Il rientro definitivo del celebre ritratto marmoreo di Augusto a Centuripe rappresenta molto più di un semplice trasferimento museale: è un atto di giustizia culturale, un gesto di riconciliazione tra un territorio e una delle sue testimonianze più preziose. Dopo 87 anni di lontananza, questa scultura straordinaria trova finalmente casa nel Museo Archeologico Regionale del borgo in provincia di Enna, dove la sua storia è nata e dove potrà continuare a parlare alle generazioni future.
Con una lunga nota stampa congiunta, nero su bianco, scrivono la professoressa Nella Tranchina (presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra Sicilia) e la professoressa Liliana Gissara (consigliera nazionale di Italia Nostra e presidente della sezione di Siracusa). “Il rientro del reperto non solo conferma l’altissimo valore che gli studiosi attribuiscono a questo ritratto — considerato uno dei più raffinati dell’imperatore Augusto — ma ricompone un legame profondo tra la comunità e la propria memoria storica”, si legge nella nota.
Centuripe, con il suo importante patrimonio archeologico, custodisce da sempre tracce significative della presenza dei Romani in Sicilia. Questa restituzione, definitiva, riconsegna dunque alla città un tassello fondamentale della sua identità.
In questo contesto, le due firmatarie della nota stampa esprimono vivo apprezzamento per un risultato che premia l’impegno della comunità centuripina e della Regione per la restituzione del bene culturale al territorio di provenienza. Entrambe sottolineano come questo ritorno rappresenti un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale e di sensibilità culturale, capace di rafforzare il legame tra le comunità e il loro patrimonio.
“Va altresì riconosciuto il merito delle Istituzioni che hanno reso possibile questo momento: una cooperazione che dimostra come la tutela dei beni culturali possa essere realmente efficace quando è guidata da visione, responsabilità e impegno condiviso – continua il comunicato –. Non si tratta soltanto di riportare un capolavoro nel suo luogo d’origine, ma di riaffermare il valore di una comunità che nella Storia trova la propria forza e la propria voce”.

“Il ritorno di Augusto è, quindi, un simbolo: simbolo di radici che resistono al trascorrere del tempo, di un patrimonio che continua a vivere, di una Sicilia che sa riconoscere il valore della sua eredità. E soprattutto è un invito a considerare la Cultura non come un bene astratto, ma come parte viva dell’identità collettiva”, si legge.
Oggi Centuripe può affermare con orgoglio che Augusto “non dovrà mai più lasciarla”. Ed è una vittoria non solo per il borgo, ma per l’intera Sicilia, che ritrova e custodisce una parte luminosa della propria Storia.
MICHELE BRUCCHERI
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