marisa portolano
Marisa Portolano mentre canta

“Il mio prossimo cd è sulla canzone napoletana. In verità e molto orgogliosamente devo dire che solo noi napoletani possiamo appieno interpretare la canzone napoletana. Intanto siamo madrelingua e poi ne conosciamo le sfumature e le intensità interpretative”. Si ferma brevemente e riprende: “Sarà un lavoro molto interessante poiché non avrà un vestito classico, ma sarà un viaggio nella canzone napoletana classica e moderna con arrangiamenti tenui e minimalisti ma di grande atmosfera”. Marisa Portolano, che recita un ruolo da indiscussa protagonista nella scena musicale partenopea, al termine della lunga intervista alla versione online del nostro periodico d’informazione La Voce del Nisseno, annuncia il suo prossimo progetto discografico.

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Marisa Portolano

La poliedrica artista napoletana collabora proficuamente e attivamente con il Maestro Paolo Rescigno che nella vita è il marito. Un pianista, arrangiatore e ingegnere del suono. Ha compiuto i suoi studi presso la Facoltà di Ingegneria di Napoli, ramo elettronico, e successivamente ha seguito i corsi dell’Università del Middlesex (Inghilterra), con Phil Collins e altri artisti di fama mondiale. Da oltre un trentennio, inoltre, è titolare dello Studio 52 che è ubicato nel capoluogo campano. Realizza lavori discografici per numerosi artisti, colonne sonore per teatro e cinema, musiche per TV e spettacoli teatrali. Ha collaborato con artisti del calibro di Bennato, Zurzolo, Luis Bacalov, Riccardo Muti, tra gli altri. Alterna, infine, l’attività di maestro collaboratore con diversi cantanti lirici e artisti come Leopoldo Mastelloni e Mirna Doris, con quella di direttore d’orchestra e pianista in varie compagnie teatrali, tra cui quella di Roberto De Simone.

Di Rescigno asserisce: “E’ la persona che più di chiunque altro ha seguito i miei progressi vocali e le mie metamorfosi. Conosce bene il mio registro vocale sia nell’uso della voce lirica che in quella che uso per la musica leggera. Insieme abbiamo pensato e studiato e poi realizzato tutto ciò che è inerente la nostra collaborazione artistica”. Marisa Portolano, che coltiva la passione per il canto sin da piccola, ha già inciso diversi cd e anche sigle televisive, nonché colonne sonore. Ama smisuratamente la sua Napoli. E aggiunge: “Da napoletana verace posso dire che amo eseguire brani in lingua napoletana, per il resto tutta la musica che tocca la mia sensibilità di artista mi rapisce sotto il piano emozionale”.

“Cantavo brani lirici ma in me c’era da sempre un’innata ammirazione per tutta la musica e i suoi diversi stili”, racconta al cronista. In questa lunga conversazione, la brava e bella artista partenopea – dagli occhi chiari e dai capelli rossi – risponde generosamente a tutte le domande, con dovizia di particolari e con slancio emotivo. Ho avuto modo di sentire un suo cd che mi è stato regalato da una carissima amica in comune (Daniela Vellani, autrice del romanzo “Storie fra tante”, con la quale hanno presentato, insieme, i rispettivi lavori a Napoli). Quando ci sentiamo al telefono, glielo dico chiaramente e fieramente. Lei è contenta e la nostra interazione risulta straordinariamente piacevole, profonda e ricca di empatia.

Quando nasce la tua passione per il canto?

Sono nata con la passione per l’arte e fin da piccola ero incantata da qualsiasi forma artistica che potesse regalarmi emozioni. In età adolescenziale ho sempre ammirato chi potesse creare con il solo utilizzo della voce suoni e melodie che facessero vibrare e sognare. Mi chiudevo nella mia stanza, lontana da occhi indiscreti e imitavo i cantanti famosi del momento, fantasticando ad occhi aperti di poter essere un giorno io stessa come uno di loro.

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Marisa Portolano

Il tuo primo amore è la lirica, vero?

