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La poetessa Carmen Ingrao e il giornalista Michele Bruccheri

Queste poesie sono spazio, altezza, larghezza, paralleli e perpendicolari, movimento e direzione. Sono l’anima che lascia sempre l’ombra per andare verso la luce. Questi versi che contiene “La Luce nel Buio”, pieni di amore, sono come il mare: senza limiti. Tre autori: Carmen Ingrao, Lucrezia Ranieri e Daniele Mugnai. Raccontano la vita. Parole di luce, essenza nell’equilibrio, ombre nel buio. Oppure: silenzi di luce, presenza nell’equilibrio, chiarori nel buio. Tonalità di emozioni sapientemente rappresentate anche dalle illustrazioni di Mario Dettoni.

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La copertina del libro

Un libro a tre voci, denso di colori. Tonalità e contrasti narrati con padronanza emotiva. In sintesi: quando la luce incontra il buio, quando il buio sorride alla luce, quando l’equilibrio rende bilanciate le loro lacrime. Di dolore e di gioia. Nelle loro parole, c’è passione. La luce evoca speranza, coraggio, sorriso, futuro, ottimismo, entusiasmo, sguardi, bellezza, armonia, carezza, vita, fede, forza, energia, stupore… L’equilibrio canta la verità, la giustizia, la dignità, il buonsenso, i valori… Il buio, infine, racconta il rimpianto, la morte, il dubbio, la rabbia, il silenzio, la solitudine, il pessimismo, i pensieri, la nostalgia, la tristezza, la malinconia, il passato, la memoria…

I versi che contiene questo volume di Carmen Ingrao, Lucrezia Ranieri e Daniele Mugnai sono delle perle preziose. Trenta liriche intense, dove emerge chiaramente tutto il loro spessore e la loro umanità. Sono tre pittori dell’anima, con le loro parole. A darci una maggiore consapevolezza poi ci sono le fotografie e le quindici canzoni associate ad altrettante poesie. Sono indubbiamente uno sguardo sul mondo e i loro occhi, cioè i loro versi, diventano il bastone del nostro cammino.

C’è la luce. Nelle poesie di Carmen Ingrao questa parola ricorre sovente, anche nei titoli. Nella lirica Nel regno della luce e della verità canta: “e questo immaginario scrigno in cui brillerà per sempre / il tuo volto intelligente e fiero, intriso di dignità e coraggio, / dipinto dalla fede e dal sacrificio, / scolpito dalla fatica e dalla resilienza”. In Necessaria luce: “Mi poso con la mente sui ricordi”. E poi: “Sofferenza e gioia sono le facce della stessa medaglia / e solo i momenti difficili determinano le scelte”. Ed infine (sorvolo su altri splendidi versi): “Vieni, vieni da me luminosa speranza”.

Quest’impulso di luce è associata poi ad una intramontabile canzone dei mitici Pink Floyd: Splende su di te, diamante pazzo (continua a brillare, pazzo diamante). E dopo c’è “Luce” di Elisa, associata ad un’altra poesia dove ad un certo punto, l’autrice siciliana scrive: “Non devo avere paura dell’ignoranza”. In Sole c’è: “…Luce tu sei / vita e calore”. E in Silenziosa Dea canta: “nella memoria danzano vivi i ricordi”. Sono pennellate, sono affreschi… E nella sua successiva lirica: “Le mie cicatrici sono la mia storia”. Pochi versi, ma c’è tutto un mondo. E in Ciò che non crolla tuona: “Anche quando tutto è sudicio all’orizzonte / la verità alla fine trionfa sempre”. Leggere le sue parole è fare il pieno di emozioni.

C’è l’equilibrio. Se ne incarica – di presentarlo – Lucrezia Ranieri. Meravigliosi “Gli apostrofi di memoria” (Passato). E sempre nella stessa poesia: “Nel silenzio del ricordo”. E in Notte c’è: “Il buio della notte / non sa tenere segreti”. L’intuizione poi racconta della “poca luce negli occhi”. E: “Molto coraggio per imparare / ancora la fantasia”. Poesie brevi, ma vibranti e intense. Arriva Una cosa per volta (associata alla canzone di Renato Zero dal titolo eloquente L’equilibrista): Niente orizzonti, niente sogni, niente voli. “Un mare di sabbia le nostre esistenze / castelli di carta i nostri sogni” (Noi): quanta bellezza in queste parole che ci aiutano a riflettere. Respiri è la più lunga delle sue liriche.

