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Pisside policroma - Centuripe

La pisside policroma centuripina, uno dei capolavori assoluti della ceramica ellenistica risalente al III secolo a.C., è finalmente rientrata in Italia e sarà esposta stabilmente presso il Museo Archeologico Regionale di Centuripe. Il definitivo ritorno a casa del reperto, un vaso in terracotta con coperchio decorato con scene nuziali, acquistato nel 1997 dal Museo Allard Pierson di Amsterdam, rappresenta una storica vittoria per la diplomazia culturale e, soprattutto, per la tutela del patrimonio archeologico siciliano.

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La professoressa Simona Modeo e il nostro direttore Michele Bruccheri

Se oggi si festeggia questo eccezionale risultato, formalizzato con la donazione spontanea da parte dell’Università di Amsterdam e del museo olandese, il merito va certamente ascritto alla straordinaria mobilitazione e alla tenacia dell’Associazione SiciliAntica. Una battaglia di legalità e identità territoriale iniziata esattamente dieci anni fa, nel 2016.

L’iter che ha portato alla luce l’illecita provenienza del vaso ha preso il via grazie all’intuizione e alle meticolose ricerche condotte sul campo dai soci e dai vertici dell’associazione: Giuseppe Biondi e Giuseppe Russo furono i primi nel 2016 a raccogliere tutti gli indizi relativi alla sua provenienza da scavi clandestini nel territorio centuripino.

In particolare fu decisiva l’acquisizione dell’archivio di un fotografo locale scomparso, in cui si trovava un rullino che conteneva sia gli scatti della pisside sia le immagini di un matrimonio celebrato a Centuripe nel 1976.

Simona Modeo, allora presidente regionale di SiciliAntica, ha coordinato l’intera operazione di denuncia e sensibilizzazione istituzionale. Grazie alla sua guida, l’Associazione ha formalizzato i dossier scientifici e le istanze inviate alle autorità competenti nel 2017, sollecitando l’intervento degli organi investigativi e ministeriali.

La sinergia innescata da SiciliAntica ha trovato la fondamentale sponda istituzionale e operativa nel Nucleo Carabinieri TPC di Palermo, nella Procura della Repubblica di Enna e nell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

“Il ritorno della pisside a Centuripe non è solo un atto di giustizia storica, ma la dimostrazione del valore inestimabile del volontariato culturale e della cittadinanza attiva”, dichiarano i rappresentanti di SiciliAntica a La Voce del Nisseno. “Dal 2016 abbiamo creduto fermamente che questo capolavoro dovesse tornare nella sua terra d’origine. Il lavoro sinergico svolto da Giuseppe Biondi, Giuseppe Russo e dalla presidenza ha consentito agli investigatori di avviare i canali formali di restituzione”.

La pisside policroma sarà presto fruibile al pubblico, arricchendo permanentemente le collezioni del Museo di Centuripe e offrendo una nuova opportunità di rilancio culturale e turistico per l’intera area ennese.

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