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Attilio L. Vinci

“Sigel – una grande storia di famiglia” è la nuova creatura letteraria dello scrittore e giornalista siciliano Attilio L. Vinci. Quasi duecento pagine ricche e intense di storia e creatività, lungimiranza e imprenditorialità d’eccellenza. Con una prestigiosa prefazione e numerose testimonianze. Un volume che raccoglie una doviziosa galleria fotografica, per raccontare meglio ed efficacemente un’idea che diventa realtà.

Un sogno nato mezzo secolo addietro. E l’autore, in questa lunga intervista a La Voce del Nisseno (versione online), ci fa conoscere i protagonisti di questo ambizioso progetto. “Dei miei diciotto libri è quello col quale racconto, in modo originale, una storia davvero coinvolgente. Nel sottotitolo l’utilizzo dell’aggettivo grande mi è venuto dalla raccolta di testimonianze…”, chiarisce in apertura della nostra chiacchierata.

Infine, Attilio L. Vinci ci anticipa, sebbene vagamente, una notizia: sono in cammino tre progetti a sua firma e due dovrebbero essere nuove pubblicazioni, entro l’anno, o al massimo entro l’inizio del 2024.

Nelle scorse settimane hai pubblicato un nuovo libro. S’intitola “Sigel – una grande storia di famiglia”. Ce ne parli?

Con piacere! Dei miei diciotto libri è quello col quale racconto, in modo originale, una storia davvero coinvolgente. Nel sottotitolo l’utilizzo dell’aggettivo grande mi è venuto dalla raccolta di testimonianze… alcune che sanno davvero dell’incredibile (ma che sono provate dai fatti), altre riferite ad un particolare periodo: drammatiche! La maggioranza delle dichiarazioni raccolte fanno emergere la “grandezza” della volontà a non arrendersi mai, della capacità imprenditoriale intessuta da tanto spirito di sacrificio, da intuito, impegno, professionalità, efficacia nel progettare strategie di mercato vincenti. Valori. Alcuni aneddoti raccolti sono anche divertenti.

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Un momento della presentazione

È dedicato a Nello D’Amico, classe 1936, “ideatore e realizzatore del sogno Sigel, e a chi ne continua la storia”. Ce lo dipingi brevemente, dal punto di vista umano?

Nello è stato, e resta nei ricordi indelebili di chi l’ha conosciuto, una gran bella persona. Amante di pregiate fragranze, lasciava profumo. Ho avuto raccontato che alcuni suoi collaboratori entrando in un ambiente della ditta intuivano se c’era stato Nello. Perché dove passava lasciava la scia profumata. A parte l’aneddoto, l’ideatore e realizzatore del sogno Sigel era un gran lavoratore, un ottimo marito, un padre affettuoso e molto attento, un capo azienda preparato e molto disponibile verso chi lo collaborava. Trattava i suoi fornitori, i rappresentanti e i clienti come membri della famiglia Sigel. Quando andava a trovarlo ad ora tarda (rispetto all’orario di pranzo o di cena) uno di questi era solito invitarlo a pranzo o a cena, con la sua straordinaria sensibilità umana gli evitava di andarsi a trovare un ristorante, o magari, per la tanta che doveva ancora fare, di non poter mangiare.

Il tuo ultimo volume, ancora una volta, ha una prefazione prestigiosa: Italo Farnetani. Scrive che il gelato è anche “fornitore di momenti di felicità e di intimità”. È così?

Il professore Farnetani, il più famoso pediatra italiano, nonché uno dei personaggi contemporanei più autorevoli al mondo, mi ha dato, per la seconda volta, l’onore di farmi la prefazione. E ha scritto, tra l’altro, la grande verità: “il gelato offre anche momenti di felicità e di intimità!”. I piccoli lo adorano, e piace anche ai grandi! Sì! Il gelato è anche molto adatto e preferito in momenti di intimità e di festa, non nasce a caso la torta-gelato”.

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Vinci dona un quadro al direttore Michele Bruccheri

I tuoi libri hanno, sovente, un ricco patrimonio fotografico che illumina meglio i personaggi da te trattati. La ricerca comporta tanto lavoro e pazienza. Come è avvenuta la raccolta iconografica?

Ottima osservazione direttore Michele! Credo fortemente che le foto, soprattutto quelle che immortalano cose, ambienti, persone che non esistono più, accostate al testo, sanno raccontare e tramandare con maggiore efficacia eventi, storia, curiosità, aneddoti. La ricerca e la scelta delle foto è tutt’altro che semplice. Intanto una foto si sceglie perché rappresenta qualcosa di molto importante, e che in quanto tale va recuperata e tramandata; e poi per la “qualità” dell’immagine. Perché come sai la ristampa sui giornali e sui libri fa sempre perdere un po’ di qualità”. La scelta è rigorosamente collegata con l’argomento del testo e di quel capitolo o paragrafo di riferimento.

Nel libro vi sono numerose testimonianze. Chi sono i protagonisti?

