Poets
Cettina La Placa

Concetta La Placa, poetessa nissena, delicata e sensibile, in questa lunga intervista a La Voce del Nisseno (versione online) racconta la sua recente esperienza culturale legata alla partecipazione – tramite lo streaming – all’Odyssey International Festival of World Poets 2020. Duecento poeti da ogni parte del pianeta: “Un’occasione per conoscere poeti di tutto il mondo ed unire la mia flebile voce alla loro per essere una voce sola, una grande potenza d’amore”.

Con dovizia di particolari, ci narra la sua meravigliosa esperienza umana e poetica. Con sobrietà, anticipa la prossima pubblicazione del suo E-book che si intitolerà “Amore Cosmico ed Emozioni al Vento”. Conterrà 55 liriche, un libro “veramente ricco di note emotive”, chiarisce con entusiasmo. Con generosità, poi, risponde alle nostre domande per conoscerla meglio. Cita i suoi autori letterari preferiti. Menziona i suoi artisti, musicalmente, prediletti.

Ci narra anche l’inizio del suo percorso poetico (“ho avuto sempre questa particolare sensibilità per esternare su carta i miei sentimenti, mettendo a nudo la mia anima”). Ha partecipato a diversi concorsi, conquistando numerosi riconoscimenti d’onore e di merito. Insomma, Concetta La Placa – a cuore aperto – si presenta ai nostri lettori digitali. Ci mostra un po’ il suo cuore e il suo cammino.

So che recentemente hai partecipato ad un evento con una tua lirica tradotta anche in inglese. Ce ne parli?
Recentemente sono stata invitata a partecipare, in veste di poetessa, all’Odyssey International Festival dei poeti del mondo 2020. È stato un evento culturale e poetico che è durato tre giorni. Direi che è stato un festival internazionale unico nel suo genere. Si è trattato di un intenso collegamento tra 200 poeti, provenienti dai cinque Continenti (Africa, America, Europa, Asia, Oceania) che ha avuto un’eco per giorni e giorni. Se ne sta parlando ancora oggi non solo su Facebook.

Che tipo di esperienza è stata?

Una esperienza davvero favolosa, in considerazione che stiamo vivendo un periodo veramente difficile a livello mondiale, per tutte le relazioni sociali a causa della distanza da mantenere a causa del Covid-19. Posso confermare che non avevo, prima d’ora, mai partecipato a qualcosa di simile e di così importante.

Raccontaci…
E’ stata una tre giorni di festa culturale (14-15-16 novembre 2020). Potrei definirlo come un flusso di scambi culturali (di arte, musica e soprattutto di poesia), improntati sulla pace, l’armonia tra popoli e il dialogo tra le religioni. L’evento si è svolto, grazie allo streaming a distanza, in webinar con Zoom. In queste tre sere la letteratura e in particolare la poesia, sono state celebrate grazie alla Fondazione per l’Arte e per la Cultura in Romania, presieduta dallo stesso onorevole Munir Mezyed, grande poeta internazionale.

Cosa avete fatto?
Ognuno di noi ha avuto l’opportunità di poter declamare le proprie poesie, scritte e scelte per l’occasione. Io, in particolare, ho scelto di declamare una poesia sull’amore e, invece, pubblicare sull’antologia dedicata una poesia che è una vera dedica, intitolata “A Te Che Sei Così Fragile”. Si tratta di una poesia scritta di mio pugno, pensando ai più fragili di questa nostra società. Il mio scopo è quella di inneggiare al rispetto della dignità della persona e di lanciare un messaggio che sia un invito ad avere attenzione, tolleranza e a promuovere l’inclusione e l’attenzione incondizionato per i più fragili. Vuole essere un grido di dolore contro ogni forma di stigmatizzazione, emarginazione nei confronti di questi nostri fratelli in questa ormai cinica e indifferente società.

Continua.

Credo che mostrando più attenzione alla fragilità dell’uomo, si possa promuovere l’amore che, in un unico “abbraccio”, riunisce tutti come fratelli. Del resto il mio credo è sempre stato quello che ogni persona, con le sue debolezze, i suoi punti di forza, e le sue virtù, sia solo e sempre sede di valori.

So che c’è stato un importante ospite d’onore: è così?
Sì, la manifestazione ha avuto il privilegio d’avere più di un ospite d’onore. Il primo è Justin Trudeau, Primo Ministro del Canada e poi alla cerimonia di chiusura c’è stato l’intervento di Giannis Crysoulakis, Segretario Generale per la Diplomazia Pubblica e per i Greci all’Estero del Ministero degli Affari Esteri ellenico, il quale ha detto che ci vuole sempre occhio su tutte quelle persone che “portano acqua” all’umanità e tra questi ci sono sicuramente i poeti.

Cosa ha rappresentato, per te, Odyssey International Festival of World Poets 2020?

