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Parte del progetto
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L’ingegnere Fabio Salvatore Corvo

Un progetto importante e ambizioso. Un impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) per Serradifalco, con annessa una discarica per i rifiuti non pericolosi da conferire in contrada Martino-Rabbione. Un intervento che consiste nella realizzazione di una nuova vasca “avente volume di abbancamento di oltre un milione e duecentomila metri cubi”. A proporre questa ghiotta opportunità è la società Caltanissetta TMB srl. L’ingegnere Fabio Salvatore Corvo rappresenta la società di Ingegneria ICA engineering incaricata per la progettazione dell’intervento.

IL GRUPPO DI LAVORO. Della compagine interdisciplinare fanno parte, oltre al coordinatore del gruppo di lavoro (l’ingegnere Fabio Salvatore Corvo), l’ingegnere Dario Damiano Corvo (progettazione generale), i geologi Arcangelo Pirrello e Michele Panzica, l’ingegnere Fabio Alabiso (collaborazione alla progettazione generale) e il geometra Francesco Cannella (topografia ed elaborazioni grafiche in 2D e 3D). Sia la nuova vasca e sia l’impianto verranno realizzati su aree private e distinte dalla discarica esistente.

LA SALUTE PUBBLICA. “Per quanto riguarda i rischi per la salute pubblica – spiega l’ingegnere Fabio Salvatore Corvo – si ritiene opportuno precisare che i rifiuti che verranno trattati non saranno pericolosi. I rifiuti, inoltre, verranno trattati (separazione secco-umido) all’interno di un capannone industriale mantenuto in costante depressione rispetto all’ambiente esterno, evitando così la diffusione di odori molesti. C’è da aggiungere che la biostabilizzazione della frazione umida avverrà all’interno di biocelle chiuse, evitando la dispersione di materiale dovuta alla pioggia o al vento. Infine, l’aria estratta dal capannone verrà in parte avviata alle biocelle e in parte al biofiltro”.

IL TRATTAMENTO. La discarica accoglierà il Rifiuto Urbano Residuo (RUR) a valle della Raccolta Differenziata (RD). Il rifiuto urbano residuo – prima di essere abbancato – verrà trattato nello stabilimento per il Trattamento Meccanico Biologico (TMB). Sostanzialmente, il trattamento consisterà nella tritovagliatura del rifiuto urbano residuo, “con riduzione di volume – si legge nel progetto che La Voce del Nisseno ha potuto visionare -, e nella biostabilizazzione della Frazione Organica (FORSU)”.

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Il progetto con le diverse aree

I DATI. I dati dell’iniziativa sono questi: l’area d’intervento è di 179.100 metri quadri, il volume netto della discarica è di 1.243.228 metri cubi, il rifiuto urbano residuo trattabile è di 47.000 tonnellate e la Frazione Organica trattabile è di 20.000 tonnellate. Ed ancora: i volumi di scavo sono di 188.812,66 metri cubi, quelli di riporto sono 174.084,86 metri cubi e il volume residuo da utilizzare per il ricoprimento è di 14.727,80 metri cubi. Il sito individuato è ubicato a Serradifalco, in contrada Martino e presenta una serie di fattori preferenziali. Come ad esempio, la viabilità esistente di livello provinciale e l’interconnessione con la rete statale e la posizione baricentrica rispetto al potenziale bacino d’utenza. E’ inoltre adiacente alla precedente discarica esistente già esaurita, non è immediatamente percepibile alla viabilità principale ed è distante rispetto al centro abitato di circa 5 chilometri in linea d’aria; c’è assenza di falda idrica e per la sua depressione naturale e per la morfologia, “il sito risulta perfettamente idoneo all’insediamento di una discarica”.

L’INCARICO DELLA PREFETTURA. L’individuazione del sito è stata effettuata dal Genio civile su incarico della Prefettura di Caltanissetta. Infatti, per fronteggiare l’emergenza rifiuti (O.M. n° 2983/1999) aveva definito un programma di interventi per il superamento della carenza d’impianti. Quel programma prevedeva l’ampliamento della discarica esistente. Dunque, il Genio civile nisseno individuò per la prima volta “il sito in esame come idoneo per la realizzazione di una discarica per rifiuti non pericolosi”. E con nota prefettizia (n° 499-C.10 –F29/Em del 12 settembre 2005) “fu autorizzato ad accedere nel sito de quo per i rilievi ed accertamenti del caso”.

