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Parte della frana a Niscemi

“I politici volano verso i luoghi in cui sono appena accaduti disastri o calamità naturali come avvoltoi sulle carogne: questi per strappare alla morte un po’ di carne, quelli un po’ di consenso” (Giovanni Soriano, L’inconveniente umano, 2022).

Inizia così la lunga nota stampa del professor Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia, inviata a La Voce del Nisseno.

“Il ciclone Harry si è abbattuto inesorabilmente sulle coste siciliane, luogo di tutte le ambiguità e contraddizioni delle politiche di gestione del territorio siciliano. Ma esso ha colpito anche l’entroterra siciliano, determinando l’impressionante frana di Niscemi. Dunque, le poderose mareggiate e tempeste dei giorni scorsi, in Sicilia, hanno provocato crolli, allagamenti, dissesti e la distruzione di tratti di litorale già alquanto compromessi. Devastate infrastrutture, abitazioni e attività economiche e produttive. Centinaia di cittadini hanno dovuto abbandonare, stanno abbandonando le loro case”, aggiunge Janni.

E riprende: “Possiamo affermare che si tratta di un disastro prevedibile. Disastro fortemente aggravato dall’alterazione degli ecosistemi e dei paesaggi originari, e dunque dall’occupazione scriteriata di brani di territorio fragili e in cui, nel corso degli anni, sono state realizzate, senza alcun limite, costruzioni, opere di ogni genere”.

Il professor Janni continua: “Quanto sta accadendo a Niscemi non è frutto del caso o soltanto della forza impetuosa della natura. Non dobbiamo dimenticare che il quartiere Sante Croci e il margine ovest di Niscemi hanno già fatto i conti con una frana distruttiva nel 1997: case lesionate, chiesa demolita, urbanistica ridefinita. L’attuale, impressionante attivazione della frana evidenzia, ancora una volta, inequivocabilmente, la necessità di politiche di adattamento eriduzione del rischio: ovvero monitoraggio continuo, soglie di allerta calibrate sul comportamento del versante di frana, gestione delle acque superficiali e sotterranee, stringenti regole d’uso del suolo”.

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Leandro Janni

Il vice presidente di Italia Nostra Sicilia prosegue: “Ma quanto di tutto questo è stato fatto in questi ultimi anni? Poco o nulla. Scrive Adelaide Conti, insegnante di Niscemi: ‘Negli anni Niscemi ha imparato, suo malgrado, a convivere con la perdita. Decenni fa il crollo di un ponte portò alla distruzione della linea ferroviaria e alla chiusura della stazione, isolando il paese e segnando una frattura profonda nello sviluppo del territorio. Nel 1997 una frana devastò parte del centro storico, lasciando ferite mai del tutto rimarginate. Oggi nuovi cedimenti del terreno riaccendono la paura e riportano alla luce una fragilità strutturale mai realmente affrontata seppure puntualmente denunciata. Questi eventi non sono solo emergenze geologiche, ma ferite sociali. La popolazione è stata costretta a vivere per anni nel disagio, tra insicurezza, promesse di interventi e una sensazione costante di abbandono. Niscemi non chiede pietà – e i santi non hanno i mezzi per intervenire – ma serve attenzione, prevenzione e rispetto: perché perdere infrastrutture, case e serenità non può diventare una normalità. Il pensiero, ora, va agli sfollati, alle famiglie che ancora una volta pagano il prezzo più alto’”.

Janni argomenta ancora: “E non dimentichiamo la sconcertante vicenda del Muos: ovvero l’aver consentito, la Regione Siciliana e lo Stato, alle forze armate Usa, di ‘stuprare’ la Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi, a ridosso del centro abitato. Il Muos è un avanzato sistema di comunicazioni satellitari gestito dalla Marina statunitense per forze navali, aeree e terrestri, operativo dal 2019. A nulla sono valse le forti e ripetute proteste di cittadini, comitati civici e ambientalisti”.

“Insomma: la devastazione determinata dal ciclone Harry non può essere considerata un’emergenza inaspettata: essa è indubbiamente il risultato di decenni di mancato rispetto delle leggi, di totale assenza di programmazione e prevenzione in un contesto in cui i cambiamenti climatici in atto amplificano l’energia dei fenomeni meteomarini. In Sicilia condoni e abusivismo hanno prodotto illusioni e danni. La politica, i governi regionali e nazionali hanno responsabilità gravi. E i conti prima o poi si pagano”, tuona il professor Leandro Janni.

E conclude: ”Pertanto, ribadiamo la necessità di programmare e pianificare imprescindibili interventi di tutela e salvaguardia del territorio; dismettere, decostruire tutto ciò che deve essere dismesso, decostruito; bloccare il consumo di suolo e nuove edificazioni a cominciare dalle coste; porre in essere opportune politiche di sanazione, mitigazione e adattamento finalizzate a contrastare gli effetti del cambiamento climatico; programmare e realizzare interventi di rinaturalizzazione e di ripristino degli ecosistemi e dei paesaggi originari. Ripensare con coraggio, forza e immaginazione il modo di abitare nei nostri territori: dalle spiagge e dalle zone costiere fino all’interno dell’Isola, lungo torrenti, colline e montagne. Dobbiamo crederci, dobbiamo farlo”.

MICHELE BRUCCHERI   

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]