padre filippo bonasera
Il sindaco Leonardo Burgio conferisce la cittadinanza a padre Bonasera

Padre Filippo Bonasera, da un anno, non c’è più. È morto infatti lo scorso anno. Era il Primo Maggio, come oggi. Appena seppi la notizia, scrissi velocemente un articolo definendolo “il prete dei poveri”. Anche gli altri, poi, ripresero questa mia citazione. Aveva compiuto, tre mesi prima, appena 71 anni.

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Padre Filippo Bonasera e Michele Bruccheri

Era stato ordinato sacerdote nel giugno 1976. E nel 1979 prende “servizio” a Serradifalco, nella Chiesa Madonna del Carmelo. Padre Filippo Bonasera era originario di Santa Caterina Villarmosa. Ma il prete dei poveri amava visceralmente il nostro paese, tant’è che nell’ottobre precedente (2019), gli venne conferita la cittadinanza onoraria.

L’Amministrazione comunale di Serradifalco, con in testa il sindaco Leonardo Burgio, gli riconobbe ufficialmente questo storico e profondo legame con la nostra comunità. Lui celebrò – presso la Chiesa Madre oltremodo gremita – la santa messa e la festa fu sobria, semplice, ma popolare. C’era il popolo, il suo popolo.

Per più di venti anni, padre Bonasera fu delegato diocesano per le migrazioni. Era sempre al servizio degli ultimi. Dei più bisognosi. Aiutava i nostri poveri, ma andava anche all’estero. Amava Santa Caterina Villarmosa e amava Serradifalco, dove visse per quarant’anni. In occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, era presente anche il sindaco della sua città originaria: Antonino Fiaccato.

In quei giorni tristi e mesti per la scomparsa di un grande saggio, scrissi alcuni articoli che troverete nel nostro sito giornalistico. Oggi voglio ricordarlo brevemente in occasione di questo primo anniversario. Rammento nitidamente che il sindaco Burgio proclamò il lutto cittadino in suo onore. Il feretro, dopo il funerale a Santa Caterina Villarmosa, officiato dal vescovo Mario Russotto, venne salutato da tutto il paese, dai balconi, in diretta social.

Fu l’ultimo, emozionante e partecipe abbraccio di Serradifalco, dopo il funerale in forma privata per via dell’emergenza Coronavirus. Applausi e campane nel giorno del lutto cittadino. Un prete meraviglioso e semplice, genuino, buono come il pane. In odor di santità, scrissi in un altro mio articolo per ricordarne la figura.

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Il funerale di padre Bonasera a Santa Caterina Villarmosa

Tra le sue frasi annotate nel mio taccuino, questa: “Bisogna aprire le porte a chi bussa”. Aveva realizzato un suo vecchio sogno: la Via Crucis presso l’Orto degli Ulivi in contrada Balate che dovrebbe essere intitolato a lui. Una proposta semplice e forse scontata, avanzata dall’arciprete Giovanni Galante. Per onorare la sua memoria.

“Mi aveva telefonato… Era felice, raggiante. Dodici cappelle che raccontano la Passione di Gesù Cristo. Me ne parlò con limpido entusiasmo. Mi fece vedere le fotografie e, chiedendogli i file, me li trasferì sulla pen drive: 67 scatti”, confidai in un altro mio articolo.

Non potrò dimenticare quel giorno. Lui, che era direttore dell’Ufficio per la Cooperazione missionaria tra le Chiese della Diocesi e direttore dell’Ufficio per le Migrazioni (co-direttrice la professoressa Pina Palumbo, che ci scattò alcune fotografie), era di una immensa umanità e singolare umiltà.

Scrivere del suo funerale fu doloroso e straziante, per tutti. Un cronista deve essere freddo e distaccato, ma non sempre è impresa facile. Il vescovo disse: “Padre Filippo Bonasera era sempre vicino agli ammalati, senza far rumore”. Titolai così il mio reportage. Tra i presenti, il sacerdote Salvatore Randazzo. Nel frattempo, tutti non abbiamo mai smesso di ricordare questo prete più unico che raro.

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Il murale commemorativo dedicato a padre Filippo

Mi telefonarono – lo ricordo ancora vividamente – perché la chiesa siciliana voleva scrivere qualcosa su questo insuperabile prete e diedi le mie informazioni, passai i miei scritti. Ero orgoglioso di farlo. Tutti dovevano e devono sapere chi era quest’uomo.

A ridosso dello scorso Natale, è stato inaugurato un murale commemorativo a lui dedicato. Un’opera di notevole bellezza realizzata dall’artista Giulio Gebbia (aiutato da Massimo Iacuzzo). Grazie al contributo di diverse realtà, l’associazione onlus No SerradifalKo (presidente Marcello Palermo) ha voluto tributargli questo “ricordo”.

E per rendere eterno questo ricordo, il sindaco Burgio annunciò che la scuola elementare “Giovanni Verga” (crollata dieci anni addietro e che presto sarà al centro di un nuovo progetto) sarà intitolata a lui. Fragola, la cagna amica inseparabile di padre Bonasera, pochi giorni addietro è andata a trovarlo in cielo.

Oggi, in mattinata a Santa Caterina Villarmosa (da domani in zona rossa) e a Serradifalco (da ieri, analogamente, in zona rossa), nel pomeriggio, verranno celebrate delle messe nell’anniversario della sua morte. Una celebrazione eucaristica in suffragio, in sua memoria.

Sapendoti in Paradiso, caro padre Filippo, ti chiediamo urgentemente una preghiera forte e accorata, sentita, per superare questo spaventoso e terribile periodo di pandemia. Lasciami dire, umilmente e a nome di tutti, che ti vogliamo sempre un gran bene.

MICHELE BRUCCHERI

(per il video, ringraziamo padre Salvatore Randazzo)

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