Tony Monten
Un momento dello spettacolo

Con “Jazz Story le avventure di Tony Monten” si è conclusa la rassegna “I colori della musica” organizzata dall’Associazione Musicant e curata da Lino Vairetti che si è tenuta presso il teatro Sannazaro di Napoli nel mese di novembre.

Tony Monten
Lino Volpe

Lo spettacolo, che ha ricevuto consensi e grande partecipazione di pubblico, ha visto protagonisti eccellenze del teatro e della musica campana: Lino Volpe, Pietro Condorelli e Gianni D’Argenzio. Il teatro e la musica si sono fusi in un viaggio fantastico nella storia della jazz.

Ideato, scritto e interpretato dal cantattore Lino Volpe, lo spettacolo si è snodato tra il monologo recitato da lui e l’esecuzione di brani musicali.

Lino Volpe, nelle vesti di Tony Monten, un fantomatico impresario musicale nato a New Orleans e di origini siciliane, alle prese con la polizia, con i creditori e con tre mogli, ha così narrato in modo accattivante e ironico aneddoti, vicende e avventure legate alla storia degli Usa con riferimento al jazz e ai suoi protagonisti.

La parte musicale è stata eseguita dal chitarrista Pietro Condorelli e dal sassofonista Gianni D’Argenzio. Il duo ha interpretato in modo suggestivo e raffinato standard del jazz, che sono state pietre miliari di momenti salienti della sua storia come brani di Charlie Parker soprannominato Bird, di Thelonius Monk, di Dizzy Gillespie, di Glen Miller.

I fraseggi del sax di D’Argenzio si sono fusi con la chitarra di Condorelli in un interplay di grande raffinatezza e coinvolgente dando luogo a momenti sinergici di musica di altissima qualità che ha incantato i presenti. A sorpresa ha calcato la scena anche il sassofonista Marco Zurzolo allorché, durante l’esecuzione di due brani, si è unito alla formazione e, duettando con D’Argenzio, ha contribuito a sprigionare belle note, emozioni e momenti divertenti.

Interessanti i riferimenti alle città simbolo del jazz e ai riferimenti alla storia degli Stati Uniti d’America dai primi del ‘900 al dopoguerra collegati alla musica e ai grandi club: New Orleans, il quartiere a luci rosse di Stoyville, New York, la Chicago degli anni ‘20, i gangster, il proibizionismo, Kansas City, il crollo della borsa del 1929, Roosevelt e la New Deal, le guerre mondiali, Al Capone, la storia di Pannonica, il Cotton Club, le grandi orchestre.

Tanti sono stati i jazzisti citati con le loro storie intriganti e spesso sofferte come Nick la Rocca, Louis Armstrong, Coleman Hawkins, Charlie Parker, Glen Miller, John Coltrane, Miles Davis.

Tony Monten
La cover dell’evento

Belle, suggestive e rappresentative i disegni animati e le illustrazioni proiettate sul fondale del palco, realizzate in bianco e nero e curate da Silvana Orsi. 

Lino Volpe nel salutare il pubblico ha ricordato Enzo Lucci, fondatore dell’Otto Jazz Club, più volte menzionato durante lo spettacolo, Antonio Golino ed Elia Pirollo. Lo spettacolo è stato interessante e ha aperto una grande finestra sulla cultura e sull’arte in tutte le sue forme e la soddisfazione è stata palpabile e ha coinvolto pubblico e protagonisti.

DANIELA VELLANI

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