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I protagonisti del progetto

Nasce l’undicesima ciclovia turistica nazionale denominata Appennino Bike Tour, la ciclovia dell’Appennino finanziata con 2 milioni di euro per l’installazione della cartellonistica. Un itinerario che si snoda per oltre 2.600 chilometri lungo strade secondarie a basso traffico, con caratteristiche diverse rispetto a quelle già progettate finora, e che coniuga ben 14 regioni al fine di favorire uno sviluppo sostenibile delle aree interne del Paese.

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Cartina Appennino Bike Tour

L’omonima Associazione Appennino Bike Tour, che ha sviluppato il progetto a partire dal G7 Ambiente di Bologna nel 2017, ha di recente incaricato un team di tecnici per completare l’affinamento del percorso richiesto dal Ministero, in una logica cooperativa e d’intesa con gli enti territoriali competenti.

Ciò consentirà, per l’autunno 2021, di consegnare le migliori tracce a basso traffico che collegano le tappe e le grafiche turistiche del percorso; il Ministero potrà quindi procedere con gli adempimenti connessi alla messa in opera della segnaletica rendendo visibile l’itinerario Appennino Bike Tour per l’estate 2022.

Alla conferenza stampa di presentazione, che si è svolta nella sala stampa della Camera dei Deputati, ha illustrato l’avanzamento del progetto Enrico Della Torre, direttore generale Vivi Appennino, che sottolinea: “Grazie al lavoro istituzionale che è stato portato avanti in questi quattro anni e di squadra, con i Comuni, Associazioni nazionali ed enti coinvolti nella ciclovia, stiamo per concludere una progettualità che inizialmente poteva sembrare impossibile da realizzare. L’installazione della cartellonistica che unirà l’Italia dal Nord al Sud attraverso l’Appennino darà una risposta tangibile e porterà a compimento gli impegni presi al G7 Ambiente”.

La Sottosegretaria Barbara Floridia, che insieme all’On. Roberto Traversi ha individuato le risorse per l’installazione della cartellonistica, evidenzia l’importanza ambientale di questa iniziativa: “Questo è un bellissimo progetto che seguo da anni e che sono felice di vedere concretizzarsi. Contribuirà a migliorare la qualità della vita delle persone, rispettando al tempo stesso l’ambiente. Grazie a questa ciclovia, oltre a lanciare una nuova modalità di turismo, contribuiremo allo sviluppo sostenibile dei nostri meravigliosi borghi, di quell’entroterra distante dalle coste e quindi troppo spesso abbandonato e poco conosciuto, ma ricco di tradizioni, e che rappresenta l’eccellenza, la ricchezza paesaggistica, culturale ed enogastronomica del nostro Paese. 43 tappe, 43 luoghi che sintetizzano l’essenza della nostra Italia migliore. Questo percorso si concluderà in Sicilia, con 7 Comuni coinvolti: Monforte San Giorgio, Antillo, Montalbano Elicona, Bronte, Capizzi, Petralia Sottana, Alia”.

Roberto Traversi commenta: “Appennino Bike Tour, la ciclovia dell’Appennino, rappresenta il punto di partenza per avviare un rilancio turistico sia delle aree appenniniche attraversate da questa direttrice, ma anche di quelle limitrofe facilmente raggiungibili con eventuali deviazioni dal percorso individuato. Abbiamo sposato e sostenuto questa iniziativa anche nell’ottica, fondamentale e importantissima, della conservazione, manutenzione e valorizzazione delle strade secondarie convinti che l’uso turistico della bicicletta permetterà di riscoprire territori ed economie locali, favorendo una via alternativa e salutare al turismo di massa”.

Giancarlo Cancelleri, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili conclude: “Una volta completato l’affinamento progettuale da parte dell’Associazione Appennino Bike Tour il Ministero sarà pronto a dare avvio al posizionamento della cartellonistica sulla più grande direttrice ciclo-turistica del Paese. Questo itinerario individuato come undicesima ciclovia turistica nazionale correrà tutto su strade secondarie già esistenti a basso traffico e per questo, nonostante gli oltre 2.600 chilometri di percorso, avremo l’opportunità di inaugurarla il prossimo anno. Siamo convinti che questa novità possa rappresentare un importante modello di sviluppo anche per ulteriori nuovi percorsi a pedali in territori che, come l’Appennino, si trovano ad avere chilometri di strade a basso traffico da valorizzare”.

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