L’EDITORIALE. Analisi e dati di Pasquale Petix, sociologo e docente  universitario 

Sono passate diverse settimane dalla chiusura delle urne del referendum sul Brexit. Vale la pena, con la mente più libera dai condizionamenti emotivi, di fare una breve analisi su quel voto. All’indomani del referendum si è sentito spesso parlare del voto dei giovani e di quello degli anziani e, in particolare, di come quest’ultimo abbia influito sul successo del fronte del Leave.

 

 Pasquale Petix
Pasquale Petix

Si è scritto così che le nuove generazioni abbiano voluto  delegare ai più anziani la scelta sul proprio futuro. Si è a lungo dibattuto sul perché le vecchie generazioni abbiano scelto per i loro nipoti prendendo così una decisione di cui non vedranno mai gli effetti. I principali media, inglesi e italiani si sono bloccati su questo punto, ma ne hanno tralasciato un altro forse più importante ovvero la disaffezione dei giovanissimi dal voto: i giovani  sotto i 24 anni hanno partecipato in percentuali minime al referendum sul Brexit. Se è vero che la popolazione di età superiore ai 65 anni ha votato in forte maggioranza per uscire dall’Unione Europea (60%), è anche vero che questa classe ha più in generale votato (83%), mentre i giovani benché abbiano espresso la propria posizione contraria alla Brexit, hanno visto una partecipazione inferiore alle urne (36% nella fascia d’età 18-24).

Quindi i dati dimostrano che il grande divario generazionale, non riguarda solo l’espressione del voto, ma anche la partecipazione alle urne. Un suggerimento riguardo a questo possibile effetto era arrivato, a tutti i partiti politici, dagli studenti universitari inglesi che avevano creato un comitato contrario sul Brexit per fare campagna all’interno delle istituzioni formative (scuole e università).

Gli studenti universitari del movimento avevano capito che il risultato referendario sarebbe stato condizionato non solo dal fattore “età” ma anche da quello dell’istruzione. E così è successo: gli elettori con un tasso di istruzione più alta hanno espresso il loro voto al favore del Remain. Lo stesso hanno fatto gli elettori con un reddito netto più alto rispetto a quelli con un salario inferiore. I dati mostrano una Gran Bretagna sostanzialmente spaccata da una lotta tra le classi sociali, fenomeno che la politica non ha saputo interpretare, ma la figura più brutta l’ha fatta il Labour Party cosicché (la sinistra) continua a perdere gli appuntamenti con la storia.

PASQUALE PETIX