Un’occasione per conoscere poeti di tutto il mondo ed unire la mia flebile voce alla loro per essere una voce sola, una grande potenza d’amore. E’ stato un festival virtuale, ma anche una possibilità per poter uscire dall’isolamento sociale e culturale, cui siamo sottoposti da mesi, ormai a causa dell’epidemia, isolamento che non piace a nessuno e ancora meno agli intellettuali…

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Cettina La Placa

Dimmi…
Voglio far presente che la mia poesia, insieme a quella presentata dagli altri 199 poeti partecipanti, è stata inserita e pubblicata nell’Odyssey International Anthology of World Poets 2020, dedicata al Grande Festival, da qualche giorno, già pubblicata e acquistabile su Amazon e dedicata a Sua Altezza Reale Highness Sheikka Mozah Nasser Al-Missned. Si è voluta dedicarla a questa grande donna, per il suo ruolo attivo nella promozione del dialogo tra differenti culture e religioni e per il suo contributo allo sviluppo economico e sociale del Qatar, attraverso diverse innovative iniziative e riforme sociali.

In virtù di questa partecipazione, sono nate collaborazioni?
Grazie a questa partecipazione ho intrapreso nuove avventure culturali che consistono in nuove collaborazioni con alcuni importanti poeti internazionali, come quella che ho avviato recentemente con il grande e famoso poeta Nurul Hoque, che sta curando l’edizione del mio primo e-book, nonché il mio primo libro cartaceo di poesie. Lui è il Coordinatore Capo e Designer of Cover della Fondazione Odyssey International Festival. Il mio E-Book è già in cantiere da giorni e, prestissimo, verrà pubblicato su Amazon.

Ci tratteggi, brevemente, chi è il suo presidente, Munir Mezyed?
Munir Mezyed è un grande poeta Giordano Palestinese, un romanziere traduttore e visionario che ha scritto numerosi libri e articoli e ha lasciato un segno sulla scena internazionale e ha anche avuto un riconoscimento internazionale. Munir scrive sia in inglese che in arabo. Come poeta egli è ben noto per la sua visione della “Poesia Assoluta” che ha portato nuove idee, nuove visioni e immagini al mondo della poesia… Le sue poesie sono state pubblicate in tutto il mondo e tradotte dall’inglese al rumeno, spagnolo, francese, italiano, polacco, danese, greco, tedesco, portoghese, serbo, sloveno, albanese, indonesiano, persiano, hindi e cinese.

Caspita!

Ha studiato in Inghilterra e in Usa e poi ha viaggiato in tutto il mondo e alla fine, nel 2005, si è stabilito in Romania dopo che ha lasciato la Giordania dove ha trovato la sua libertà dopo che il suo lavoro fu bandito. Allo stesso modo in Medio Oriente a causa del suo pensiero liberale, della sua lotta per la democrazia e i diritti umani. Nel mondo Arabo questa è una delle sfide più grandi che devono affrontare gli uomini liberi.

Nonostante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, la Cultura si inventa formule e modalità per unire i popoli. Come stai vivendo questo brutto periodo pandemico?
Certamente come dicevo già precedentemente in questa intervista, il periodo non è dei migliori a livello mondiale. Tutti siamo affranti da questa pandemia che ha seminato e continua a seminare migliaia e centinaia di morti e non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo. Costretta anch’io come tutti a stare relegata a casa e a distanza di sicurezza dai miei cari e dagli amici, indossando una mascherina sul volto, grazie a questa situazione di isolamento sociale domiciliare, mi ritrovo più tempo per praticare la mia passione… mi riferisco alla scrittura di poesie. Anche le mie relazioni sociali sono state diradate. E’ inevitabile e il poter scrivere poesie ascoltando le mie emozione di un momento, è di grande aiuto psicologico per me. Direi che è una attività liberatoria e catartica.

Quando è nata la tua passione per la poesia?
Ho iniziato a scrivere poesie da quando avevo quindici anni. Ho avuto sempre questa particolare sensibilità per esternare su carta i miei sentimenti, mettendo a nudo la mia anima. Nel 1976 una di queste mie poesie giovanili, quella intitolata “Una Volta”, mi è stata pubblicata nella rubrica denominata “L’Angolo della Poesia”, curata da Marco De Poli del settimanale “Confidenze”.  La stessa sarà una di quelle pubblicate nell’E- book che vedrà la luce prossimamente. Ricordo che, anche allora, sentivo l’esigenza di mettere su carta quelle emozioni che captavo, mentre mi ritrovavo ad osservare un tramonto o a guardare l’immensità del mare.

Quali sono i concorsi poetici che ricordi con maggiore partecipazione emotiva?

