RE.A.DY
Il consigliere comunale Alessandro Safonte

Anche Serradifalco aderisce alla Rete RE.A.DY per contrastare e sensibilizzare atteggiamenti e atti contro la diversità di genere.

Approvazione unanime da parte del Consiglio comunale di Serradifalco della proposta di delibera dei consiglieri comunali Alessandro Safonte (primo firmatario) e Calogero Safonte che ha per oggetto “Adesione alla carta degli intenti della RE.A.DY – Rete nazionale delle Pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e di genere”.

I due consiglieri comunali di Serradifalco hanno proposto, infatti, di aderire alla carta d’intenti RE.A.DY, di intraprendere un percorso istituzionale con le realtà locali e cittadine “volto alla sensibilizzazione del territorio su temi, appunto, riguardanti le discriminazioni derivanti dall’orientamento sessuale”, spiegano.

“Provo soddisfazione per l’approvazione di questo importante provvedimento – dichiara a La Voce del Nisseno (versione online) il consigliere comunale Alessandro Safonte -. Questa iniziativa nasce in me dall’esigenza di dare un segnale concreto alla cittadinanza serradifalchese sull’importanza di sensibilizzare la collettività sulle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Questa esigenza era scaturita da un post sui social di una nostra concittadina”.

La proposta di delibera, approvata unanimemente ed immediatamente esecutiva, incarica il responsabile dell’area comunale (Affari Generali ed Istituzionali – Servizi alla persona scolastici e culturali, ndr) “a dare a tutti i provvedimenti inerenti e conseguenti all’approvazione – si legge nel provvedimento – la massima pubblicità della carta d’intenti”.

RE.A.DY
Il consigliere comunale Calogero Safonte

Facciamo un passo indietro. Il Trattato per il Funzionamento dell’Unione Europa (TFUE) di fatto individua ben sei fattori di discriminazione che “le istituzioni comunitarie devono impegnarsi a combattere: il sesso, la razza e l’origine etnica, la religione e le convinzioni personali, gli handicap, l’età e le tendenze sessuali”.

C’è poi un articolo della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che vieta “qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle, l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione le convinzioni personali, le opinioni politiche o qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuale”.

Inoltre, l’impegno corale da parte di tutti è quello di promuovere una società che favorisca le pari opportunità. E il Libro Verde del maggio 2004 della Commissione Europea stabilisce che “i principi di parità di trattamento e non discriminazione siano al centro del modello sociale europeo, rappresentando i valori fondamentali dell’individuo”.

Come si sa, poi, la nostra Costituzione italiana afferma: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”.

I firmatari della proposta di delibera, avevano anche evidenziato che “da diversi anni le Amministrazioni locali e regionali hanno avviato politiche per favorire l’inclusione sociale delle cittadine e dei cittadini LGBT (persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali/trans gender), sviluppando azioni e promuovendo atti e provvedimenti amministrativi per contrastare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”.

I due consiglieri comunali hanno pure sottolineato che “in Italia le persone LGBT non godono ancora di pieno e reale diritto di cittadinanza e vivono situazioni di discriminazione nei diversi ambiti della vita familiare, sociale e lavorativa a causa del perdurare di una cultura condizionata dai pregiudizi”.

Per entrambi, dunque, risulta essenziale “l’azione delle Pubbliche Amministrazioni per promuovere, sul piano locale, politiche che sappiano rispondere ai bisogni di persone LGBT, contribuendo a migliorarne la qualità di vita e creando un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi”.

Nel 2006 è stata istituita la rete RE.A.DY  su proposta del Comune di Torino e Roma, nell’ambito del Convegno “Città Amiche”, per promuovere culture e Politiche delle differenze e sviluppare azioni di contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. L’obiettivo della Rete “è individuare e diffondere politiche di inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e trans gender realizzate dalle pubbliche amministrazioni a livello locale, contribuendo così alla diffusione delle best practices su tutto il territorio nazionale a supporto delle pubbliche amministrazioni nella realizzazione di attività rivolte alla promozione ed al riconoscimento dei diritti delle persone LGBT”.

RE.A.DY
Comune di Serradifalco

Alessandro Safonte e Calogero Safonte, nella proposta di delibera approvata, avevano ricordato che “la creazione di tale rete è stata la prima occasione in Italia che ha visto diversi Enti Locali lavorare in sinergia per promuovere culture e politiche delle differenze e sviluppare azioni di contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, e alla Rete RE.A.DY guardano con attenzione anche alle Istituzioni Internazionali in particolare l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA)”.

Attualmente, più di duecento amministrazioni locali hanno aderito alla Carta d’Intenti dell’Associazione RE.A.DY.

MICHELE BRUCCHERI

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]