vincenzo sorce
Padre Vincenzo Sorce

Se ne va un grande protagonista del territorio e non solo: padre Vincenzo Sorce. Stamattina improvvisamente è morto. Aveva 74 anni. Nato a Serradifalco, aveva fondato nel 1980 l’associazione Casa Famiglia Rosetta, una sterminata e importante realtà legata al volontariato. Una delle spine dorsali del Nisseno, ma pure con ramificazioni a livello nazionale ed internazionale. La denominazione “Rosetta” fu una scelta precisa per ricordare un membro del gruppo originario, madre di famiglia, morta giovanissima (appena 35 anni) di dermoscelorisi.

I funerali del sacerdote nato a Serradifalco saranno celebrati giovedì prossimo, alle ore 16.30, presso la cattedrale di Caltanissetta. La camera ardente sarà allestita presso la parrocchia Immacolata Concezione, retta dal sacerdote Diego Trupia. Sino a mercoledì. Nel pomeriggio sarà dunque trasportata nella sede di Casa Famiglia Rosetta, di cui è stato il fondatore e presidente. Nato il 28 novembre, lo scorso anno (esattamente il 3 dicembre per la Giornata Internazionale della Disabilità) venne festeggiato con una torta al Teatro Regina Margherita del capoluogo nisseno in occasione di un importante meeting.

L’ho intervistato spesso. Ho presentato varie iniziative, con lui presente. Una memoria prodigiosa e brillante, la sua. Un eloquio forbito, un argomentare affascinante e coinvolgente. Leggeva il nostro periodico d’informazione La Voce del Nisseno e talvolta abbiamo collaborato, in modi diversi, per divulgare le molteplici attività delle sue preziose realtà associative in favore del prossimo.

Nel marzo 2005 avevo scritto un articolo su di lui nella mia monografia Ritratti serradifalchesi – volume primo e titolai: Don Vincenzo Sorce e il coraggio di osare. Parafrasando il titolo di un suo fortunato libro. Ebbi modo di presentare, quattro anni addietro, l’associazione culturale “Serra del Falco”, guidata egregiamente dal presidente Sergio Milazzo. Quel 13 marzo 2015, gli venne consegnata anche una pergamena con la seguente scritta: “Un impareggiabile studioso, fine promotore di saperi e virtù, da sempre tra i figli più ammirati di questa Terra…”.

Ordinato sacerdote nel 1970, era laureato in Pedagogia e Sociologia. Era anche giornalista pubblicista e docente di Catechistica e Pastorale alla Facoltà Teologica di Sicilia, a Palermo. Aveva insegnato per trent’anni. Era, inoltre, docente di Dottrina sociale della Chiesa presso l’Istituto Teologico “Mons. Guttadauro” di Caltanissetta.

vincenzo sorce
Padre Sorce in un evento pubblico presentato da Michele Bruccheri

Amava Serradifalco e sovente trascorreva il suo tempo libero, di preghiera o di incontri nel piccolo paese del Vallone. Ha creato il suggestivo Eremo “Don Calogero Limone” (si affaccia sul lago Soprano). Apprendere la notizia della sua prematura morte, è stato un fulmine a ciel sereno. Stimato e apprezzato da tutti, era nota la sua dedizione e il suo impegno in favore degli ultimi. Il progetto terapeutico “Terra Promessa” da anni è in collaborazione con l’agenzia dell’Onu. Lotta alle tossicodipendenze, ma anche numerosi corsi di formazione per medici, psichiatri, operatori vari dei Paesi dell’Est e dell’Africa.

Con “Casa Famiglia Rosetta” è presente pure in Brasile, a Porto Velho e Ouro Preto do Este – Rondonia. Con strutture per il sostegno del trattamento dei disabili e una comunità di recupero dalle tossicodipendenze. Un impegno in Africa, poi, da pochi anni in Tanzania, per disabili e ammalati di Aids. Una struttura che vanta circa 1.500 utenti e quasi duecento dipendenti, un fiore all’occhiello.

Padre Vincenzo Sorce era anche presidente regionale e vice presidente nazionale dell’Aris, che comprende la galassia delle strutture sanitarie di matrice cattolica. Ha scritto numerosi articoli e pubblicato tanti libri. Volumi in ambito terapeutico, sociologico, spirituale e catechistico. È stato docente di Pedagogia sociale alla Lumsa, membro del Comitato scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici. Aveva esteso il suo forte impegno, moltiplicandolo, su diverse frontiere del disagio. Recupero dei tossicodipendenti, ma anche centri per il trattamento di altre dipendenze come l’alcolismo e la ludopatia. A Caltanissetta, ma anche in parecchie realtà. Elencare quelle esistenti in Sicilia, sarebbe impresa ardua.

Dal lontano 1993, l’associazione Casa Famiglia Rosetta ha avuto il riconoscimento giuridico da parte del Ministero degli Interni. Obiettivo della sua missione: l’accoglienza, la riabilitazione, il reiserimento, la partecipazione alla vita della società delle persone in difficoltà. Una struttura che opera attivamente non solo in ambito regionale e nazionale, ma anche all’estero.

Un sacerdote che si è portato dentro il suo cammino d’incontri, persone, eventi, relazioni. Tre anni addietro mi fu regalato il suo libro “Se vince la luce”. E voglio concludere questo articolo che non avrei voluto scrivere, con le sue parole: “Quando si accende la luce dalla luce che è Cristo, allora si sprigionano nuove energie, si aprono nuovi orizzonti. Ho cercato di accendere da Cristo, la luce che illumina ogni uomo, la luce dell’ottimismo, della compassione, e di trasmetterla per contagio a migliaia di fratelli e sorelle. E ho sperimentato infinite volte che è meglio accendere una candela nella notte che bestemmiare contro le tenebre. E nelle notti ho sperimentato le luci più intense che mi hanno avvolto, mi hanno dato calore, mi hanno dato il coraggio di osare”.

MICHELE BRUCCHERI      

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