 in fa maggiore; F. Chopin – Polacca op.26 n.1 in do diesis minore; R. Schumann – Novelletta op.21 n.1 in fa maggiore.

Federica Flavia Gioia Vitiello inizia a studiare pianoforte all’età di nove anni. Nel 2021 si iscrive presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” dove prosegue i suoi studi sotto la guida del M° Umberto Zamuner. A diciannove anni consegue a pieni voti la Laurea Triennale in Pianoforte classico e si iscrive al relativo biennio.

Nel corso della sua formazione si esibisce come solista in molteplici eventi promossi dal Conservatorio e dal Comune di Napoli, oltre ad aver partecipato a numerosi concorsi e concerti in tutto il territorio campano.

Per il concerto ha scelto i seguenti brani: Bach-Busoni: Preludi per corali d’organo in Mi Maggiore, in Sol minore, in Fa minore; F. Chopin: Fantasia op. 49 in fa minore, S. Prokofiev: Sonata op.1 n.1. City

I due ragazzi hanno omaggiato il salotto di due graditi bis che hanno immerso i presenti nell’atmosfera della melodia napoletana classica. Hanno infatti interpretato con trasporto Torna a Surriento e ‘O sole mio.

Il salotto Monticelli-Jandoli ha dunque ospitato due giovani interpreti di grande valore, che lasciano intravedere prospettive promettenti. Talenti come Luca e Federica rappresentano un segnale positivo e una speranza per la società: con impegno, studio e passione, hanno scelto la musica come strumento di crescita e di espressione.

Piano City Napoli è una manifestazione importante non solo per la qualità delle esecuzioni, ma anche perché offre un’occasione per riaffermare il valore della musica. L’arte può contrastare ciò che impoverisce il mondo e contribuire a dare una risposta, sul piano umano e culturale, ai tanti problemi della società contemporanea.

I salotti culturali, più di altri luoghi, favoriscono la gentilezza e la vicinanza tra artisti e pubblico e in quello di casa Monticelli-Jandoli ciò si rinnova ogni anno, attraverso l’incontro, l’ascolto e la condivisione della bellezza.

Appuntamento al prossimo anno con Piano City Napoli.

DANIELA VELLANI

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