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Felicia Isabella Butera

Lo Stato, in diritto, è un’istituzione di carattere politico, sociale e culturale: specificatamente esercita la propria sovranità ed è costituita da un territorio e da un popolo che lo occupa, da un ordinamento giuridico formato da istituzioni e norme giuridiche. Ha un unico potere d’imperio, i cui elementi costitutivi sono il popolo. Questo articolo per una full immersion nei “procedimenti giuridici” e nella mentalità giuridica. Perché il diritto sconfigga la mala società.

Dichiaro di essere fedele allo Stato e al Presidente della Repubblica e a tutti coloro che lo hanno preceduto Monarchia compresa, perché significato di storia e di civiltà ed ho contribuito affinché le denominazioni di strade e monumenti rimanessero al loro posto. Tesserata anche all’UMI di Roma come movimento culturale. Con questa lettera-diario, chiedo scuse pubblicamente se arrecato disagio o calunnia allo Stato Italiano come il Presidente G. Napolitano o S. Mattarella od Estero, come il Principe Carlo D’Inghilterra. Se esiste una denuncia scritta, la sottoscritta non ne possiede alcuna copia e ritiro pubblicamente qualsiasi documento firmato da me stessa Butera Felicia Isabella Anna, nei loro confronti.

Lo evinco in data 29 luglio 2020, da esito di mia denuncia alla Legione Carabinieri Sicilia, per il Tribunale di Catania, in riferimento al decesso di mia madre Scibetta Carmela nata a Riesi il 24 giugno 1938 e deceduta per cause non naturali il 3 novembre 2017, in esito a quanto richiesto sulla personalità della denunciante Butera Felicia Isabella Anna, (la figlia) di avere “…esporto diverse denunce menzionando nelle stesse tra l’altro il principe Carlo d’Inghilterra, Capi di Stato come Napolitano e Mattarella (come anche in sede di odierne SIT, unitamente a conoscenze mediche dei dottori intervenuti), politici nazionali di cui vanta amicizie su Facebook. Tanto si comunica per dovere d’ufficio”.

La sottoscritta Butera Felicia Isabella Anna, all’equivoco, dichiara: denunciava diffamazione, minacce ed estorsioni con altri nominativi del luogo in cui la sottoscritta è vissuta, che esternavano in modo verbale di essere loro, i Capi di Stato Italiano ed Estero. Di aver esternato verbalmente ai carabinieri < chi devo denunciare affinché sia ascoltata? I veri Capi di Stato?>. Un’affermazione non premeditata ma da reiterate suppliche alle forze dell’ordine, per mia madre ch’era stata picchiata per strada, a Sommatino, da un gruppo di un movimento politico di FI, segnalato da una poco di buono (in quel tempo alla sottoscritta ignoto), la sottoscritta esternava ai carabinieri di Sommatino, che poteva essere accaduto per una reiterata richiesta di estorsione, <richieste alla mia famiglia Butera-Scibetta>, e che non intendeva più denunciare nessuno.

Per cui si esprimeva come si evince sopra <chi devo denunciare i veri Capi di Stato?> era un’espressione non espressa per odio allo Stato ma alle persone che avevano aggredito la madre. Mia madre, lo stesso anno, qualche mese dopo è divenuta non vedente e poi deceduta, dopo ricovero per un malore non rivelatosi infarto, in ospedale per cause non naturali, senza assistenza e senza avvertire i figli del suo improvviso peggioramento, restituita gonfia con un grande cerotto evidente sotto il mento che copriva un taglio alla gola.

I Carabinieri dovevano solo prendere atto dei fatti, ma hanno avuto esito negativo, non credibilità verso la figlia. Dichiara di aver informato il comandante di Riesi, di aver chiesto aiuto per tempo, all’errore dei medici dell’ospedale Ferrarotto di Catania, al comando di piazza Dante e ai Nas di Catania, <…ove un carabiniere in servizio ometteva di prendere la mia denuncia, per cui scrivevo nello spiazzale dello stesso comando, nella mia messaggeria, ai politici di Forza Italia, indicati dai carabinieri (vanta conoscenza di politici in Facebook), messaggi di aiuto, per trasferire e salvare mia madre da quell’ospedale, con esito da parte di quest’ultimi negativo…Specificando di avere inviato come solo una figlia può chiedere per un genitore in pericolo anche al Presidente S. Mattarella, che riconfermo di non conoscere e di non aver nessuna dichiarazione da fare nei suoi confronti. Era solo un’emergenza per la mia mamma, in pericolo senza un giustificato motivo ma per un errore medico>.

