raccomandate
Poste di Caltanisssetta

Un campanello d’allarme. Poste Italiane e il frequente disservizio, a Serradifalco, sulle raccomandate. Ossia la mancata consegna della posta raccomandata, appunto, sostituita agevolmente e semplicisticamente da un avviso di giacenza lasciato nella cassetta. Anche quando, soprattutto quando, il destinatario si trova a casa. Un comportamento arbitrario e opinabile. Gli sfoghi, ad oggi, non sono serviti a nulla.

campanello
Poste di Caltanisssetta

È già la seconda volta, nel giro di un paio di settimane, per una donna lavoratrice di Serradifalco (S.B. le inziali). Un caso non isolato, dunque. E che concerne altri utenti-clienti del paese che, nel tempo, hanno segnalato l’increscioso inconveniente a La Voce del Nisseno.

Partiamo dall’ultimo caso. Ieri, a Serradifalco, alle ore 12.03 nessuno ha suonato al campanello della signora (lei era al lavoro, ma a casa erano presenti il marito e il figlio). Nella cassetta della posta un avviso di giacenza. Abitano nel centro storico.

Ci viene narrata pure la precedente esperienza. Era avvenuta analogamente poco prima della fine di giugno. Erano da poco trascorse le ore 15.30. A casa erano tutti presenti. Amara scoperta, anche in quell’occasione: nella cassetta un avviso di giacenza. Nessuno aveva suonato. “La informiamo che entro i prossimi tre giorni solari… lei potrà richiedere…”.

In merito alla medesima raccomandata, anche in quella circostanza, all’ora di pranzo, nessuno suonò (trascorsi i tre giorni solari, ndr). Stessa modalità, stesso copione sbrigativo. Lasciando di nuovo un altro avviso di giacenza. Dopo due giorni (27 giugno, ndr), il marito – facendo salti mortali per trovare un po’ di tempo libero – andò a ritirare la raccomandata, previa delega.

Disagio e rabbia, disappunto e amarezza. Bisognava ovviamente organizzarsi per andare all’ufficio postale di Serradifalco. Fare la fila. E perdere tempo prezioso. Ora si ripresenta l’episodio. Non è naturalmente isolato, considerate le reiterate segnalazioni che abbiamo ricevuto. Nel tempo, infatti, la nostra redazione ha raccolto numerose lamentele. Ma è mai possibile tutto ciò?

La signora interessata (S.B.) è giustamente arrabbiata. Al nostro microfono spiega: “Non voglio rovinare nessuno, ma le immagini di video-sorveglianza proprio di fronte casa mia chiariranno i fatti. Trovo tutto assurdo e surreale”. Ci racconta che ha contattato un legale, per informarsi. Si configurerebbe, a quanto pare, un illecito civile e amministrativo.

Valuterà se contestare la mancata consegna con un reclamo ufficiale. Infatti, il postino che non consegna la posta può commettere un reato punibile. Addirittura dal codice penale per falso ideologico, dichiarando appunto il falso. Approfondirà con l’avvocato.

Si potrebbero ravvisare gli estremi per una querela di falso. Le immagini di video-sorveglianza poi sarebbero schiaccianti. A quel citofono, tutte le volte, il postino incaricato non ha mai suonato il campanello. Ecco, oggi, pubblicamente stigmatizziamo la grave negligenza del postino di turno. Non è ligio al suo dovere. Questa pratica, a Serradifalco, è diventata prassi.

Ricordiamo che il portalettere è un pubblico ufficiale (chi era in servizio ieri, a Serradifalco? E gli scorsi 19 giugno prima e 25 giugno poi? Ci sarà sicuramente un ordine di servizio!). Non ha consegnato la raccomandata, provocando enormi e gravi disagi familiari e lavorativi. L’annotazione del postino, secondo la giurisprudenza, vale come prova. Ma pure le immagini di video-sorveglianza della zona (proprio dirimpetto all’abitazione della signora). E le parecchie lamentele maturate nel tempo dei cittadini. Perché non si lavora più seriamente? Cosa costa suonare il campanello e verificare la presenza del nucleo familiare?

Abbiamo contattato vanamente l’ufficio centrale delle Poste Italiane di Caltanissetta. Per un’eventuale replica all’accaduto. Sappia, il vertice nisseno, che questo tipo di servizio – a Serradifalco – non funziona per nulla. Ce lo dimostrano le varie testimonianze, le ripetute e amare esperienze. Cosa si intende fare a Serradifalco?

MICHELE BRUCCHERI   

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Creato da La Voce del Nisseno

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]