Il mio primo approccio con l’arte del canto è stato con la lirica, è esatto. Volevo fare le cose per bene e intendevo avvicinarmi ad essa in maniera didatticamente giusta, apprendendo le regole fondamentali per una corretta emissione. Dalla respirazione diaframmatica alla giusta postura nell’emissione vocale, ad una corretta conoscenza di tutto ciò che è inerente all’organo vocale che, come si apprende studiando con un buon maestro di canto, non è solo composto dalle corde vocali ma è assai complesso e delicato. Di conseguenza è nata in me la sfida di voler ottenere il massimo risultato dalle mie potenzialità e così mi sono dedicata allo studio del canto lirico, cercando di trovare il repertorio più giusto per il mio colore vocale.

Poi scopri altri generi: me ne parli?

Cantavo brani lirici ma in me c’era da sempre un’innata ammirazione per tutta la musica e i suoi diversi stili. Studiavo Puccini, Verdi, Haendel, Mozart, ma ascoltavo anche e con grande interesse molti brani di musica leggera e in particolar modo il Musical e tutto quello che era la grande produzione musicale del ‘900. Dal cabaret di Kurt Weill al musical di Gershwin e Porter al Tango di Gardel ai nostri grandi compositori come Rota e Morricone, ho sempre avuto grande passione per l’estrema diversità stilistica che ha caratterizzato il secolo scorso. Inoltre ammiravo voci del calibro di Ella Fitzgerald, Billie Holiday, che con il loro colore scuro e dalla personalità inimitabile erano diventate icone del Jazz.

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Copertina del cd di Marisa Portolano

Quali sono i brani che ti danno maggiori soddisfazioni o ti provocano intense emozioni?

Può sembrare scontato dire che se al temine di un concerto lirico ti chiedono il bis e intoni da napoletana doc ‘O sole mio’, ‘Torna a Surriento’, ‘O paese do sole’, ti emozioni enormemente perché la Canzone Napoletana è famosa ovunque ed è come se tu parlassi cantando in una lingua comprensibile a tutti. Da napoletana verace posso dire che amo eseguire brani in lingua napoletana, per il resto tutta la musica che tocca la mia sensibilità di artista mi rapisce sotto il piano emozionale.

So che hai anche inciso diverse sigle televisive e colonne sonore. Di cosa si tratta, Marisa?

Per puro caso mi sono ritrovata a incidere una sigla per una trasmissione televisiva, composta da Patrizio Marrone, che si occupava della programmazione teatrale napoletana. In seguito ho collaborato come voce lirica per uno dei personaggi nell’Amleto di Tato Russo presso il Teatro Bellini di Napoli.

Il tuo lavoro in sala d’incisione nasce da una collaborazione con il M° Paolo Rescigno e lo Studio 52, ce ne parli?

E’ una collaborazione che parte da lontano e si è sviluppata e perfezionata in questi ultimi dieci anni, da quando è nato il primo cd MOSAICO (un interessante contenitore di brani fra loro molto eterogenei dalla lirica alla canzone), seguito da NAPOLI-BUENOS AIRES (connubio intrigante fra canzone napoletana e tango nuevo). In seguito ci sono state altre produzioni che ci hanno visto insieme come THE SUN, e l’attualissimo NON SOLO JAZZ. Tutte produzioni indipendenti che si sono materializzate presso lo Studio 52 di Napoli, in cui il M° Paolo Rescigno ricopre anche il ruolo di Ingegnere del suono.

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Il Maestro Paolo Rescigno

Ci illustri brevemente i tuoi percorsi professionali e le tue collaborazioni?

Ho iniziato alcuni anni fa a collaborare in un coro lirico, nella rappresentazione di opere come Carmen, Boheme, Cavalleria Rusticana, Turandot ed altre… Posso solo dire che il Teatro è pura Magia, da vivere. Poi ho avuto varie collaborazioni con parecchie associazioni musicali. In tal modo ho potuto allargare il mio repertorio, dai Madrigali all’Opera, all’Operetta alla canzone Napoletana, ho cantato varie cose cambiando anche tessitura e cantando da Soprano e da Mezzosoprano. Come Madrigalista ho cantato nella formazione di Marco Zurzolo e in tessitura da soprano anche con Lara Sansone per il teatro Sannazzaro di Napoli, con Festa di Montevergine. Inoltre ho fatto parte del coro professionale del M° Mormile presso il Conservatorio San Pietro a Majella.

