I Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta, supportati dai reparti territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 11 soggetti indagati, a vario titolo, per plurime violazioni in concorso del Testo Unico sugli stupefacenti ed estorsione. 
Il provvedimento dispone: 5 arresti domiciliari; 4 obblighi di dimora nel comune di residenza; 1 divieto di dimora; 1 obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Uno dei destinatari della misura risulta al momento attivamente ricercato, si legge nella nota diramata nelle scorse ore.
L’origine dell’indagine: la sparatoria del settembre 2025
L’attività investigativa, condotta dai militari del Nucleo Investigativo e coordinata dalla D.D.A. nissena, è scaturita a seguito del grave agguato a colpi d’arma da fuoco avvenuto il 10 settembre 2025 a Riesi contro due fratelli del posto. L’episodio — legato a debiti insoluti per forniture di droga e culminato nel ferimento di uno dei fratelli e di uno degli aggressori per “fuoco amico” — aveva già portato, il 20 settembre successivo, all’arresto di 4 presunti esecutori materiali.
I successivi approfondimenti, che si sono protratti per circa sei mesi fino al marzo 2026, hanno svelato l’operatività di due gruppi criminali interconnessi da rapporti familiari e d’affari.
Il nucleo di Riesi: addetto alla gestione al dettaglio della piazza di spaccio, alla tenuta della cassa comune e alla rendicontazione dei proventi. La struttura ha dimostrato un’elevata capacità di riorganizzazione: a seguito del ferimento e dell’arresto del promotore originario, un nuovo vertice è subentrato tempestivamente per coordinare i pusher e mantenere i canali di rifornimento.
La rete di approvvigionamento su Gela e Catania: con il circuito gelese utilizzato come snodo logistico e fornitura all’ingrosso, e i canali catanesi deputati all’approvvigionamento periodico di carichi di cocaina.
Estorsioni, cifre del traffico e modus operandi
I mancati pagamenti delle partite di droga verso i fornitori gelesi hanno generato continue frizioni interne. Tra queste, oltre all’agguato armato, gli investigatori hanno documentato nell’ottobre 2025 un’estorsione a Riesi: uno spacciatore del gruppo è stato costretto con minacce a cedere la propria autovettura come garanzia e risarcimento parziale del debito accumulato.
L’attività investigativa ha permesso di: contestare 633 episodi di detenzione e spaccio; identificare circa 200 acquirenti abituali; stimare un volume d’affari illecito di circa 8.000 euro a settimana; sequestrare complessivamente 1,484 kg di hashish e 150 grammi di cocaina, procedendo nel corso delle indagini all’arresto in flagranza di 2 persone (tra cui un corriere intercettato di ritorno da Catania) e alla denuncia a piede libero di altre 3.
Per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine, l’organizzazione utilizzava utenze telefoniche “di servizio” e decine di schede Sim fittizie intestate a terzi o cittadini extracomunitari, comunicava tramite linguaggio cifrato e impiegava sistemi di pagamento elettronici. Le cessioni avvenivano principalmente all’interno dell’abitazione di uno degli indagati o a bordo delle auto dei clienti in sosta all’esterno dell’immobile.
Il plauso della Segreteria Provinciale SIM Carabinieri Caltanissetta
Sull’esito dell’importante operazione è intervenuta la Segreteria Provinciale del SIM Carabinieri di Caltanissetta, che ha espresso vivo plauso e profonda gratitudine a tutti i colleghi impiegati:
«Rivolgiamo il nostro più sentito ringraziamento e plauso ai militari del Nucleo Investigativo e a tutto il personale dei reparti territoriali del Comando Provinciale di Caltanissetta che, sotto la sapiente guida della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno condotto con straordinaria professionalità, dedizione e spirito di sacrificio un’indagine complessa e articolata. L’operazione odierna restituisce sicurezza e legalità a un territorio sensibile, confermando l’Arma dei Carabinieri quale presidio fondamentale a tutela dei cittadini contro la piaga dello spaccio e della criminalità organizzata».
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