salvatore petrantoni
L'autista Salvatore Petrantoni

Dopo quasi quarant’anni di attività come autista di pullman, Salvatore Petrantoni va in pensione. Prossimo ai 61 anni che festeggerà a novembre, ha lavorato sempre nell’ambito del trasporto pubblico. Persona affabile e gentile, ora staccherà “la spina” per godersi il meritato riposo.

Riavvolgiamo il nastro e raccontiamo questa bella storia intrisa di sudore e sacrifici, non solo personali, che in un certo senso toccano il suo paese: Serradifalco.

Figlio del mitico autista di pullman, Rosario Petrantoni, detto lu zzì Sariddru varba d’oru, Salvatore (chiamato principalmente Totò), inizia il suo percorso professionale come autista di autobus il 21 maggio 1984 con l’allora Alavit. Guiderà il pullman del padre, una ventina di giorni dopo; e farà la stessa tratta: Milena-Caltanissetta. L’ultimo servizio espletato dal congiunto.

Totò Petrantoni passa alla Sais Trasporti il 20 marzo 1992. E lavorerà sino allo scorso primo aprile, allorquando matura la pensione. C’è da aggiungere che in precedenza aveva lavorato per alcuni anni con un’altra ditta della zona. Quasi quattro decenni da autista, quindi. Sposato, padre di due figli – Rosario (34 anni) e Giuseppe (25 anni) –, ha dimostrato di essere un bravo autista, nonché una persona disponibile e cortese.

Non ha mai avuto, ad esempio, un sinistro con il pullman. In quasi quarant’anni da autista, tutto – grazie al cielo – è filato liscio. Bravura e fortuna. Ovviamente ha gestito le varie tratte dell’azienda e per ben quindici anni ha servito il percorso Agrigento-Roma. Un tragitto lungo e faticoso, espletato magistralmente.

Il padre prima e lui poi, hanno erogato un prezioso servizio nel territorio. Le tratte Serradifalco verso il capoluogo nisseno e viceversa per gli studenti, ma anche Gela o Campofranco e Palermo per le maestre in servizio.

salvatore petrantoni
Salvatore Petrantoni alla guida

Totò Petrantoni, che tra le altre cose ha suonato il bombardino con la banda musicale “Maestro Angelo Licalsi”, ha avuto come punto di riferimento umano e professionale suo padre. Lu zzì Sariddru, che come si ricorderà, aveva una parlata “particolare”, un misto di serradifalchese e di sancataldese, con l’inseparabile sigaretta in bocca, gli ha insegnato certamente i “trucchi” del mestiere, dopo trent’anni di onorato servizio (era nato il 12 maggio 1924 ed è morto, a quasi 82 anni, il 26 gennaio 2006). Una figura veramente singolare e caratteristica.

Gli ha trasmesso la sua esperienza sul campo e la sua competenza acquisita in tanti anni di guida. Lui – lu zzì Sariddru – che ad ogni argomento che nasceva, dispensava proverbi antichi pertinenti che calzavano sempre a pennello. Tanti sacrifici anche per lui, che di buon mattino portava i minatori in miniera (vi erano diversi turni) e poi gestiva la tratta per gli studenti da “portare” a Caltanissetta. E viceversa.

Tante generazioni, dunque, hanno avuto nei Petrantoni un essenziale punto di riferimento. Professionisti seri e abili, probabilmente “testimoni” di peculiari segreti (amori sbocciati e traditi, discussioni vivaci e litigi, ma anche riappacificazione). Chissà! Totò, dopo quasi quarant’anni di lavoro, finalmente ora potrà godersi la pensione.

MICHELE BRUCCHERI

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