Nel  2006 hai realizzato il cd “Mosaico”. Come è strutturato il progetto?

MOSAICO, si chiama così proprio perché come in un mosaico ogni pezzo è unico e differente dagli altri, ma in una visione d’insieme assume una sua valenza particolare che dà risalto al progetto in sé stesso. In questo cd ci sono brani d’opera e brani di musical, pezzi di musica leggera e musiche da tango… E’ un progetto che nasce da una specifica volontà di disuguaglianza stilistica, che già a suo tempo caratterizzava la mia finalità di riuscire ad essere diversa da tutti gli altri cantanti…

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Marisa Portolano

E poi?

Inoltre con Mosaico non c’era solo l’intenzione di affrontare espressioni musicali eterogenee ma anche e soprattutto, l’intento di riuscire a utilizzare la voce in vari modi. Cantare con voce impostata un brano lirico o comunque classico e poi con gli stessi mezzi vocali, ma con uno stile del tutto diverso, cercare la giusta interpretazione per un brano di musica leggera, questo è stato lo spirito con cui spero di aver identificato MOSAICO.

Il 2008 è un anno importante, per te. Incontri il tango. Apri il tuo cuore ai nostri lettori digitali?!

Il Tango è talmente bello ed interessante che se ne potrebbe stare a parlare per ore. Un famoso poeta disse che il Tango è un pensiero triste che si balla, ma io non sono molto d’accordo. Il tango esprime, a mio modesto parere, una sorta di grande coinvolgimento mentale, una comunicazione dove due ballerini che danzano attraverso il ritmo del tango diventano una cosa sola. In questo non ci vedo tristezza ma bellezza. Mi attraeva cantarlo ma per comprenderne al meglio la sua filosofia ho preso lezioni di ballo per due anni per cercare di capirne meglio la sua espressività, il suo senso artistico. Questo è stato lo spirito del cd Napoli-Buenos Aires, un connubio intenso fra canzone napoletana e tango dove la passionalità regna sovrana.

Quattro anni fa, hai partecipato come voce solista allo spettacolo “Festa di Montevergine”. E’ così?

Vero, una bella esperienza essere in cartellone al Teatro Sannazzaro di Napoli con una delle opere di Raffaele Viviani. Festa di Montevergine fa parte della grande tradizione della commedia napoletana, di quella teatralità viscerale e spontanea che trovava in Raffaele Viviani il traduttore più calzante dei modi, usi, costumi, ambienti, arte di arrangiarsi, e personaggi della Napoli degli inizi del 900. Il mio intervento nel momento della processione richiedeva la presenza di una vocalità impostata e ringrazio ancora Lara Sansone, regista ed interprete della commedia, per avermi voluto.

Mi parli del cd “The Sun”?

E’ un cd di musica leggera e nasce dalla collaborazione con un’artista siciliano conosciuto su Facebook dal nome ELLEB. E’ stato da subito un ammiratore dei miei precedenti lavori e della mia voce e approfondendo la nostra conoscenza musicale, mi ha proposto di interpretare una serie di brani di sua composizione dalla scrittura molto moderna e interessante. Non mi sono dunque lasciata scappare l’occasione di interpretare pezzi nuovi e soprattutto moderni. E’ un lavoro molto interessante che varrebbe la pena di ascoltare, anche perché credo che radiofonicamente parlando possa avere quelle caratteristiche musicali che rendono godibile e accattivante una produzione, perché molto orecchiabile. Ringrazio per questo sia il cantautore ELLEB che la ELEPRODUZIONI INTERNAZIONAL per la produzione e distribuzione e la realizzazione a cura di G. N. Pisano e G. Lavorè.       

