Riesi

L’auditorium dell’I.I.S.S. “Carlo Maria Carafa” di Riesi è stato teatro di un’intensa giornata di testimonianza e approfondimento storico in occasione della presentazione dei volumi dedicati ai deportati e internati siciliani nei lager nazisti, iniziativa promossa nell’ambito di “Book Meet School” grazie alla sinergia tra l’istituto scolastico, il Comune di Riesi, l’Anpi (Sezione “Gaetano Butera”) e l’Aned. Riesi

I lavori sono stati aperti dalle riflessioni istituzionali della dirigente scolastica Adriana Quattrocchi, del sindaco Salvatore Sardella e della vicesindaca Daniela Pasqualetto, affiancati dal contributo di Giuseppe Cammarata (Anpi Caltanissetta) e dalla sapiente moderazione di Piero Manuguerra, introducendo le opere storiche di Guido Lorenzetti (“Altri siciliani testimoni di libertà”, saggista e dirigente Aned) e la curatela di Giuseppe Giancarlo Calascibetta (“Oltre il filo spinato: storie di internati di Riesi e Mazzarino”, economista, presidente dell’Anpi riesina, studioso di storia locale e autore di numerose pubblicazioni territoriali).

Il volume “Oltre il filo spinato” offre un contributo storiografico di straordinario valore, ricostruendo le drammatiche vicende degli internati del territorio che hanno ricevuto la Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica concessa ai cittadini italiani deportati nei lager: tra questi, le memorie di uomini di Riesi come Carmelo Boncore, Salvatore Russo, Santo Margiotta e Rosario Cammarata, a cui si uniscono le emblematiche figure originarie di Mazzarino quali Enzo Bognanni e Luigi Bilardo.

La presentazione ha registrato un coinvolgente ed esteso dibattito tra la platea degli studenti e l’autore Guido Lorenzetti, con i ragazzi fortemente incuriositi dalle vicende umane e dal valore del riscatto morale contro il nazi-fascismo.

Tra le testimonianze più commoventi si è distinta quella della professoressa Caci di Riesi, che ha ricordato la figura del padre Vito, deportato nei campi di prigionia e salvato provvidenzialmente da una donna che ha poi sposato subito dopo il conflitto, completando un quadro d’insieme arricchito dai profili di altri carabinieri di Mazzarino deportati, come Salvatore Giujusa e lo stesso Luigi Bilardo, quest’ultimo figura simbolo che, dopo l’esperienza da partigiano e la prigionia nel lager, ha servito lo Stato nell’Arma dei Carabinieri lottando in prima linea contro la mafia al fianco del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Riesi

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