Pasquale Petix
Michele Bruccheri e Pasquale Petix alla presentazione del poemetto

Pasquale Petix, nelle scorse ore, ha pubblicato un volume intitolato “Pensieri a margine del poemetto Santa Lucia” (In memoria del poeta Angelo Rizzo). Un testo sobrio e snello, ma profondo e acuto, come sempre. Si ricorderà, certamente, che lo scorso 18 gennaio, presso Palazzo Mifusd venne presentato il libro inedito del noto intellettuale serradifalchese, morto venti anni addietro.

Tra i relatori del partecipato ed interessante appuntamento culturale ci fu il professor Pasquale Petix, sociologo, con una lunga e prestigiosa attività di ricerca, insegnante nelle scuole superiori statali e all’Università. In questo testo raccoglie le sue parole donate in quell’occasione presso la sala conferenze di Palazzo Mifsud. Commentò l’opera postuma di Rizzo e oggi, noi, brevemente, riportiamo alcuni passaggi di questo volume.

In apertura evidenzia “l’onore di ricordare il professor Angelo Rizzo”. Sottolinea, inoltre, che era un poeta che sollevava questioni, sollecitava domande, cercava i “perché” della sofferenza umana. “Voleva capire – aggiunge – i motivi, attuali e antichi, delle tante ingiustizie che rendono pesante la vita di tante persone”.

Pasquale Petix spiega che “il componimento è nato come acqua sorgiva nel pensiero creativo di Angelo Rizzo, come atto di ribellione dinanzi allo scempio che si parò davanti agli occhi dei visitatori del campo santo di Serradifalco”. Poi precisa: “Proprio da questo scenario raccapricciante, il poeta prediligendo i versi in dialetto – con rispetto, ma anche con l’ironia tipica dei siciliani – fa risorgere i morti. Li richiama nel mondo dei vivi per fare un cungressu”.

“Ricordo con chiarezza – scrive Pasquale Petix – con quanta passione pedagogica trasmetteva il suo eloquio sommesso, riflessivo e descrittivo”. Di Angelo Rizzo, scrive ancora, “avevo sempre ammirato la sua ricerca poetica, la sua erudizione, l’amore per il dialetto”. Rimarca poi che nel dialetto si trova il genius lòci, lo “spirito del luogo”.

Pasquale Petix
La pubblicazione di Pasquale Petix

Angelo Rizzo, chiosa Petix, “sapeva interpretare sia lo spirito della sua Sicilia, ma anche lo spirito del tempo”. Si chiede cosa avrebbe pensato e detto sulla cronica mancanza d’acqua, sulla sanità siciliana, sulle persone povere… “Cosa avrebbe scritto per mettere dinanzi alla nostra coscienza i morti di Gaza”, chiede quasi retoricamente. Aggiungendo il tema inerente la guerra tra Russia e Ucraina, e “degli altri 56 conflitti armati”.

Pone altri temi. Per capire, per riflettere. “Gli chiederei – ad Angelo Rizzo – della ‘morte dei sentimenti’ nei ragazzi d’oggi”, scrive Pasquale Petix. “Il mondo giovanile – ribadisce – è un mosaico policromo”. Per il sociologo serradifalchese, il tema che concerne l’universo giovanile è basilare: “L’Italia ha bisogno dei giovani, ma anche delle loro speranze e delle loro capacità”.

Conclude: “Angelo Rizzo di sicuro avrebbe alzato la sua voce”. Ci avrebbe donato “la forza di persuasione dei versi”. “Quanti amano la poesia – termina Petix – avranno sempre il privilegio di ritrovare il pensiero di Rizzo nei suoi libri”.

MICHELE BRUCCHERI    

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]