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Felicia Isabella Butera e sua madre (a sinistra)

Impariamo: Come vivere nel mondo allucinante della burocrazia e delle leggi a volte di uno Stato pazzo “le Forze dell’Ordine”. Ad essere competitivi e se non hai neanche le basi a farti un fondo schiena quadrato. La Giurisprudenza è una facoltà frequentata più da ragazze, i ragazzi preferiscono Ingegneria. Se dovessi descrivere un film sceglierei “Codice d’Onore”. “Vi riepilogo: Due avvocati militari, devono difendere due marines sotto accusa. Secondo l’accusa hanno ucciso un compagno di squadra. Sembra però che la responsabilità sia di un alto ufficiale che farà il possibile per nascondere la verità”. Anche la figlia della deceduta faceva squadra a FI.

Il problema è che intorno a questa professione circolano idee spesso sbagliate. Le persone che come me vivono momenti difficili, cioè sono costretti a difendersi difronte a pretese altrui o da ingiuste accuse, si deve avere un certo equilibrio interiore per riuscire a spiegare e a non lasciarsi travolgere dai fatti.

Mantenere lucidità, partecipazione. Le persone come me, vogliono sentirsi comprese a livello umano. La serietà è nella capacità di interfacciarsi. Ci si aspetta di aver risolto, una volta usciti da un tribunale. Ma quando leggi che nessuno ha responsabilità all’accaduto, tutte le luci si spengono e rimani solo, rivivi quel film horror, come me. Vivo in una cittadina di nome Riesi, che recentemente ha compiuto 373 anni. Colgo l’occasione per fare gli Auguri ai suoi cittadini anche all’estero. Non sono vissuta sempre in questa località, ma sono sempre ritornata.

Chi mi ha preceduto nelle mie origini mi ha lasciato un’eredità dignitosa; a tal riferimento ho anche scritto una monografia “La Miniera Trabia Tallarita” <da poter visionare in Google>. Credo e dichiaro di essermi comportata sempre in modo dignitoso. Nel 2014 ho dovuto esporre denuncia, facevo riferimento agli anni ’70, i miei genitori erano descritti “Commercianti” in alcuni giornali. Oggi tutti sappiamo dicesi Imprenditori. Nessun arresto, nessun ritrovamento di merce rubata in due capannoni in contrada Figotto di proprietà dei miei genitori ed altro. E’ bastata al contrario una denuncia successiva alla mia, per avere una descrizione alle forze dell’ordine di tipo: “Con la presente si segnala la situazione di disagio in cui versa la Sig.na indicata in oggetto…, utente già in carico a codesto servizio, in quanto nell’ultimo periodo ha manifestato condotte ed agiti non adeguati. Si comunica che ultimamente la stessa è stata vista dai vicini – (tre famiglie con denunce per illeciti e sporcizie) – aggirarsi nella zona di residenza con un coltello e che, con lo stesso, è solita minacciare i passanti. La sig.na vive da sola in una casa di proprietà sita nell’indirizzo indicato in oggetto. Il fratello e la madre anziana (era una di 76 anni in buon stato di salute, di mente giovane e sportiva) – vivono a Torino.

Altra dottoressa dichiara: I dati clinici – psicologici indicano l’assenza, in atto, di note psicopatologiche degne di nota; poiché l’interessata che è sconosciuta al C.S.M. di Caltanissetta… Pertanto, si richiede un incontro programmato, etc…Nel colloquio, riferisce di essere oggetto di minacce da parte dei vicini. Logorroica, inarrestabile nell’elogio. Scarsa la capacità di critica. Interpretativa. Delirio di grandezza. Si propone psicoterapia e trattamento psicofarmacologico. Rifuta. – (Fortunatamente). Altra collega: …riesce a distinguere le dimensioni affettive della relazione dalle altre componenti che intervengono nei rapporti di lavoro, responsabilità del compito, assunzione dell’impegno preso, diritti e doveri. I dati clinici – psicologici indicano l’assenza, in atto, di note psicopatologiche degne di nota; (controlli suggeriti dai vicini di casa per la stessa, ma non descrivono loro, presenti in quella struttura C.S.M. per reati di prostituzione, orgie, pedoflia, pedopornografa…”aggressioni con piede di porco” e coltelli e quant’altro… risolti probabilmente con ritiro di denunce o interpretati come problemi economici sfociati in stati ansiosi depressivi).

