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Paesaggio della Sicilia centrale

Le Associazioni del gruppo SOS Sicilia Centrale, che nel 2020 hanno organizzato l’incontro “Umbilicus Siciliae. Cerere tradita e abbandonata. Prospettive per il futuro del patrimonio archeologico della Sicilia centrale”, presentando un video-denuncia sul grave stato di abbandono e di degrado delle aree archeologiche, tornano a far sentire la loro voce per denunciare l’imperante immobilismo politico, socio-economico e culturale. Immobilismo che continua a impoverire, in modo costante e critico, le aree interne della Sicilia e in particolare quelle della zona centrale dell’Isola.

Lo svuotamento demografico della Sicilia interna ha indubbiamente tra i motivi quello dell’assenza di prospettive di lavoro e di complessiva qualità della vita e dei servizi. Ed è indubitabile che “chi sceglie di abbandonare la propria terra constati amaramente il disinteresse e l’assenza di soluzioni di sistema, dalle politiche del lavoro a quelle culturali. Se lo Stato e chi lo rappresenta non si preoccupa e non si occupa di ciò che sono le potenzialità (a cominciare dalle intelligenze dei giovani), chi dovrebbe farlo?”, scrivono nel comunicato stampa.

“La fuga dei giovani o, addirittura, di intere famiglie alla ricerca di migliori condizioni di vita e di lavoro è diventata ormai inarrestabile. SOS Sicilia Centrale ritiene che ci sia un nesso profondo tra l’abbandono istituzionale – dal mancato controllo del territorio per evitare gli incendi alla deriva della sanità pubblica –  e l’abbandono della Sicilia”.

“Tale abbandono riguarda anche il patrimonio culturale, visitabile rapsodicamente per qualche passeggiata a pagamento, ma non fruibile nell’ordinarietà a causa delle condizioni disastrose in cui versa – continua la nota –. Nonostante nel 2020 e nel 2021 siano stati presentati esposti, nelle Procure competenti per territorio, per denunciare il degrado e l’abbandono di importanti aree archeologiche, come Sabucina, nel territorio nisseno e Montagna di Marzo, nel territorio ennese, vandalizzate e depredate dai ‘tombaroli’, abbiamo dovuto prendere atto che tali denunce, finalizzate ad accertare le responsabilità di questo insostenibile scempio, sono state incredibilmente archiviate dalla magistratura”.

Le Associazioni che compongono “SOS Sicilia Centrale”: Associazione Alchimia, Associazione Archeologica Nissena, Collettivo Letizia, Comitato di Gibil Habib, Italia Nostra Sicilia, più Città, Pro Loco di Caltanissetta, SiciliAntica, Società Dante Alighieri di Caltanissetta, proseguono: “Ci chiediamo quindi quale futuro sia riservato a chi ancora, nonostante tutto, si ostina a vivere in questo territorio, cercando di resistere e di non arrendersi, nella speranza di un cambiamento”.

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Paesaggio della Sicilia centrale

“Le amministrazioni locali e regionali non sono state in grado, finora, di dare una risposta ai tanti problemi che attendono, da troppo tempo, una soluzione concreta. La recente visita a Caltanissetta dell’attuale Assessore regionale al ramo,  in occasione di un’importante scoperta effettuata nel sito archeologico di contrada Manca a Vallelunga Pratameno, venuto alla luce durante i lavori di raddoppio della linea ferroviaria Catania – Palermo, conferma che il patrimonio culturale e quello archeologico in particolare continuano a essere usati dai nostri governanti a scopo meramente propagandistico e che nulla di diverso è stato fatto finora rispetto agli Assessori che lo hanno preceduto: la Regione Siciliana continua a fare la guerra alle competenze tecnico-scientifiche e in primis agli archeologi la cui vacatio negli organici delle Soprintendenze e dei Parchi Archeologici è, purtroppo, sempre più frequente”.

Ed infine: “Pertanto le Associazioni del gruppo SOS Sicilia Centrale, che in passato hanno cercato, spesso invano,  di interloquire e di collaborare con le istituzioni e gli enti preposti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale, si sono recentemente riunite per elaborare una proposta che possa contribuire, in qualche modo, a salvaguardare le testimonianze del nostro passato: la costituzione di un ‘Osservatorio permanente’ che possa monitorare lo status non soltanto dei siti archeologici e minerari, ma anche di chiese, monumenti, palazzi storici, giardini pubblici, musei, biblioteche, innanzitutto al fine di fotografare l’esistente e, laddove possibile, intervenire, con iniziative mirate e concrete. La proposta è rivolta e aperta a tutte le Associazioni culturali, operanti nel territorio della Sicilia centrale, che hanno a cuore il futuro di questa terra il cui destino non può e non deve essere già inesorabilmente segnato”.

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