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Alessandro Anzalone

Prematuramente, un anno fa, si spegneva la vita di Alessandro Anzalone. Aveva appena compiuto, un mese prima, i suoi cinquant’anni. Un destino cinico e baro, con lui. E con la sua amata, affiatata e splendida famiglia. Fu un brutto colpo per tutta Serradifalco.

Morì giovedì 20 agosto dello scorso anno e domani – 19 agosto (la celebrazione non è possibile il 20, ndr) – alle ore 18 presso il Santuario San Calogero di Naro (come per il funerale) sarà celebrata in suo suffragio una santa messa, per ricordarlo. Un momento religioso e spirituale, per onorarne la memoria.

“Insieme a te è volato in cielo un pezzo del nostro cuore – dichiara teneramente la moglie Rosa Amico a La Voce del Nisseno -. Ma la tua forza, la tua gioia e il tuo amore, ci accompagneranno nel cammino della vita”. Parole belle e vibranti, semplici, alla viglia dell’anniversario della morte del marito Alessandro Anzalone.

Rosa Amico prosegue: “Non ci sei materialmente, ma ti portiamo sempre con noi. In ogni istante dei nostri giorni”. E infine, cita i versi di una canzone del grande Francesco Guccini: “Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi, che come allora sorridi”.

Parole intense, che Rosa Amico fa sue e che a nome della famiglia le dona al cielo. Al loro amato Alessandro. Aveva compiuto a luglio i suoi cinquant’anni, come anticipato. Tifosissimo della mitica Juventus, adorava la moglie e i due figli: Michele e Carmelo. Entrambi sportivi e sostenitori bianconeri.

Ricordo che in occasione dello scudetto bianconero del 2016, in paese il club “Boniperti” organizzò dei festeggiamenti e nella vecchia sede ci fu festa, allegria, divertimento. Lui era in prima fila. Con la sua esuberanza. Ma soprattutto ricordo la festa sociale che venne organizzata l’anno seguente. Era infatti il dicembre 2017. E ci ritrovammo nel locale per un momento conviviale.

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Alessandro Anzalone e la sua famiglia

Natale, Rosario e Giuseppe – i suoi fratelli -, anche loro juventini doc, a gioire con lui e per lui. Purtroppo, una brutta e grave malattia si impossessò di Alessandro Anzalone; coriacemente lottò, al fianco perennemente la sua famiglia. I pilastri portanti erano la moglie, Rosa, che aveva sposato nell’agosto 1994 e i due amatissimi figli: Michele, oggi 26 anni, Carmelo, di appena tredici.

Era stato un agente di commercio. Laborioso, dedito al lavoro, mostrava anche nell’attività professionale la sua allegria e la sua grinta. La grave malattia, piegò la sua voglia di vivere. “Si è fatto amare da tutti, sempre”, racconta al cronista Rosa, la moglie. Ne ricorda il brillio nei suoi occhi, vispi e profondi.

Venne ricoverato presso una Rsa di Naro, la San Calogero. Una struttura eccelsa, mi dice la moglie. Assistito sino alla fine, amorevolmente. Quella struttura era diventata una seconda casa, per lei e per i figli. In prima linea per accudirlo. Ogni giorno erano lì, per far sentire ad Alessandro calore e affetto.

Noi oggi, umilmente, con questo “ricordo” giornalistico vogliamo onorarne la memoria e mandare un abbraccio – forte e sincero – a tutta la famiglia. Ricordarlo, in fondo, è farlo rivivere.

MICHELE BRUCCHERI  

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