Questo è l’esito del Gip alla denuncia di decesso della signora Scibetta Carmela. La figlia intende precisare: La signora Scibetta Carmela di Riesi, deceduta ingiustamente, era moglie, nuora, mamma e cugina di politici. La figlia è la quarta generazione di coordinatori (in passato si chiamavano Presidenti, documentati in libri, riviste e giornali locali), per campagne elettorali di segreterie politiche, dal 1919 in tempo di Monarchia Assoluta, con nascita di un movimento anarchico il social-comunismo di 350 iscritti. Abbiamo sempre contribuito al lavoro per sostenere lo Stato. I Carabinieri e il Gip: “…dalla disamina degli atti, la condotta dell’indagato… nonchè di tutto il personale medico che ha avuto in cura la signora Scibetta Carmela deve ritenersi esente da responsabilità colposa e conforme ai canoni di diligenza ed alle migliori pratiche del settore” – (di cui si legge negli atti essere un’omonima della “già cardiopatica” di un’altra località, diagnosticata TAC dell’omonima di AG). – “I Carabinieri di Riesi – (confondono il Gip più delle dichiarazioni degli indagati, per la seconda volta, la prima nel comando di piazza Dante a Catania) – hanno contribuito a lumeggiare la personalità della denunciante, – (la figlia) – sottolineando la frequenza e la inverosimiglianza delle sue denunce, allegando le Sommarie Informazioni rese dalla stessa, nonché la documentazione clinica a lei riferibili e le diverse segnalazioni ad opera di vicini di casa per comportamenti molesti ed aggressivi dalla stessa tenuti”; per tutto quanto fin qui esposto la notizia di reato deve considerarsi infondata tanto in relazione alla supposta colpa medica, quanto ad eventuali forme di omissioni da parte delle Forze dell’Ordine”.

 Chi ho aggredito? A casa di chi sono stata? In 35 anni mai stata a casa dei vicini, ma non era scritto sconosciuta a questa struttura C.S.M.? (rileggete in alto): <…I dati clinici – psicologici indicano l’assenza, in atto, di note psicopatologiche degne di nota; poichè l’interessata che è sconosciuta al C.S.M. di Caltanissetta…etc>. Il segmento che doveva considerare il Gip non era la degenza e l’errore umano per mia madre? Non sono colpevoli, perché la figlia non credibile? per dei vicini, con cui mai è stata giudicata dallo psichiatra e da un tribunale come soggetto aggressivo. Quando il tribunale mi ha accollato la colpa per i vicini o altro? Il Gip ha controllato chi sono i soggetti che mi hanno denunciato? La mia presenza all’Asl ha a che fare con patologie certificate? A mio parere è lumeggiare da fuoco da candela e non di splendore, di Raggio Sole, come mi elogio.

(Manie di grandezza? Credetemi, ho avuto parecchi disagi di non essere all’Altezza di tante cose). Per loro sono come una delinquente, che si nasconde dietro la follia. Studio da qualche anno psicologia per il benessere, ho conseguito già due master a Trapani, quasi 2 Lauree, 4 Diplomi, quasi 3 Master, ho superato 18 corsi, attestati come certificazioni anche CEE e diplomi Aziendali, con votazione di 100/100 domande. Ho la qualifica di Specialista in TIM, sono una Book Writer per una rivista nissena, scrivo ed ho già pubblicato qualche libro, ho ricevuto dei premi di riconoscimento pubblicati in giornali regionali e pagina dedicata in una rivista.

