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Il vescovo Migliore parla ai fedeli dalla cappella di Marici (foto di Angelo Pio Monachino)

Come ogni anno, in occasione della quarta domenica di settembre, la Festa dell’Addolorata di Serradifalco fa tappa presso la cappella di Marici. È l’Ottava. Dopo la santa messa pomeridiana nella Chiesa Madre, il serpentone umano – in corteo – si snoda lungo le vie cittadine, percorre anche la Via delle Miniere e fa una sosta tanto breve quanto intensa. E ieri sera, il vescovo emerito di Coxim (Brasile), Antonino Migliore, terminato il suo stringato e profondo discorso, ha dato una bella notizia. Ogni domenica la cappella sarà aperta ai fedeli (lo è stata pure per tutta la giornata di ieri). È scattato un applauso spontaneo e vibrante.

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La statua dell’Addolorata al Collegio di Maria

Il vescovo Migliore ha ricordato che Serradifalco ha una storia e la sosta alla cappella di Marici è “fare memoria”. Ha evidenziato il passato minerario del paese. Fatto, purtroppo, anche di lutti, sofferenze, tragedie. In virtù dei sacrifici dei minatori, la comunità comunque crebbe economicamente e socialmente. Il presule ha accennato qualcosa anche sullo spopolamento dei giovani e, doverosamente, sulle molteplici attività culturali estive, segno di vitalità.

È stato sottolineato poi: cinquant’anni fa, nel settembre 1976, ripresero – dopo un periodo di fermo – i pellegrinaggi verso la cappella di Marici. Dove sono riportati duecento nomi di zolfatari serradifalchesi morti nel tempo nelle viscere della terra. Quest’operazione di memoria, risalente a pochi anni addietro, è stata avviata meritoriamente dall’associazione culturale “Serra del Falco”, di cui è presidente Sergio Milazzo.

Prima che il corteo di pellegrini facesse a ritroso il percorso inverso per approdare presso la Chiesa Madre, dinanzi al clero, al sindaco Leonardo Burgio e all’Amministrazione municipale tutta (presenti assessori e consiglieri, nonché il presidente del Consiglio comunale e la presidente della Pro Loco), ci sono stati i fuochi d’artificio. Una tradizione che resiste al tempo, nonostante la crisi economica. La devozione verso la Madonna Addolorata è forte e sentita.

Accompagnata musicalmente – la compatrona di Serradifalco e protettrice dei minatori – dal complesso bandistico “Cav. Angelo Licalsi”, poco prima delle ore 22 il popolo fedele ha ricevuto la solenne benedizione finale dinanzi al sagrato, dopo un breve e coinvolgente canto mariano a cura di Fabio Amico e della moglie Silvana. Infine, la Beata Vergine Maria ha fatto ingresso nella sua sede naturale, ovvero la Chiesa del Collegio, salutata festosamente con canti e preghiere conclusive.

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La benedizione dal sagrato della Chiesa Madre

Giorni di preghiera, dunque, con la recita del Santo Rosario e con la celebrazione delle sante messe. Animate, ogni giorno a turno, dalle varie zone pastorali. Coinvolte tutte le realtà parrocchiali e diversi sacerdoti. Momenti solenni e corali, intensi ed emozionanti. Tutto, ovviamente, sotto la regia dell’Unità Pastorale di Serradifalco, in collaborazione con l’associazione Maria Santissima Addolorata.

MICHELE BRUCCHERI

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]