parola

La parola è lo strumento più potente che l’uomo abbia e con la quale comunica, manifesta un  pensiero, un’opinione, un giudizio, esprime emozioni e sentimenti. Sin dai primi mesi della nostra esistenza, la parola ci è stata amorevolmente sollecitata dai nostri genitori che, impazienti, avrebbero voluto sentirsi chiamare con i dolci appellativi: “mamma” e “papà”.

Finalmente quel giorno arrivava e per noi iniziava un processo di comunicazione che, con gli anni,   diventava sempre più articolato e circostanziato. Oggi viviamo nell’era dei social media:  Instagram, X (ex Twitter), Tic Toc e la comunicazione è divenuta, rispetto al passato, più immediata. Le parole non sono sparite, ma si sono trasformate in immagini e tag che insieme alle parole ci connettono con il mondo e possono influenzare, sia positivamente che negativamente, pensieri, azioni, emozioni.

Purtroppo i social, per l’ampio potere di risonanza che hanno, se usati per offendere, ingannare,  manipolare gli utenti e alterare la realtà, possono creare dei danni molto gravi. È vero che viviamo  in una  società democratica il cui pilastro è la libertà di parola, diritto riconosciuto dalla nostra  Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, però la libertà di parola non può e non deve ledere né la dignità nè la sicurezza altrui.

Nel “De Oratore”, Cicerone, scrittore e oratore latino, considerava la parola uno strumento potente, capace di persuadere, di difendere i deboli, di dominare gli animi, di guidare popoli e,  addirittura, costruire Stati.

Egli asseriva che attraverso la parola sapiente, l’oratore può diventare artefice della società, costruttore di pace e giustizia. I nostri uomini politici conoscono molto bene l’arte oratoria e, con molto garbo (a volte con rozzezza), ci convincono che vada tutto bene, che tutto si risolverà, che tutto cambierà in meglio. parola

In questi ultimi anni milioni di parole sono state spese per la causa palestinese, per la guerra, per Gaza, per la fame nel mondo, per l’inquinamento, ma le parole sono rimaste sterili, non hanno  risolto i problemi, sono cadute nel vuoto di un’eloquenza fine a sé  stessa.

Si avvicina Natale, ci scambieremo gli auguri e tramite le parole comunicheremo affetto, vicinanza, empatia; esse scalderanno il cuore, commuoveranno, uniranno le persone alle quali le rivolgeremo.

Magia delle parole! Magia del Natale!

Graziella Morreale

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