“D’invisibile è tessuto l’amore”
Luigina Parisi

Per scrivere quest’ultimo libro di poesie dal titolo “D’invisibile è tessuto l’amore”, Luigina Parisi ha interrotto – momentaneamente – la stesura di un romanzo. “Cercherò di riprendere quanto prima”, annuncia al microfono de La Voce del Nisseno e di Radio Rcs Sicilia.

Laureata in Scienze Biologiche, classe 1963, vive nel Salento. Ama la scrittura e leggere, ama la natura. Torno ad intervistarla ufficialmente (questa chiacchierata dovrebbe essere la quarta, se ricordo bene). Avviene in un momento peculiare, delicato e importante. Ha subito, recentemente, un piccolo intervento agli occhi e il decorso procede bene.

Vanta una serie di pubblicazioni: nel 2020 esce il romanzo “Un abbraccio sospeso”; l’anno seguente è il turno della raccolta poetica “Fiori di canto”. Lo scorso anno pubblica, invece, una raccolta di racconti assieme ad altri autori. E per quest’anno, le luci dei riflettori sono per “D’invisibile è tessuto l’amore”.

Ricevo questo libro che è una carezza al cuore. Un volume intenso e delicato, di circa 130 pagine (storiedilibri.com). Una dedica breve e semplice che “parla” della nostra grande, reciproca stima. Lo divoro con vivo piacere e insaziabile curiosità intellettuale. Zampilla, copioso e cristallino, il suo amore per la vita, per la natura… Ecco l’intervista alla nostra graditissima ospite pugliese.

È stato pubblicato recentemente il tuo nuovo libro di poesie. Ci fai conoscere un po’ “D’invisibile è tessuto l’amore”?

Caro direttore è sempre un piacere dialogare con te. “D’invisibile è tessuto l’amore” è la mia ultima raccolta di poesie, scritte in poco meno di due anni, pungolata da uno strano bisogno di mettere su carta ogni pensiero, un bisogno che mi ha fatto interrompere la scrittura di un romanzo a cui stavo lavorando e cercherò di riprendere quanto prima. Pubblicare poesia è una sfida in un mondo che va sempre più veloce e che preferisce l’immagine alla parola. Resto convinta tuttavia che senza la parola non ci può essere pensiero critico, quindi la coltivo in ogni forma possibile, sperando che sappia arrivare e fecondare. In questa raccolta sperimento in alcune sezioni una scrittura più concisa, aprendo sempre il cuore per donare ciò che di più bello mi abita e che non facilmente appare.

“D’invisibile è tessuto l’amore”
La copertina del libro

Nella tua nota introduttiva, scrivi: “Vivere è provare sentimenti e saperli riconoscere, tessere empatia e saperla gestire, è navigare dentro sé…”. Ci spieghi meglio questo concetto assai interessante?

Sì, le parole tra le quali mi diletto si prendono cura dei nostri aspetti pulsionali, emotivi e sentimentali. Con esse ci riconosciamo negli altri, creiamo ponti e indaghiamo le nostre emozioni, ci aiutano a vivere in profondità. La poesia mi arriva e prorompe dentro me, rendendomi nuova e più sensibile.

C’è la prefazione a firma di Tina Cesari. Cosa scrive sulla tua poetica?

Tina è una splendida donna e insegnante di letteratura, anche lei innamorata della poesia. Nella sua prefazione si sofferma sull’endecasillabo che scivola tra le parole del titolo e che fa rammentare la citazione di Antoine de Saint Exupery: «Non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi». Dice: «Alcuni versi sono scarnificati fino all’osso» e ciò è vero, poiché, come ho già detto, ho cercato in questo lavoro una nuova forma espressiva, dove ogni parola non risulti di troppo. Tina ha captato il mio bisogno di rendere preziosa la parola, custodirla e curarla in un tempo che fugge e sfugge alla nostra trepidante esistenza; è la rosa del piccolo principe che ci porta ad amare ciò di cui ci prendiamo cura.

Ospita una lirica di Pasquale Cavalera, dal titolo “Freddo”. Perché?

Pasquale è l’editor che ha curato l’intero testo con estrema cura, oltre che un amico prezioso. Ci fa piacere mescolare i nostri versi con altri autori per il piacere della condivisione.

Mi ha incuriosito la lirica dedicata a Sinéad O’Connor. “Qualcosa di bello” è per lei. Come mai?

È una poesia che è nata praticamente da sola con la notizia della sua morte; è sgorgata dalla mia penna senza quasi passare dal cervello mentre ascoltavo una sua canzone. Le notizie sulla sua difficile vita mi hanno stregato e messo in sintonia con quest’anima fragile, vessata e talentuosa.  L’ho scritta come fosse una canzone per lei, magari da musicare.

Il tuo libro è molto bello: intenso e vibrante. È suddiviso in sezioni. Qual è la lirica che più ti emoziona?

È una domanda dalla risposta difficile, perché ogni poesia nasce da un’emozione o comunque da un pensiero insistente e invadente. Ne ho scelta una per la quarta di copertina, perché breve e stringata, ma intensa e da cui ho estratto il titolo della silloge.

Ce la regali?

M’accadi

a ogni gesto

a ogni passo

così dentro

che fuori

non pare.

D’invisibile

è tessuto

l’amore.

Nei ringraziamenti, scrivi di Cavalera e Cesari. Ma c’è qualcun altro che intendi ringraziare?

“D’invisibile è tessuto l’amore”
Luigina Parisi

Ovviamente chi leggerà le mie poesie; e chi avendole lette mi ha già fatto avere le bellissime recensioni. In particolare ringrazio il direttore di Leccecronaca Giuseppe Puppo che mi ha emozionato paragonando alcune mie liriche ai frammenti della grande Saffo, alla quale umilmente ci inchiniamo.

La tua prima raccolta di poesie, “Fiori di canto”, ha avuto un grande successo. Qual è il bilancio complessivo delle tue presentazioni?

Sono molto soddisfatta del percorso fatto in questi anni. Ho avuto modo di conoscere persone meravigliose che operano in campo culturale, con le quali mi sono confrontata. “Fiori di canto” mi ha dato grandi soddisfazioni e anche quest’ultimo lavoro sta cominciando a viaggiare per conto suo.

Questa tua nuova fatica poetica “D’invisibile è tessuto l’amore” avrà delle presentazioni?

Sì, sono già in programmazione.

Luigina, cosa ti commuove di più nella vita?

Mi commuovo facilmente perché sono molto empatica. Amo la vita e non sopporto le sopraffazioni, le violenze. Mi commuovono i gesti di generosità invisibile, i film, i libri, le storie che ascolto. A volte mi commuovo persino di ciò che racconto nelle storie. Il dolore poi è un’altra cosa, ed è per le brutture che accadono quotidianamente nel mondo.

Qual è la tua migliore qualità umana?

Forse proprio l’empatia.

E il tuo peggior difetto, ovviamente se c’è?

Ultimamente sto combattendo contro la mia tendenza a procrastinare.

Quali sono i tuoi principali valori di riferimento?

La famiglia, l‘amore, l’amicizia, la salvaguardia del territorio.

Gli ultimi anni sono stati, per tutti, pesanti. Tra pandemia e guerre, ancora in corso. Qual è il messaggio che intendi consegnare ai nostri lettori?  

Bisogna continuare a coltivare le proprie passioni, fare gruppo, operare sul territorio per renderlo migliore. Tutti possiamo farlo. Continuare a credere che la vita vale sempre la pena di essere vissuta, senza darsi mai per vinti. Si cade e ci si rialza più forti. Viva le arti e viva la poesia!

MICHELE BRUCCHERI

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