IL GENIO CIVILE. Il progetto elaborato dal Genio civile contemplava la realizzazione di una vasca per rifiuti pericolosi e un impianto per la riduzione e la biostabilizzazione dei rifiuti. Quel progetto è esecutivo e contempla pure la Valutazione di Impatto Ambientale (“Sulla base dello studio condotto – si legge – ed esposto, tenendo conto di tutte le opere di mitigazione prescritte, l’impianto in progetto risulta compatibile con l’ambiente circostante”. Nell’ambito dell’inquadramento ambientale, si riscontra l’assenza di alberature e di insediamenti abitativi anche sparsi.

INQUADRAMENTO AMBIENTALE. Da un punto di vista geologico la formazione di base è costituita dalle argille brecciate di colore grigio azzurro contenenti sottili livelli arenaci. I terreni di copertura presentano sempre una matrice argillosa e contengono elementi lapidei. Dal punto di vista morfologico l’area si presenta acclive ma complessivamente stabile ed idonea alla realizzazione della discarica. Per quanto concerne gli aspetti relativi all’idrologia ed all’idraulica, il sottobacino su cui insiste l’insediamento de quo ricade nell’ambito del bacino del Fiume Platani. Infine, l’area è solcata da un impluvio principale ed uno secondario che confluiscono in un fosso esistente ai piedi del sottobacino. «La discarica occuperà l’impluvio in destra idraulica. Gli studi idrologici sono stati estesi all’intero sottobacino», conclude il documento.

IL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI. Per il dimensionamento dell’impianto di trattamento si è adottato il “bilancio di massa” che è contenuto nell’aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti approvato dalla Giunta Regionale (delibera n. 2 del 18/01/2016). Il “Modello di Dimensionamento dei flussi” adottato nel piano, proprio perché prefigura scenari futuribili, a partire da un’ipotesi di conseguimento nell’intera regione di una percentuale di Raccolta Differenziata del 20% ed in progress fino al 65%, consente il beneficio in prima istanza, di non ancorare il Dimensionamento all’acquisizione dei dati attuali comune per comune dei rifiuti urbani raccolti separatamente e non, “stante che, sicuramente come attestano i dati del Rapporto Rifiuti dell’ISPRA, la percentuale media di Raccolta Differenziata nell’Isola è pari al 13,4%”.

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Una panoramica del progetto

L’intervento progettuale, in ottemperanza al Piano Regionale dei Rifiuti, è stato dimensionato per accogliere, trattare ed abbancare il Rifiuto Urbano Residuo provenienti dalla S.R.R. n°3 “Caltanissetta Provincia Nord”. L’impianto di TMB e la discarica sono stati dimensionati per rispondere al complesso quadro delle esigenze della popolazione ricadente nell’ambito Caltanissetta Nord.

CAPACITA’ DELLA DISCARICA E DELL’IMPIANTO TMB. Il Piano Regionale prevede che, nei prossimi anni, la Raccolta Differenziata venga incrementata progressivamente fino al raggiungimento del 65%. Il Rifiuto Urbano Residuo conseguentemente si andrà via via riducendo dalle attuali 60.000 tonnellate a circa 20.000 tonnellate. Al crescere della Raccolta Differenziata si ridurrà la FORSU in favore della frazione organica da Raccolta Differenziata. L’impianto in progetto potrà accogliere il RUR che il piano prevede a seguito di una Raccolta Differenziata al 40% ossia 47.031 tonnellate e potrà effettuare la stabilizzazione attraverso l’impianto di biostabilizzazione di 20.000 tonnellate ossia della FORSU.

La vasca consentirà l’abbancamento di circa 1.200.000 metri cubi e potrà accogliere i RUR a valle della Raccolta Differenziata, tra 40% e 65%, per circa 30 anni. Il Piano infatti prevede che, una volta raggiunto l’obiettivo della Raccolta Differenziata al 65%, il conferimento in discarica da TMB sia di 22.321 tonnellate.

«La Caltanissetta TMB, società proponente – conclude l’ingegnere Corvo – ha confermato la piena disponibilità e volontà di definire adeguate misure di compensazione con l’Amministrazione comunale di Serradifalco».

MICHELE BRUCCHERI 

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