Di straordinario fascino, poi, Rose. Semplicemente bellissima. Un inno al coraggio. In Futuro mi hanno colpito i seguenti versi: “Le nostre ombre si perdono / in una tenue luna”. Insomma, l’equilibrio tranquillizza. In Lucrezia Ranieri che ama scrivere racconti brevi (anche le sue liriche sono concise ma di notevole intensità) c’è l’essenzialità. Parole scarne, ma profonde. Nel suo lirismo c’è razionalità e generosità, chiaroscuro, tra gioia e sconforto. Un bilanciamento di stati d’animo. Nelle sue parole, un lampo di luce s’intravede proiettato nel futuro.

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La poetessa Carmen Ingrao e il giornalista Michele Bruccheri

C’è il buio. Viene cantato da Daniele Mugnai. Cede all’ombra che trionfa. Una poesia alta, altra, diversa. L’ombra del buio è dedicata all’amico Carlo. Scrive: “Dove il sole è buio / dove la luce è ombra”. Ed ancora: “L’ombra del buio nascente”, “Mano nella mano con l’ombra”, “Il buio mi ama”. La vita fa male è in rima. C’è pessimismo (“La vita s’inchina al male”). E in Notturno canta: “In questo notturno / Le mie parole si spezzano / I miei pensieri svolazzano / le mie idee si spazzano”. Musicale, cruda e ruvida. Interessante il finale in Quando finisce un amore. Assai bello il brano “angoli nascosti nelle rughe del cuore”.

In Niente c’è un gioco con parole. Denota padronanza e sicurezza, nell’autore. “Questa voglia di poesia mi comprende”, scrive. C’è uno spiraglio di luce, in lui che ama il buio. In fondo, luce e buio sono due identità. Sono due volti di una stessa realtà. Sono complementari. Poi, arriva la rassegnazione: “Non finisce mai il niente” (Niente). E anche il pessimismo: “Sono il tuo silenzio / di parole che tiro fuori dalla tasca…”. E sempre in Che vuoi che sia una poesia, molto suggestivo il passaggio in cui la poesia è definita “come sabbia in clessidra”, come il vento delle parole pagate a ore. Forse, la lirica intrisa di maggiore ottimismo è Senza limite. È accostata ad un brano, splendido, di Tanita Tikaram. Evidenzio stenograficamente altri versi, di due liriche: “Il mare che incontra il tramonto”, “Io ero lì con me insieme a me…” (Io ero lì) e “Ogni volta / mi giro indietro nei battiti tremo / di una vita che non vivremo” (Ogni volta). Sono assaggi di questo autore che desidera le ombre del buio, che scrive per sapere di esistere (“sempre in bilico sulla lama della vita”, dice).

Tre autori eccellenti, profondi e stimolanti. Nelle loro poesie c’è il loro cuore. C’è la memoria dei loro pensieri, tutto il peso delle loro emozioni e dei loro sentimenti. Ogni notte buia, alla fine, porta sempre alla luce e alla speranza. Ognuno ha una propria storia. Questi tre “pittori” fissano lo specchio e questo mezzo di introspezione quotidiana che tutti usiamo, non per narcisismo, ci fa porre la famosa domanda: chi sono? Chi siamo? Ecco allora che si crede nella luce, si lotta contro l’ombra. Ombra e luce ci guidano, sono armonia oscillante grazie alla bilancia e all’equilibrio.

Scrivere è già una rivoluzione. Non c’è rassegnazione in chi scrive Poesia; scrivere è già una dimostrazione di rivolta. La creatività è sempre il contrario della rassegnazione e del pessimismo. La poesia è il luogo e il tempo della bellezza della vita con le sue inevitabili sfumature. Grazie alle parole, si impara a camminare verso la libertà. La diversità di vedute è ricchezza. Carmen Ingrao, Lucrezia Ranieri e Daniele Mugnai ci offrono nuove occasioni di incontri per affrontare la vita. Ci dicono che la resilienza è la capacità di reagire a uno stimolo ricevuto, è la capacità di affrontare rotture e abbandoni, è la capacità di affrontare le difficoltà. È combattere, sempre. È avere una visione di futuro.

MICHELE BRUCCHERI

(Giornalista)

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