Mindfulness

In questa società tutto corre a ritmi davvero intensi: pensieri, azioni e impegni si rincorrono e resta poco spazio per fermarsi, rallentare e ripartire con nuova consapevolezza. Eppure è proprio la consapevolezza di sé e del proprio fare il punto di partenza per osservare con sguardo nuovo la città, o meglio tutte le aree e luoghi della città in cui si vive, si lavora e si creano relazioni.

Ogni pensiero e ogni azione trovano fiducia quando sono centrati sullo stare nella presenza, che è ascolto profondo e nuova attivazione per vivere in modo consapevole ogni gesto, piccolo o grande, in ogni contesto: dalla famiglia al lavoro, dal sociale allo sport. È la convinzione di Stefania Piccini e Fiorinda Pedone, fondatrici dell’Associazione Vivere Mindfulness Aps, che da questa visione hanno immaginato una città intera capace di ricordare ai suoi abitanti di esserci, a scuola come in ospedale, al parco come sul posto di lavoro.

Si chiama “Città che Vive Mindfulness” ed è un modello in cui cittadini, istituzioni, professionisti e associazioni fanno rete nel segno dell’autenticità e del rispetto di sé e degli altri. Ogni spazio può “vestirsi” di messaggi gentili che invitano a prendere un respiro, a chiedersi “come sto, davvero?” e a ricordare che nessuno affronta una sfida da solo. Il progetto pilota è partito a gennaio 2026 ad Altavilla Vicentina e ora dopo altre tappe, incontra Roma.

Il percorso è pensato come una co-creazione tra l’associazione e i Comuni: ciascuna Amministrazione racconta come intende promuovere la città consapevole, sceglie come “vestirla” e descrive le attività con cui sostenere i cittadini, mettendo in rete associazioni e professionisti del territorio.

L’idea è iniziata con Altavilla Vicentina per sperimentare il modello su più livelli. Al termine della fase pilota saranno definiti i criteri per ottenere il bollino “Vivere Mindfulness”, insieme a grafiche, cartelloni e materiali multimediali. Un ruolo prezioso spetta anche ai giovani, con il loro sguardo fresco e libero da mappe precostituite: saranno loro a dire come vorrebbero vedere la città che vive mindfulness.

Adesso il progetto pilota intende coinvolgere Roma. L’appuntamento con “Città che Vive Mindfulness” è infatti fissato per oggi pomeriggio alle ore 17.30, a Roma Municipio XII al centro anziani Bel Respiro (via Vitellia, 104), con ingresso gratuito, per la conferenza di presentazione del progetto pilota. Mindfulness

L’incontro è patrocinato da Roma Capitale Municipio XII e si apre con i saluti istituzionali di Alessandro Alongi, consigliere del Municipio XII, prende poi la parola Leandro Aglieri, presidente della Consulta Roma Smart Lab, seguito da Stefania Piccini e Fiorinda Pedone, presidente e vicepresidente dell’Associazione, e da Monica Cantoni, socia fondatrice dell’Associazione.

Il sottotitolo della conferenza, “La consapevolezza di sé come progetto di comunità”, racchiude il senso dell’iniziativa: il rinnovamento comincia da ciascun cittadino, che nel proprio piccolo può fare la differenza. Basta vivere nella presenza di sé e fare di ogni azione e di ogni scelta un gesto di rispetto. Basta saper rallentare per apprezzare ciò che ci sta intorno, e la qualità della vita migliora per tutti. In un’ottica di “ecologia profonda”, nessuno viene giudicato e ognuno è riconosciuto nelle proprie capacità.

L’associazione intanto cresce grazie al passaparola dei soci e offre incontri online gratuiti per allenare la presenza non giudicante. È lo stesso filo che attraversa il libro delle autrici, “Mindfulness. La Rivoluzione Interiore” (Anima Edizioni, 2026), dove si legge che la rivoluzione autentica “non spinge in avanti” ma “riporta a casa”. Ascoltare, fermarsi, essere: tre gesti semplici che, condivisi, possono cambiare il volto di un quartiere e di una città.

SILVANA LAZZARINO

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