Ho partecipato a diversi concorsi, ottenendo molti riconoscimenti d’onore e di merito. Uno in particolare che mi ha lasciato un bel ricordo; è quello della II Edizione di “Maiori in Love”, che si è svolto a Maiori sulla bellissima Costa Amalfitana. Sarà stata la splendida location o l’emozione della gara, ma quel concorso mi è rimasto per davvero nel cuore. E’ stato un concorso organizzato dall’Editore Monetti, che ha accolto presso la splendida Sala del Comune di Maiori, poeti di tutta Italia.

Hai ricevuto numerosi riconoscimenti. A quali sei particolarmente legata?
Sono legata alla premiazione del Concorso “Diversamente Uguali” perché è stato un concorso di poesia dedicato alle persone diversamente abili ed io ho partecipato con una poesia dedicata alla follia e intitolata “Un Oscuro Mondo”. Ho scelto questa, avendo lavorato in passato in un Dipartimento di Salute Mentale siciliano, occupandomi della parte sociale dei pazienti. La predetta poesia è stata pubblicata nell’Antologia Annuale 2017, dedicata al Concorso “Diversamente Uguali”.

So che prossimamente dovrebbe uscire il tuo primo eBook. Ce l’hai anticipato vagamente. Cosa puoi anticipare ai nostri lettori?
Sarà una sorpresa. Posso già anticipare che l’E-book si intitolerà “Amore Cosmico ed Emozioni al Vento” e che si tratta di un E-book veramente ricco di note emotive. Contiene 55 mie poesie, scritte con un linguaggio apparentemente semplice che raggiunge tutti i lettori, e che solo in un secondo momento rileva la terza via… Si tratta di poesie nelle quali il lettore che li leggerà, potrà riconoscere nelle mie, anche, le sue emozioni. Un lettore appassionato della mia poesia, qualche tempo fa, ebbe a dirmi che, leggendo i miei versi, sente che questi facciano da specchio alle sue emozioni. Io mi auguro che i miei versi possano realmente trasmettere le mie emozioni, come corrente sotterranea, fino al cuore del lettore che le riconosce come sue.

Chi sono i tuoi autori preferiti e perché?

Io amo moltissimi autori e poeti. Non solo italiani, ma anche stranieri (inglesi, colombiani, francesi, ecc.). Molti autori e scrittori sono dell’America Latina. Uno di questi è il grande Marquez. Come poeti italiani sicuramente Ungaretti, Leopardi, Alda Merini, Gibran, Nazim Hikmet, ed altri ancora. Mi taccio altrimenti la lista sarebbe troppo lunga. Trovo veramente bellissima la poesia di Alda. Mi fa sognare. Lei è stata davvero la poetessa speciale del secolo scorso.

Cerchiamo di conoscerti di più e meglio. Quali sono le tue principali virtù?

Sono una persona fondamentalmente sincera e leale, solidale con il prossimo e con una dose di sensibilità emotiva elevata.

Qual è il tuo peggior difetto, ovviamente se c’è?
Proprio a causa di questa sensibilità, spesso mi è capitato di impantanarmi in quelle situazione che mi hanno fatto soffrire. Capita che io non riesca ad andare oltre e non riesca a farmi scivolare tutte le situazioni scomode. Ci resto male e ci soffro per un po’. Ma con il tempo sto imparando ad essere un po’ più menefreghista e di prendere la vita con più leggerezza che non vuol significare con meno responsabilità.

Che tipo di musica ascolti?
Mi piace molto la musica, non solo italiana, degli anni Settanta, Ottanta, ma in particolare amo anche il jazz. La mia musica preferita è quella dei Pink Floyd, dei Beatles, di Steve Wonder, Genesis, Eric Clapton Mile Davis, Herbie Hancock e altri e quella dei vari cantautori italiani di quel periodo (Battisti, De Andrè, De Gregori, Paolo Conte…). Queste note mi sanno trasportare da sempre in un mondo magico e tutto mio.

Un’ultima domanda. Cosa “vedi” nel tuo 2021?
Vedo all’orizzonte tanta speranza che possa veramente cambiare la situazione epidemica, nella quale è rimasto intrappolato il mondo intero e, che si possano realizzare, all’alba dell’anno nuovo e per tutti noi, quei cambiamenti che necessita apportare attorno a noi, cominciando dal rispetto verso madre natura che ci circonda e che spesso viene violentata da noi uomini senza alcun freno e in nome di interessi finanziari, dettati da un capitalismo sfrenato e, ormai, senza più remore.

Cosa non tolleri?

Quello che non tollero è che la vita dell’uomo e quella in generale di tutto il creato viene svenduta per interessi mondiali che non sono corrispondenti al benessere della persona. Questi, esulano da quell’agire necessario e dall’opportuno preservare il benessere psicologico e fisico dei popoli. Mi auguro che questa epidemia abbia insegnato a tutti noi qualcosa di importante: non esiste la certezza e il potere esercitato dalle persone; è effimero e tutto può cambiare e diventare ingovernabile, da un momento all’altro, come è successo in questo pesante e nefasto anno.

MICHELE BRUCCHERI

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