giuseppe cordaro
Giuseppe Cordaro e il giornalista Michele Bruccheri con un'opera di Maria Gina Tortorici

“Quando muore un poeta, al mondo c’è meno luce per vedere le cose” (Alda Merini). E da oggi, ci sarà meno luce a Serradifalco. È morto, infatti, poche ore fa il poeta-minatore Giuseppe Cordaro. Aveva compiuto 84 anni lo scorso 19 febbraio. La citazione è stata riportata, sui social, dal figlio Salvatore. Conservo una miriade di ricordi con il poeta “caruso”, ma non basterebbe un libro per raccontarli tutti.

Di striscio, accenno al fatto che sovente era mio ospite alla radio. Curava una rubrica di poesia all’interno dei miei programmi. Mi leggeva sempre. La Voce del Nisseno lo divorava con curiosità e gioia. E i suoi sinceri complimenti, erano sempre una tenera carezza. In diverse occasioni, era stato in intere paginate sul periodico d’informazione che dirigo.

giuseppe cordaro
Giuseppe Cordaro

L’ho presentato pochi anni addietro nell’ambito di un reading poetico. La poesia era la sua vita, era il suo ossigeno. Ma oggi voglio ricordarlo con un articolo che gli dedicai nel 2005, allorché pubblicai il primo volume dei miei “Ritratti serradifalchesi”.

In un breve profilo biografico, Giuseppe Cordaro ha scritto: “A tredici anni ho dovuto abbandonare la scuola per andare a lavorare in miniera, vi ho lavorato per 23 anni, altri sette anni ho lavorato in cave di pietra. Sono autodidatta, laureato all’Università della Vita…”.

Già all’età di 14 anni scriveva versi. Agli inizi degli anni Settanta ha pubblicato un volume di liriche intitolato “Realtà e sogni”.  Si è dedicato anche a scrivere novelle e racconti. Ha inoltre partecipato con successo a numerosi concorsi di poesia e narrativa, sia a livello nazionale, sia a livello internazionale. Le soddisfazioni non sono mai mancate.

Cito dal mio articolo del 2005: “Sei anni fa ha pubblicato un libro di poesie dal titolo eloquente ‘Sentimenti’. Da sempre ha narrato il suo amato paese, Serradifalco, e i serradifalchesi. La sua ‘voce’ canta la vita, la gioia e i dolori”. Tra i suoi più importanti riconoscimenti segnaliamo il secondo posto, a Torino, al premio nazionale di narrativa.

Prendo un altro brano tratto dalla mia monografia, dove tratteggiavo il suo profilo culturale: “Venti anni addietro vinse il premio regionale di poesia siciliana ‘Castelluccio’, a Racalmuto. Coppe, targhe e diplomi – numerosi – al premio nazionale Città di Caltanissetta. Nel 1992, a Chiavari (Genova), gli è stato assegnato il diploma di merito e una menzione speciale in occasione del premio nazionale ‘Le caravelle’. Targa e diploma d’onore, a Pontedera, al premio internazionale ‘Giovanni Gronchi’”.

Ogniqualvolta vinceva, scrivevo sul Giornale di Sicilia o l’ospitavo alla radio. Quante registrazioni! “Sono un poeta, / l’uomo che canta la vita. / Mi accollo tutto di tutti, / soffro per chi soffre… / piango per chi piange”.

Sposato con l’amatissima moglie Rosa dal 1963, era rimasto vedovo il primo ottobre 2011. Padre di due figli, Maria Giuseppina e Salvatore (che abbiamo citato all’inizio), ha pubblicato diversi libri. “Radici e Tradizioni” (2008), era in vernacolo siciliano. E poi, c’è stato anche “…e le stelle stanno a guardare” (novembre 2013). Dedicato alla moglie. Insomma, centinaia e centinaia di versi che hanno cantato la vita.

C’è dolore e tristezza per questa perdita umana e culturale. Fioccano i primi messaggi. Su tutti, concludo con le parole del sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, che incarnano i sentimenti di tutti: “La morte toglie a questo Paese un altro suo concittadino che tanto è stato amato da tutti per aver saputo trarre dalla vita, dalla tradizione e dalle memorie di un tempo che nessuno ancora, grazie anche a Lui, ha dimenticato, profonde pagine di poesia. Oggi ci ha lasciato Giuseppe Cordaro (Peppe come lui voleva essere chiamato) e non per effetto della pandemia ma solo perché il suo corpo, segnato dal distacco dalla sua amatissima sposa, non ce l’ha fatta a sopravvivere oltre quanto già era riuscito a fare”.

“Lo ricorderò con profondo affetto perché, nonostante la differenza di età, mi faceva sentire il calore dell’amicizia, con il vigore che gli Uomini forti sanno trasmettere – conclude Burgio -. A lui e ai suoi familiari il Cordoglio di tutta la sua Serradifalco. Parteciperò alle esequie indossando la fascia tricolore in segno di rispetto per quello che ha rappresentato e ha donato al suo amato Paese”.

Il funerale sarà celebrato (oggi 16 aprile, alle ore 16, ndr) presso la chiesa Immacolata Concezione di Serradifalco.

MICHELE BRUCCHERI

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