Ho un’attività di B&B, Case Vacanze. Sono Coordinatrice Provinciale e Membro Nazionale dei Socialisti. Credetemi faccio anche altro, magari a non pagare estorsioni potrei completare entro l’anno prossimo i miei studi in corso? Non considero i pazienti malati, ma bisognosi di ritrovare il proprio benessere. Io sono già come gli schedati, controllati, privati della libertà e perseguitati. Vorrei il Gip sapesse quanto è doloroso per un innocente, senza alcuna patologia, morire e per un’altra innocente accollarsi forzatamente colpe come le false accuse dei vicini e la responsabilità di aver provocato “sott’inteso” l’orribile morte alla propria madre…

Presi la decisione di dimettermi da coordinatrice provinciale, ero rimasta sola, spero sia stato considerato un gesto onesto per il mio movimento. Come disse il Presidente Cossiga: “Talvolta ho gridato ma se ho gridato è perché soltanto temevo di non farmi sentire”. Proprio per i toni forti, nella forma e nella sostanza, che in certi casi diventano accorati, tanta è la volontà di far capire, ostacoli che avevano fortemente caratterizzato e condizionato nei decenni trascorsi, il funzionamento della giustizia nella mia città. Una mia diagnosi? Chiare resistenze a cambiare, tentazioni forti di conservazione, incertezze gravi nelle forze dell’ordine, incognite sulla probabilità di formare forze politiche responsabili, soprattutto se le ricerchi nei vecchi sistemi. Con le armate Brancaleone si possono anche eleggere oneste persone, persone capaci, cercando di non rimanere vittime di soprusi quando il disagio diventa particolarmente importante, disadattivo, durevole o invalidante si giustificano come con i mafiosi anche i militari, spesso addebitando “malattie mentali”.

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La madre da giovane di Felicia Isabella Butera

Esami che vi testeranno sia nel fisico che nella mente, mettendo a dura prova la vostra pazienza e memoria. <Dovevi nell’emergenza di segnalare un abuso su un genitore in ospedale entrare nell’ottica che dovevi possedere quella materia, giurisprudenza? Essere un esperto? Destreggiarsi come per chi fa un esame all’università? Non farsi prendere dall’ansia del pericolo di morte della persona cara? Ti aspetti se hai dovuto chiedere aiuto molto tempo prima, come estorsioni o maltrattamenti o stress per chi non vuoi in matrimonio nella tua vita, essere scambiata per paranoica? Un disturbo che secondo gli esperti è in crescita per colpa del disgregarsi della coesione sociale e della sensazione di allarme continuo in cui viviamo. Colpa della crisi economica in cui viviamo e del terrorismo. Intolleranza, diffidenza e violenza si fanno sempre più forti. Un disturbo collettivo vogliamo continuarlo a chiamare “paranoia?”.

La domanda è: Chi è il vero paranoico? Io che devo spiegare un accaduto, avendo pochi minuti prima assistito ad una tragedia o colui che deve ascoltarmi? Che mi attribuisce significati come soggetto pericoloso. Non solo il dolore ricevuto, ma la beffa di essere tu “non credibile”. Sottinteso “…parla quanto vuoi non sarei creduta da nessuno, ti chiameremo pazza!”. Come si esprime la Raggi, mi esprimo anch’io: <Qualcuno dovrà farsi un esame di coscienza, ammesso che ce l’abbia >. Oggi non mi è data la possibilità in emergenza coronavirus di denunciare altri reati…

Chiudo con le parole del Presidente Cossiga che ho tanto stimato: “Questo è un Paese che non sarà una grande potenza politica, che non sarà una grande potenza militare, forse questa è una benedizione di Dio, ma che un Paese di grande cultura, di grande storia, è un Paese di immense energie morali, civili, religiose e materiali. Si tratta di saperle mettere assieme e si tratta di fondare delle istituzioni che facciano sì che lo sforzo di ognuno vada a vantaggio di tutti. Che Dio protegga l’Italia, viva l’Italia, viva la Repubblica”. Come sempre my friends vi auguro un buon post ferragosto, tutto azzurro mare ed oro di raggi di sole! Attenzione, non aspettiamo i fondi sanitari europei per proteggere la nostra salute alla pandemia, rispettiamo le regole indicate dai decreti.

FELICIA ISABELLA BUTERA

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