Paolo Rescigno è dunque un tuo punto di riferimento importante per i tuoi progetti musicali?

Decisamente sì, è la persona che più di chiunque altro ha seguito i miei progressi vocali e le mie metamorfosi. Conosce bene il mio registro vocale sia nell’uso della voce lirica che in quella che uso per la musica leggera. Insieme abbiamo pensato e studiato e poi realizzato tutto ciò che è inerente la nostra collaborazione artistica. Sia a livello concertistico che per ciò che riguarda i nostri progetti discografici.

Nelle scorse settimane, assieme alla scrittrice Daniela Vellani, avete presentato il suo romanzo “Storie fra tante” e il cd “Non solo jazz”. Come è andata?

Siamo soddisfatti dell’esito della presentazione. E’ stato accolto con ottime recensioni e plauso del pubblico presente. Il punto di unione delle due opere era la canzone “Una telefonata mai fatta” di cui Daniela Vellani è autrice del testo e che è inserita nel cd da me interpretato appunto “Non solo jazz”.

Continua.

Il disco è una produzione molto accattivante anche qui c’è una diversità ed eterogeneità stilistica notevole. Basti pensare al brano che apre il cd, l’Habanera della Carmen di Bizet che inizia nel modo classico e con un’interpretazione operistica così come è stato scritto, ma poi dopo si trasforma e con un particolarissimo arrangiamento, opera del M° Rescigno, diventa un brano Jazz e termina con un virtuosismo che ricorda lo scat. E’ da ascoltare… 

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicale e canoro?

Posso solo dire che inizialmente, alcuni anni fa, i miei riferimenti erano brani classici, i brani d’opera, ma poi col passare del tempo e con queste contaminazioni vocali e di stile che in verità sono felice di aver ricercato, i miei punti di riferimento sono molto più ampi. Ascolto la musica a 360°, anche le produzioni giovanili come le star lanciate da Disney Channel e simili. Ritengo che per essere aggiornati e stimolati musicalmente non bisogna mai disdegnare nulla, ma ascoltare e immagazzinare… e poi rielaborare.

Qual è il tuo miglior pregio?

Bella domanda ma forse la si dovrebbe chiedere non a me ma a chi mi conosce. Mi riconosco una dote sicuramente, sono un’artista che conserva ben saldi i piedi per terra, sono pragmatica ma allo stesso tempo sognatrice all’estremo, per emozionare me e gli altri.

Qual è l’ultimo libro che hai letto?

Uno degli ultimi è quello di Daniela Vellani “Storie fra tante”, e poi mi piace il filone fantastico come la saga di Herry Potter, ma anche Clive Cussler non mi dispiace.

Cosa ti commuove di più?

Una musica che ti riporta alla memoria suoni familiari, un’immagine che ti intenerisce per il suo messaggio intrinseco, un profumo che ti ricorda belle sensazioni… L’Emozione, in quanto stato d’animo, mi fa commuovere. Quel particolare stato d’animo che ci rende assai vulnerabili, indifesi come bambini.

Quali sono i tuoi valori?

L’onestà di essere sempre me stessa e di dire in faccia la mia opinione, purtroppo con il rischio molto spesso di essere isolati… ma credo ne valga la pena.

So che stai lavorando al nuovo disco. Puoi anticipare qualcosa? 

NAPOLI, la mia lingua, la mia terra, la mia tradizione. Il mio prossimo cd è sulla canzone napoletana. In verità e molto orgogliosamente devo dire che solo noi napoletani possiamo appieno interpretare la canzone napoletana. Intanto siamo madrelingua e poi ne conosciamo le sfumature e le intensità interpretative. Sarà un lavoro molto interessante poiché non avrà un vestito classico, ma sarà un viaggio nella canzone napoletana classica e moderna con arrangiamenti tenui e minimalisti ma di grande atmosfera. Per l’occasione vi inviterò all’ascolto, sperando di toccare le corde dell’anima profondamente.

MICHELE BRUCCHERI    

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