I protagonisti sono i membri della famiglia D’Amico-Castiglione (Sigel), alcuni dipendenti, dei clienti, i maggiori fornitori, e amanti del gelato. Persone che, ognuna per le sue, ha saputo offrire un pezzo del mosaico della “grande” storia della pregiata gelateria artigianale siciliana.

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Flavio Insinna interviene alla presentazione

La storia del gelato è siciliana e tu dai dei ragguagli in merito a “Sua Eccellenza il Gelato”. Qualche cenno lo forniamo anche ai nostri lettori digitali?

Il gelato è il dolce più conosciuto e preferito al mondo! Ha radici produttivo-culturali in Sicilia, dove il “nonno”, il sorbetto, trova origine nell’utilizzo della neve (soprattutto dell’Etna) ai tempi delle cene o pranzi luculliani dell’aristocrazia. Neve che era servita con l’aggiunta di succo di limone o di arancia tra i piatti di carne e quelli di pesce e sovente tra i piatti con caratteristiche organolettiche diverse, proprio per pulire il palato e far gustare ed apprezzare meglio i diversi sapori. Poi viene generata la granita e in seguito il gelato che, in terra di mamma Sicilia, ha il più ricco e pregiato assortimento di sapori. Non sono pochi quelli che scelgono di assaggiare più d’un gusto.

La Sigel ha, da sempre, una peculiare attenzione per lo sport. È vero?

Proprio così! E’ stata sponsor del Marsala Calcio nel campionato 1995–1996, quando ha contribuito alla promozione in C2. Da vent’anni è sponsor della squadra femminile di volley che, dalle origini amatoriali, ha raggiunto la serie A.

Nella parte finale, c’è una dedica speciale. Perché?

La dedica è a Cocò D’Amico, fratello di Nello. Grande collaboratore della Sigel. È stata da me scritta e impaginata per rendergli merito. Cocò è stato disponibilissimo, seppur già gravemente malato, a fornire alla stesura e alla raccolta iconografica una grande e preziosa collaborazione.

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Vinci e Caterina Cappello (in mano il libro)

Molto bella la tua intervista a Massimo D’Amico. Ce lo tratteggi, rapidamente?

Massimo è il faro, la luce, il capo azienda, l’esempio: arriva in sede il primo e se ne va l’ultimo. È sempre disponibile e comprensivo con chi dimostra impegno serio e meticoloso. È uno stratega dell’attività imprenditoriale che esercita con tanto senso di responsabilità. Si affida alla locuzione, acquisita da autodidatta, sulla sua pelle: “per gestire bene una realtà imprenditoriale non bisogna solo saper vendere ma anche saper ben acquistare: prodotti di alta qualità a prezzi giusti.

Quali sono i valori che il libro intende trasmettere?

Quelli, in perfetta sintonia con il titolare della Sigel: della sicilianità d’eccellenza, produttiva, responsabile, capace, pur nella periferia geografica dell’Italia, di essere in seria competizione con quella nazionale. E di promuovere i prodotti di alta qualità che il territorio siciliano con la bravura di chi sa fare impresa, offre.

Questi primi cinquant’anni, cosa rappresentano per questa grande azienda?

Un primo, importante traguardo: importante perché nonostante la grave tragedia della prematura scomparsa del “creatore” la famiglia ha sputo affrontare e superare il dramma, e ne continua il sogno con evidenti segni di evoluzione imprenditoriale.

So che nei giorni scorsi vi è stata una bella presentazione: me ne parli?

Sì! Nella splendida cornice dell’ameno Teatro Sollima di Marsala (realizzato nel 1817) pieno in ogni ordine di posto, alla presenza di autorità, rappresentanti della Sigel e lettori, con il messaggio augurale del presentatore – attore Fabio Insinna, è stata fatta una presentazione con la partecipazione sul palco di alcuni personaggi del libro. È stato bello e in alcuni momenti, soprattutto quelli che hanno ricordato Nello D’Amico, molto toccanti.

So anche che un famoso giornalista, di Rai Due, ha mostrato attenzione per il tuo volume. Di chi si tratta?

Bruno Gambacorta, direttore della seguitissima rubrica TG2 eat parade, nonché vincitore del Premio Miglior Giornalista di enogastronomia d’Italia, lo ha apprezzato e lo ha presentato nella trasmissione andata in onda il 24 febbraio scorso (poi andata in replica sempre su Rai 2 in altre occasioni).

Attilio: cosa bolle in pentola? Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sì, la pentola bolle! Bolle con tre progetti in particolare. Sono tutti ai primi passi. Come si può immaginare non dipendono solo da me. Sono supportati da accordi con altri che, oggi, consigliano di non diffonderne notizia; tranne che di dichiarare che due, molto verosimilmente, si concretizzeranno con altrettante pubblicazioni. Io felice di arrivare a venti, spero entro l’anno o all’inizio del 2024.

MICHELE BRUCCHERI

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