Tina
Il presidente Pippo Pastorello

Gentile Redazione de “La Voce del Nisseno”,

cosa si prospetta con la nuova Rete Ospedaliera? In questi ultimi giorni sulla stampa e sui giornali online sono apparsi diversi articoli sulla presentazione della bozza per la Nuova Rete Ospedaliera della Regione Sicilia.

L’A.P.S. “Noi per la salute” Tina Anselmi non può esimersi dall’intervenire nel dibattito che si è attivato nel l’ambito della nostra comunità. Riteniamo importante far presente che le riflessioni che sottoporremo all’attenzione di chi leggerà questo documento sono frutto delle analisi tratte da importanti fonti ufficiali quali l’Agenas, Il Ministero della Salute, l’Istat, la fondazione Gimbe, l’ASP N°2, l’ANAAO Assomed.

È bene comunque iniziare con una analisi generale della situazione in cui si trova la nostra regione per poi concludere con la evidenziazione della realtà della nostra provincia. Dalle notizie riportate ci sembra di capire che l’attenzione è stata soprattutto rivolta alla problematica della riduzione dei posti letto dei vari ospedali senza probabilmente approfondire le tematiche legate alla medicina territoriale di prossimità.

Come è ben noto la nostra popolazione invecchia e soprattutto registriamo una forte emigrazione giovanile causa la carenza di opportunità di lavoro, i territori soprattutto interni e periferici registrano da tempo il fenomeno dell’impoverimento dei servizi essenziale compresi quelli sanitari. La domanda che ci poniamo: è legittimo correlare l’indicatore demografico con i posti letto da destinare?

O piuttosto sarebbe più proficuo partire dall’analisi dei bisogni dei territori per decidere la destinazione dei servizi da garantire. In intere zone interne e periferiche l’incidenza di pazienti con oltre 65 anni è sempre più rilevante e questo comporta l’incidenza di patologie croniche (diabete, malattie cardiovascolari, malattie neurologiche e malattie respiratorie) sempre in continua crescita (…).

Nel 2024 (Fonte Documento ANAAO) la Regione Siciliana ha destinato 515 milioni di euro per potenziare le strutture sanitarie private accreditate, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e migliorare l’accesso alle cure. La domanda che ci poniamo è la seguente: questo finanziamento sarebbe stato più utile destinarlo alle strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale per elevare il livello di competitività degli ospedali e ampliare anche i servizi assistenziali territoriali?

Tina
Il presidente Pippo Pastorello

(…). Ma la cosa ancora più paradossale è che queste diseguaglianze si verificano anche all’interno della nostra regione tra le aree metropolitane e quelle interne e periferiche. In questo contesto si inserisce il dibattito sull’adeguamento dell’Ospedale Sant’Elia agli standard di un DEA di II° Livello con l’attivazione dei reparti specialistici mancanti e con le prestazioni previste, che allo stato attuale i cittadini sono costretti ad effettuare fuori provincia.

In questo contesto si inserisce anche il potenziamento dell’Ospedale Vittorio Emanuele di Gela che ricordiamo è allocato in una comunità di oltre 70.000 abitanti e che spesso deve offrire le sue prestazioni ai pazienti di Niscemi, Mazzarino, Butera e Licata.

(…). Pertanto, piuttosto che ridurre i posti letto negli ospedali proponiamo: – partendo dalla reale analisi dei bisogni sanitari dei territori, attivare procedure di implementazione dei servizi sanitari; – di vedere la salute non come un costo ma come un investimento. Dove il Servizio Sanitario è efficiente ed efficace il Pil aumenta; – adeguare le piante organiche in coerenza con quanto previsto dalle normative vigenti in considerazione della classificazione degli ospedali; – attuare concorsi regionali centralizzati per l’assunzione dei dirigenti medici; – potenziare la medicina territoriale di prossimità.

L’impegno della nostra Associazione è finalizzato alla valorizzazione del Servizio Sanitario Nazionale Pubblico e per una sanità equa, inclusiva, che garantisca tutti i pazienti anche quelli che si trovano nelle aree più disagiate.

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